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Quarta dose, in Italia al via dal primo marzo (ma non a tutti). Quali Paesi la fanno già?

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Israele è “partita in quarta”, l’Ungheria vaccina “chiunque voglia” facendo arrabbiare gli scienziati. Anche sulla quarta dose, la solita confusione vista con le prime tre, dentro e fuori dall’Ue

Quarta dose sì, quarta dose no? Sono in tanti, anche tra gli esperti, a nutrire più di un dubbio. L’Ema, l’Agenzia europea del farmaco, preferisce al momento restare alla finestra a guardare, come ha detto il capo della strategia vaccinale Marco Cavaleri: «Ci sono prove insufficienti da parte dei trial clinici o dal mondo reale a supporto di una raccomandazione sulla popolazione generale». Già, ma restare affacciati a guardare cosa, o meglio, chi? Tutti i Paesi che hanno deciso di procedere convintamente per un secondo booster a stretto giro. Non sono pochi e, pure questa volta, l’Unione europea rischia di muoversi senza una linea comune, fattore questo che potrebbe creare più di un problema ai turisti che attraverseranno le frontiere la prossima estate.

QUARTA DOSE, IN QUALI NAZIONI LA STANNO SOMMINISTRANDO?

Per restare proprio all’interno dei nostri confini, l’Ungheria di Viktor Orbán ha voluto essere il primo Paese dell’Unione europea a partire con una nuova somministrazione di vaccino anti-Covid a tappeto. La formula è quanto mai vaga ed è parecchio criticata dagli scienziati, visto che non corrisponde ad alcun criterio logico e non permetterà, quindi, di avere dati su cui riflettere: la quarta dose verrà infatti somministrata a “chiunque ne faccia richiesta”.

In Germania si va verso la quarta dose consigliata a ultrasettantenni che vivono in case di cura, persone con il sistema immunitario debole e al personale medico /sanitario limitatamente però a coloro che, per lavoro, hanno contatti con fasce a rischio. Stessa decisione presa in Danimarca e in Spagna.

Madrid prevede doppio booster a pazienti sottoposti a chemioterapia o radioterapia, quelli trapiantati o sotto terapia con farmaci immunosoppressori. La quarta dose sarà somministrata dopo almeno cinque mesi dalla precedente. Sul medesimo binario si muovono anche gli USA, dove l’ago della siringa della campagna vaccinale comunque fatica a penetrare la pellaccia di diversi Stati centromeridionali, ancora convintamente No Vax.

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Israele farà invece ancora una volta da immenso laboratorio a cielo aperto, avendo autorizzato la dose aggiuntiva per ultra 60enni e alle persone maggiorenni a rischio. In un mese la quarta dose è stata somministrata a circa 600mila persone. Studiando i dati israeliani, come già avvenuto col primo booster, le varie agenzie del farmaco nazionali dei Paesi europei comprenderanno cosa sia meglio fare.

E IN ITALIA A CHI TOCCA LA QUARTA DOSE?

“Per ciò che riguarda la quarta dose di vaccino anti Covid, stiamo per dare le disposizioni attuative perché con il ministero della Salute e le Regioni stiamo ben individuando le platee”, ha detto il commissario straordinario per l’emergenza Covid, generale Francesco Paolo Figliuolo, aggiungendo che “per le categorie fragili “la mia indicazione è quella che partiremo il primo marzo, quindi sicuramente continueremo a tenere l’organizzazione che c’è ora in atto”.

Sulla quarta dose è intervenuto anche il professor Walter Ricciardi, consigliere scientifico del ministro della Salute: “Fino a che non arriveranno questi nuovi preparati bisognerà allargare per gradi la platea della quarta dose: prima i grandi anziani e poi i più esposti al rischio, cioè gli operatori sanitari. Specialmente prima dell’inverno”. ha detto all’ANSA. “Comunque per ora è presto per parlarne”, ha chiosato.

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