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Scissione di Forza Italia? Chi starebbe con Berlusconi e chi con Meloni

Berlusconi

Come si dividerebbe Forza Italia nel caso di una rottura tra Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi

Gli ultimi audio di Berlusconi sul rapporto con Putin e sulla condanna del comportamento di Zelensky aprono la strada ad una crisi del Centrodestra, con la possibilità che Forza Italia, in cui è partita la caccia alla talpa che ha diffuso la registrazione, possa scindersi.

Quali le opzioni sul tavolo? La prima, ma poco probabile, è quella che si possa tornare immediatamente alle urne, già a gennaio 2023 e ovviamente senza Forza Italia nella coalizione di Centrodestra. La seconda, quella che pare più probabile in queste ore, è che in caso di rottura irreparabile tra Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi si possa andare comunque al Governo con una maggioranza risicata, con Forza Italia che si scinderebbe.

Caracciolo: possibile smembramento di Forza Italia

Partiamo dalla possibilità che si viene a delineare. “A mio avviso le parole di Berlusconi pesano come un macigno. Ma la cosa più grave sono gli applausi dei parlamentari alle parole del Cavaliere che sottolineano la presenza di certe opinioni che non sono circoscritte solo al leader azzurro”, ha affermato il direttore di Limes, Lucio Caracciolo, ospite a Otto e Mezzo.

E poi: “Credo che sia probabile una smembramento di Forza Italia, una scissione. E a quel punto credo che molti parlamentari saranno proni a entrare in maggioranza”.

“Le posizioni della Meloni sono molto chiare e di fatto la sua fermezza nel sostenere l’Ucraina potrebbe attrarre altri parlamentari”, aggiunge Caracciolo facendo riferimento anche a parlamentari che attualmente sono all’opposizione.

Maggioranza risicata al Senato

Ma se smembramento fosse, la Meloni avrebbe una maggioranza risicata, sopratutto al Senato, dove la maggioranza attuale è di 115 seggi e Forza Italia ne ha 18.

Chi sta con Berlusconi

In caso di scissione, spiegano fondi di Fratelli d’Italia ad Affari Italiani, ad appoggiare Berlusconi ci sarebbero Licia Ronzulli, Alberto Barachini, Dario Damiani, Roberto Rosso e Paolo Zangrillo. E sempre secondo le fonti, resta un “punto di domanda su Mario Occhiuto, fratello di Roberto Occhiuto, presidente della regione Calabria ed ex capogruppo a Montecitorio. Giovanni Miccichè, spiegano sempre le fonti, è un caso a parte, sicuramente non sta con Ronzulli ma difficilmente appoggerebbe Meloni premier dopo una scissione”.

Chi sta con Meloni

Ad appoggiare il Governo Meloni, invece, ci sarebbero Antonio Tajani, che ha già preso le distanze dalle parole di Berlusconi, Maria Elisabetta Alberti Casellati, Anna Maria Bernini (probabile ministro dell’Istruzione), Stefania Craxi, Maurizio Gasparri, Francesco Silvestro e Paolo Francesco Sisto.

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