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Il programma di Beppe Sala per la “nuova” Milano

Sala Milano

Il modello della città in 15 minuti, l’ambiente, il digitale, la casa e il lavoro. Il programma di Beppe Sala per restare sindaco di Milano altri cinque anni

“Proponiamo una continuità di gestione, ma una discontinuità di contenuti”: ripresa economica, ambiente, legalità, sicurezza e semplificazione. Sono queste le parole chiave del programma elettorale del sindaco uscente di Milano – e di nuovo in corsa per un secondo mandato – Beppe Sala.

MILANO SOSTENIBILE

Il cambiamento climatico e l’inquinamento atmosferico sono in cima alle priorità del candidato Pd. Per questo si propone la completa attuazione del Piano Aria Clima, che ha come obiettivi: la realizzazione del 55% di chilometri in più rispetto a oggi di metropolitana e metrotranvie entro il 2030; il potenziamento della ciclabilità; il raggiungimento del 75% di raccolta differenziata nel 2028 (oggi siamo al 62%); l’efficientamento energetico per gli edifici di edilizia scolastica e per quelli di edilizia popolare comunale – per questi ultimi con abbattimento al 50% dei consumi di combustibile – e un piano di manutenzione per ridurre le spese degli inquilini; la realizzazione di tetti verdi; incentivi equi per fasce di popolazione fragile economicamente per la sostituzione delle caldaie e la coibentazione degli edifici privati.

LA CITTÀ IN 15 MINUTI

La “città in 15 minuti” è un concetto che Milano – come molte città internazionali – sta sviluppando da diversi anni. Sala punta molto su questo modello urbanistico, in cui i servizi essenziali sono raggiungibili a piedi o in bicicletta percorrendo un tragitto di un quarto d’ora. “In questo modo, Milano decide di sostenere l’economia dei quartieri, ma anche la loro vitalità e socialità”, spiega il sindaco nel suo programma.

“Vogliamo garantire che i servizi essenziali – scuola, farmacia, supermercato, uffici pubblici, impianti sportivi, verde – siano nel raggio di 15 minuti a piedi o in bicicletta per tutti i residenti del quartiere, offrendo un’alternativa alla mobilità in auto e prevenendo un aumento dei viaggi in auto e relative emissioni e inquinamento atmosferico”.

In questo piano, la mobilità cittadina dovrà concentrarsi maggiormente sull’uso ciclabile e pedonale delle strade. Ma bisognerà pensare anche a una nuova organizzazione dei servizi di base.

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DIGITALIZZAZIONE

Sostenibilità e digitalizzazione sono due aspetti che vanno di pari passo nella trasformazione di Milano. La Smart City è il modello proposto da Sala per Milano: una città interconnessa, digitale e green in ogni sua espressione e modalità di sviluppo e fruizione, che permette ai cittadini di gestire meglio il loro tempo.

“Possiamo dire che Milano sta facendo molto per realizzare questo modello di città. In questi mesi, smart working e didattica a distanza sono diventate non solo parole di uso comune ma pratiche quotidiane. Ecco, per realizzarle e spingerle al massimo delle loro potenzialità occorre investire nelle infrastrutture digitali e attivarsi per dotare di buone connessioni il territorio cittadino e cercare di portare materialmente dispositivi (Pc, tablet, smartphone) nelle abitazioni, nelle scuole e nelle famiglie degli studenti, quando mancano le disponibilità”, ha scritto Sala nel suo programma.

EDILIZIA POPOLARE

Oggi circa 150mila milanesi, una parte significativa della popolazione residente, abita in una casa popolare. Si tratta di case vecchie, costruite negli anni ’30 o negli anni ’60/’70, che necessitano di interventi infrastrutturali di ammodernamento sotto il profilo architettonico ed energetico.

La rigenerazione degli edifici di edilizia popolare – attraverso la costruzione di ascensori o la loro sistemazione, la creazione di cortili, l’eliminazione di amianto – è fondamentale per garantire a tutti i cittadini una migliore qualità di vita.

Per realizzare questo progetto occorrono però fondi e investimenti. “Noi contiamo di poter destinare parte dei fondi del Recovery Fund – che speriamo possano essere gestiti direttamente dalle città – proprio a questo”, ha dichiarato Sala.

LAVORO

“Il lavoro è la cifra distintiva della nostra città”, ha spiegato il sindaco del Pd. “Oggi, la crisi aperta dalla pandemia sta mettendo a dura prova l’assetto economico e sociale di Milano. Sostenere la ripartenza, vuol dire sia dare aiuto ai commercianti, ai negozianti, ai ristoratori, a chi lavora nell’ambito della cultura e degli eventi, ma vuol dire anche investire nei nuovi settori del vivere (ad esempio trasporti, energia, reti digitali, costruzioni ecologiche)”.

Milano è dunque chiamata a creare e incentivare la creazione di nuove tipologie di lavoro e a farlo in modo sostenibile. “Da Milano deve anche partire la spinta a una regolamentazione delle nuove modalità di lavoro: lo smartworking deve trovare una regolamentazione chiara e definita, non deve essere un mero homeworking che penalizza alcune categorie di lavoratori (principalmente le donne)”, ha concluso Sala.

Leggi anche: Milano, l’inciampo del candidato Bernardo, pediatra armato

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