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Scala di Milano, tutte le manovre di chi non sostiene Pereira

scala Milano

Si scioglierà questa sera alla riunione del Cda alle 18 il nodo sulla successione del Sovrintendente Alexander Pereira alla guida della Scala di Milano

Pereira o non Pereira, questo è il problema! Il dubbio amletico, forse, verrà sciolto questa sera alle 18 durante la riunione del Cda della Scala di Milano. Ma ciò che emerge è che la vicenda della successione alla guida della più importante Fondazione Lirica del Paese si tinge sempre più di mistero e di colpi di scena.

SFUMATA L’OPERAZIONE ARABI

Fallita l’operazione Arabi nello scorso marzo, quando la politica sembrava aver disconosciuto l’iniziativa dell’attuale Sovrintendente, il cui mandato scade nel febbraio del prossimo anno, indebolendone la posizione, oggi, dopo soli tre mesi, con un successore di fatto individuato nella persona di Dominique Meyer, che guida l’Opera di Stato di Vienna, sembrerebbe che l’uscita di Alexander Pereira venga differita di due anni, o più probabilmente di uno. Certo, l’idea del condominio non convince Meyer e l’idea di lasciare convince tanto meno Pereira. Eppure, lo Statuto della Scala prevede un periodo di coabitazione.

VERSO UNA RICONFERMA DELL’ATTUALE SOVRINTENDENTE?

C’è da capire, però, se queste voci di una proroga dell’attuale Sovrintendente possano diventare, pian piano, il preludio ad una sua riconferma. Del resto, l’altro giorno il Sindaco Sala si è sprecato in lodi nei confronti di Pereira, forte, tra l’altro, di 58 milioni di sponsorizzazioni che, poco elegantemente, minaccia di portar via.

IN ATTESA DEL CDA DI STASERA

Un colpo di scena alla Scala è sempre possibile. Vedremo stasera se sarà scritta una pagina definitiva o un ulteriore step di quella che sembra esser diventata una specie di telenovela. Dopo una selezione con nomi di tutto rispetto da Fortunato Ortombina della Fenice a Cristiano Chiarot del Maggio Fiorentino a Filippo Fonsatti dello Stabile di Torino, si è giunti ad una stretta a due tra Carlo Fuortes dell’Opera di Roma e Meyer. Il sovrintendente romano, ad un certo punto, si è detto non disponibile (i ben informati dicono che avesse fiutato l’aria della sconfitta) e la porta per Meyer sembra essersi spalancata, Pereira permettendo.

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