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Rai: ecco la delibera per la nuova selezione di giornalisti

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Policy Maker ha visionato la delibera del Cda Rai con cui si avvia una nuova selezione di giornalisti “su base territoriale”

“Procedere all’avvio di una selezione di personale giornalistico per circa 90 risorse, su base territoriale, nei termini e con le modalità di cui alla documentazione trasmessa dall’Amministratore Delegato”. È quanto deliberato dal Consiglio di amministrazione di Viale Mazzini, su proposta dell’amministratore delegato Fabrizio Salini, nella riunione del 12 giugno. La delibera, che Policy Maker ha avuto modo di leggere, è protocollata col codice SCA/LC/3680. L’atteso documento pone le basi per l’indizione di una nuova selezione di giornalisti, da ricercare “su base territoriale”,  dopo il concorso svoltosi nel 2015 e che ha lasciato dietro di sé parecchie polemiche.

LA BATTAGLIA DEI GIORNALISTI IDONEI CONTRO LA RAI

II Comitato per l’informazione pubblica, formato da oltre cento giornalisti risultati idonei nell’ultima selezione, infatti, sta dando battaglia perché l’azienda pubblica proceda all’assunzione dei giornalisti necessari scorrendo le graduatorie – come accaduto nel 2013 – anziché affidandosi a un nuovo concorso. Proprio nei giorni scorsi il Tar ha dato ragione al Comitato che chiedeva di avere accesso agli atti della selezione e di conoscere l’elenco dei giornalisti assunti dal 2013.
Inoltre, il Tribunale amministrativo ha stabilito che la graduatoria del concorso del 2015 è ancora valida – a differenza di quanto sostenuto da Viale Mazzini – “in quanto le previsioni del bando della selezione che limitavano a tre anni dalla sua pubblicazione la validità della graduatoria sono state soppiantate dalla previsione specifica di cui all’art. 1 comma 1096 della Legge di Bilancio 2018” che in chiave di risparmi impone di “attingere in primis al personale idoneo inserito nelle graduatorie 2013 e 2015 di giornalisti professionisti riconosciuti idonei”.

LA DECISIONE DEL TAR RIGUARDO GLI IDONEI

È notizia invece delle ultime ore che, in un altro ricorso fatto dal Comitato contro la decisione della Rai di negare l’accesso agli atti sul contratto e sulla posizione di Iman Sabbah e di altri due giornalisti stranieri, il Tar del Lazio ha dato ragione alla Rai e all’Ordine dei giornalisti. Secondo il Tribunale, infatti,  i ricorrenti non risultano titolari di una posizione giuridica qualificata per la loro richiesta né l’accesso a tale documentazione sarebbe utile alle loro posizioni giuridiche. In sostanza, si legge nella sentenza, “a prescindere dalla validità della graduatoria del concorso” alla quale  i giornalisti idonei hanno partecipato la legge di Bilancio “individua solo una astratta possibilità (e non un obbligo come asserito dai ricorrenti) per la Rai di procedere ad immissioni in organico di figure al livello retributivo più basso, attingendo al personale idoneo inserito nelle graduatorie 2013 e 2015 di giornalisti professionisti riconosciuti idonei, in un quadro di ampia discrezionalità per l’Ente radiotelevisivo”.

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