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Riforma della giustizia. Tutti i contrasti tra M5S e PD

giustizia

Quello della riforma della giustizia è uno dei dossier che ha già fatto nascere qualche fibrillazione tra i parlamentari della nuova maggioranza di governo giallorossa.

Anche se ci sono dei punti sui quali l’intesa c’è già, su altri invece si registra una distanza profonda tra i nuovi alleati. Il premier Giuseppe Conte sul tema nel suo discorso di insediamento si era limitato ad invocare genericamente “una riforma della giustizia civile, penale e tributaria, anche attraverso una drastica riduzione dei tempi”.

Di seguito i punti condivisi e i punti di contrasto:

I PUNTI CONDIVISI:

Riforma processo civile, Tribunali fallimentari e infrastrutture

Tra i punti condivisi sicuramente ci sono: la riforma del processo civile, il decreto che interviene sul perfezionamento dei Tribunali fallimentari ed il punto che riguarda il potenziamento delle infrastrutture attraverso l’uso delle nuove tecnologie e l’assunzione di personale.

Riforma Penale

Si registrano numerosi punti di contatto sulla riforma penale del Ministro Alfonso Bonafede in particolare quelli che riguardano le sanzioni ai Pm che tardano nella chiusura delle indagini preliminari e quelli che riguardano i tempi massimi dei giudici per le sentenze.

Ai democratici piace anche una previsione contenuta nella prima bozza della riforma Bonafede, stralciata dalla Lega, che prevede l’individuazione di priorità nell’esercizio dell’azione penale da parte dei procuratori in ambito distrettuale, così come l’estensione del patteggiamento.

Accordo totale sul divieto di rientro in magistratura per i giudici eletti in Parlamento o nominati al governo e sul riconoscimento dell’Avvocato in Costituzione.

I PUNTI DI CONTRASTO:

Sorteggio per il Consiglio Superiore della Magistratura

Per il Pd uno dei punti più critici riguarda uno degli aspetti della riforma del Csm ed in particolare il sorteggio previsto per l’individuazione dei magistrati eleggibili.

Prescrizione ed intercettazioni

Critiche vengono mosse anche alla previsione dello stop alla prescrizione dopo il primo grado di giudizio. Sul punto il così il vicesegretario dem Andrea Orlando in una sua intervista alla Stampa “Credo che la drastica cancellazione della prescrizione sia un errore, ma dentro un percorso processuale si possono trovare equilibri compensando con altre garanzie” come l’introduzione di più stringenti finestre di controllo giurisdizionale sulle attività dei pm.

Altro nodo riguarda il decreto intercettazioni che dovrebbe entrare in vigore il 1° gennaio e che il M5S vorrebbe modificare.

Separazione delle carriere e divieto delle misure alternative introdotte dallo Spazza corrotti

Contrario alla separazione delle carriere il M5S più favorevole invece il Pd contrari alla preclusione dell’accesso alle misure alternative al carcere introdotte dalla “Spazza corrotti”.

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