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Regionali: ecco i probabili sfidanti in Abruzzo, Basilicata e Sardegna

Regionali

Mancano pochi mesi alle prime elezioni regionali del 2024. In Abruzzo già noti gli sfidanti. Trattative del centrodestra per la Sardegna e del centrosinistra per la Basilicata

Mancano cinque mesi al primo significativo appuntamento elettorale del prossimo anno. Tra febbraio e marzo si svolgeranno le elezioni regionali in Sardegna, Abruzzo e Basilicata, governate ad oggi tutte dal centrodestra. Tra l’altro equamente divise: Marsilio in Abruzzo in quota FdI, Bardi in Basilicata in quota Forza Italia e Solinas per la Lega in Sardegna.

Il voto potrebbe rivelarsi uno step importante in vista delle altre elezioni regionali, Piemonte e Umbria, ma soprattutto delle europee che si terranno a giugno 2024.

Gli incontri locali e nazionali tra le forze politiche delle varie coalizioni sono costanti. Per il centrodestra ad esempio questa settimana potrebbe tenersi la riunione decisiva alla quale dovrebbero partecipare i big dei partiti Giorgia Meloni, Matteo Salvini, Antonio Tajani e Maurizio Lupi. Molto probabile che, anche per il centrosinistra, si proverà a sciogliere le riserve sui vari candidati in una logica di pacchetto, considerando cioè tutte le cinque regioni al voto nel 2024.

IN ABRUZZO ALLE REGIONALI SFIDA MARSILIO-D’AMICO

L’Abruzzo, dove si voterà il 10 marzo, è la regione che, per quanto riguarda le candidature, dovrebbe creare meno grattacapi a entrambe le coalizioni. Il centrodestra al 99% punterà sull’uscente Marco Marsilio, di Fratelli d’Italia, nome sul quale Lega e Forza Italia non dovrebbero avere problemi a convergere.

Fumata bianca per il centrosinistra: il nome condiviso da Pd e M5S è l’ex rettore dell’università di Teramo, Luciano D’Amico, che potrà contare sul sostegno compatto di tutta la coalizione: da Calenda a Italia Viva, da +Europa e socialisti a Verdi e Sinistra italiana. Pronto già anche il nome della lista ‘Patto per l’Abruzzo’.

Classe 1960, D’Amico ha una lunga carriera universitaria e da economista alle spalle ma anche esperienze come amministratore, nel mondo universitario e fuori. A Teramo lega indissolubilmente la sua figura con quella dell’ateneo in cui, tra le altre cose, è stato Preside della Facoltà di Scienze della Comunicazione e soprattutto rettore dal 2013 al 2018. Di area democratica, in passato è stato vicino all’esponente locale del Pd Luciano D’Alfonso, considerato moderato e sufficientemente civico per tutti.

IN SARDEGNA TODDE PER IL CSX CON L’OMBRA DI RENATO SORU

La Sardegna è un’altra delle regioni dove il centrosinistra potrebbe trovarsi avvantaggiato nell’indicazione del candidato governatore. Almeno fino a tre giorni fa. Sembrava spianata la strada per la grillina Alessandra Todde, ex viceministra del governo giallorosa Conte II, sulla quale convergerebbero il Pd e il M5S. Un po’ di malumori nel Partito democratico sardo ha creato la decisione di rinunciare alle primarie (osteggiate dal M5S) per garantire la tenuta del ‘campo largo’, o meglio ‘campo progressista’ come preferisce venga chiamato Giuseppe Conte. Ma a sparigliare le carte ci ha pensato l’ex governatore Renato Soru, il quale ha annunciato che intenderebbe candidarsi, con o senza primarie, con un proprio progetto. E’ chiaro che in questo caso i problemi maggiori sarebbero per il Pd.

NEL CENTRODESTRA SOLINAS IN BILICO, TRIZZU (FDI) INCALZA

Proprio in Sardegna potrebbe giocarsi una delle partite più serrate per il centrodestra. L’uscente Christian Solinas, sostenuto nel 2019 dalla Lega, proprio dal palco di Pontida ha chiesto che gli sia data la possibilità di governare altri cinque anni. Ma gli alleati sembrano pensarla diversamente. E anche il sostegno della Lega non è poi così granitico, aumentano i dubbi tra le fila del Carroccio che chiede tempo. Tra i principali competitor ci sarebbe il sindaco di Cagliari, Paolo Truzzu, uno degli uomini di punta di Fratelli d’Italia sul territorio. Tra l’altro gli stessi vertici di FdI in questi giorni hanno tenuto a puntualizzare di non condividere la regola della candidatura automatica del governatore uscente. A rompere gli equilibri ci sta pensando Forza Italia, indicando il deputato forzista Pietro Pittalis. All’ultimo vertice di coalizione, FI avrebbe anche proposto, in alternativa, Alessandra Zedda e Settimo Nizzi. Nomi che – secondo gli addetti ai lavori – avrebbero più che altro la finalità di far pesare la rinuncia al proprio candidato in altri tavoli regionali,

REGIONALI BASILICATA: FI BLINDA BARDI, A RISCHIO ACCORDO PD-M5S 

In Basilicata Forza Italia ha pensato bene di blindare il presidente uscente Vito Bardi. Tutto il partito, in batteria, si è espresso per la sua riconferma. Una mossa che è arrivata qualche ora dopo l’articolo di Francesco Verderami sul Corriere della sera, nel quale scriveva che il centrodestra era alla ricerca di nuovo candidato, temendo di non farcela. Dubbi che sarebbero tra le fila di FdI e Lega.

Per quanto riguarda il centrosinistra, ancora siamo lontani da una decisione definitiva. Non è chiaro se si terranno primarie o meno. Non è neppure scontata un accordo Pd-M5S. Sul nome di Angelo Chiorazzo, re delle coop bianche lucane e proposto dal Partito democratico, sembra esserci infatti il veto del Movimento 5 stelle locale, o almeno di una parte. L’intesa è auspicata da uno dei principali leader del Pd, Stefano Bonaccini, che proprio domenica ha invitato tutte le forze del campo progressista a mettersi insieme “in ragione però di un programma”.

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