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Quanto Sud c’è nel PNRR?

pnrr sud

L’impatto complessivo del PNRR sul Pil nazionale fino al 2026 è stimato in 16 punti percentuali: per il Sud di circa 24 punti

 

Un governo composto soprattutto da ministri del Nord (contrariamente al Conte due) e che, in quanto tale, doveva dar prova di tenere in considerazione il Sud nella spartizione delle poste del PNRR. Obiettivo che può dirsi ampiamente portato a casa. Non si contano infatti le volte che la parola “Sud” viene menzionata nelle 273 pagine del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Ma pure a livello economico, al Meridione andrà circa il 40% degli investimenti, con la sfida di ridurre una volta per tutte quel divario storico, che esiste dai tempi di Mazzini e Garibaldi.

Leggi anche: PNRR, Draghi: “248 miliardi per il destino del Paese”

IL SUD NEL PNRR

Guardando ai capitoli di spesa del PNRR, suddivisi, come è ormai noto, lungo una dorsale di sei missioni, al Sud d’Italia andranno le seguenti percentuali:

1 – Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura – 14,58 mld – 36,1%
2 – Rivoluzione verde e transizione ecologica – 23,00 mld – 34,3%
3 – Infrastrutture per la mobilità sostenibile – 14,53 mld – 53,2%
4 – Istruzione e ricerca – 14,63 mld – 45,7%
5 – Inclusione e Coesione – 8,81 mld – 39,4%
6 – Salute – circa 6 mld – 35/37%*
*Sulla base del riparto tra le Regioni

In particolare, PNRR prevede un importante investimento in tutte quelle infrastrutture iniziate o mai finite che rendono il Sud ancora povero di vie di comunicazione. Più che sulle strade, però, sarà posta l’attenzione sui trasporti ferroviari ad alta velocità visto che il Piano deve perseguire finalità green imposte da Bruxelles. A regime, vengono consentiti significativi miglioramenti nei tempi di percorrenza, soprattutto nel centro-sud.
Ad esempio, si risparmierà 1 ora e 30 minuti sulla tratta Napoli-Bari, 1 ora e 20 minuti sulla tratta Roma-Pescara, e 1 ora sulla tratta Palermo-Catania. Il Governo investe inoltre nella modernizzazione e il potenziamento delle linee ferroviarie regionali, sul sistema portuale e nella digitalizzazione della catena logistica.

In particolare, gli investimenti nelle infrastrutture e nella mobilità sostenibile del PNRR al Sud sono pari 14,5 miliardi, il 53 per cento del totale, e intervengono sull’alta velocità, sul sistema portuale e sulla viabilità nell’Italia interna.
Sono stanziati 8,8 miliardi per interventi di inclusione e coesione al sud, pari al 39 per cento del totale, e 14,6 miliardi per misure nell’istruzione e la ricerca, pari al 46 per cento.
Questi includono la creazione di nuovi asili, un incremento delle infrastrutture sociali, e politiche per il lavoro.
Il PNRR mira dunque a ridurre il divario tra il Mezzogiorno e il resto del Paese.
Secondo i calcoli dell’esecutivo, l’impatto complessivo del PNRR sul Pil nazionale fino al 2026 è stimato in circa 16 punti percentuali. Per il sud, l’impatto previsto è di circa 24 punti percentuali.

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