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Sette portavoce per la Casellati possono bastare?

Casellati portavoce

La presidente del Senato Casellati continua a cambiare portavoce: dall’inizio della legislatura si sono già succeduti Zanini, Condoluci, Bussa, Bettanini, Caprara e Perrino

In bocca al lupo a Marco Ventura, nuovo consigliere della comunicazione di Maria Elisabetta Casellati. Avrà bisogno di tutta la fortuna cui potrà fare ricorso, dato che la seconda carica dello Stato da inizio mandato cambia portavoce al ritmo di due l’anno.

Ventura, che ha maturato esperienza come capo ufficio stampa esteri di Silvio Berlusconi a Palazzo Chigi e consigliere per la comunicazione del presidente Rai Marcello Foa, addetto stampa della Camera dei deputati e docente di comunicazione istituzionale, prende il posto di Andrea Zanini, che ha preso a sua volta il posto di Francesco Condoluci. Prima di loro hanno affiancato la Casellati, per un brevissimo e spesso travagliatissimo periodo, Anna Laura Bussa, giornalista politica dell’Ansa, Tonino Bettanini e Maurizio Caprara. Il primo fu invece Massimo Perrino, che alla Casellati dedicò perfino una poesia. “Sette diversi professionisti, una staffetta, dal 2018 a oggi”, commenta Il Foglio.

E sempre Il Foglio aveva annunciato, con molti particolari, l’avvicendamento con il penultimo addetto stampa, Soltanto all’inizio dell’estate, infatti, vi davamo notizia dell‘arrivo di un nuovo portavoce per la seconda carica dello Stato: ovvero Andrea Zanini, classe 1965, giornalista dal 1992, esperto di politica e economia, già media advisor al ministero dell’Economia al fianco di Roberto Gualtieri, consulente Invitalia e precedentemente portavoce della presidenza dell’Asi, l’Agenzia spaziale italiana.

Ma non vi è rimasto a lungo. Si legge sul quotidiano diretto da Claudio Cerasa: “Sintetizza uno dei malcapitati: “Qualsiasi mancanza per lei è uno sgarbo, e le persone le tratta come merdacce”. Nessuno, finora, era però durato così poco. “La presidente infatti lo ha assunto circa dieci giorni fa, e poi lo ha in pratica quasi subito liquidato dopo averlo incontrato l’altro pomeriggio. Collaboreranno per tutta l’estate. Non oltre. Contratto a termine. Anzi: terminato”, spiega sempre Merlo.

Le cause? Si licenziano o vengono licenziati, quando non scappano. “La presidentessa – riporta Il Foglio – non gradisce gli articoli usciti sui quotidiani (recentemente i voli di stato, i finanziamenti pubblici alle attività del figlio direttore d’orchestra e gli aumenti di stipendio ai funzionari del Senato). Ecco che allora Casellati convoca il portavoce. Urlo, in crescendo. “Ma mi spiegaaate com’è possiiibile che di Mattarella parlino tutti bene, e di me tutti maaaale?”. Segue botta del palmo della mano sulla scrivania. […] D’altra parte dicono sia convinta d’essere sottostimata, sotto espressa e persino sott’esposta. E per questo calcola ansiosamente persino il minutaggio del Tg1, e riceve dalla figlia Ludovica avvertimenti di questo tenore: “Mamma, Fico ha parlato tre secondi più di te”.

E così in soli due anni Maria Elisabetta Alberti Casellati è riuscita nella lodevole impresa di avere avuto più portavoce di quanti non siano i nomi sulla sua targhetta a Palazzo Madama. Annota sagacemente Merlo: “Maurizio Caprara, già braccio destro di Giorgio Napolitano, durò un mese. Tonino Bettanini, che fu collaboratore di Claudio Martelli, poco di più. Anna Laura Bussa, giornalista politica dell’Ansa, circa tre mesi. L’ultimo, Andrea Zanini, degnissimo professionista, non ha fatto nemmeno in tempo a entrare a Palazzo dopo il licenziamento di Francesco Condoluci”. Quindi, tanta fortuna all’ultimo arrivato.

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