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Speranza di pace? Giorgetti e Franceschini: il doppio fronte del ministro di Art1

Speranza Giorgetti Franceschini

Tensioni nella maggioranza su teatri e discoteche: l’intransigenza di Speranza esaspera Giorgetti e Franceschini

Non è certo passato inosservato che il Consiglio dei ministri di ieri sul Super Green Pass sia andato lungo. Subito si pensava che la variegata maggioranza a sostegno di Mario Draghi stesse litigando sulla portata del certificato verde e tentasse di condurre a più miti consigli gli esponenti leghisti. Ma in conferenza stampa sono stati i ministri stessi a ribadire che l’estensione del documento è stata votata all’unanimità. Le beghe che hanno fatto tribolare la compagine governativa sono allora da ricercarsi altrove. Per la precisione dal doppio fronte aperto dal ministro Roberto Speranza, in grado di spazientire, in un’unica riunione, i colleghi Giancarlo Giorgetti del Mise e Dario Franceschini della Cultura.

roberto speranza

Il titolare del dicastero alla Salute, solo all’apparenza placido e arrendevole, non ha voluto sapere di accogliere le istanze che arrivavano dall’esponente leghista e da quello dem. Il ministro dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti, ha chiesto difatti che il governo, che già ha ricevuto un parziale ok dal Cts, non rimandi ulteriormente la discussione sulla riapertura delle discoteche e sull’eventuale aumento delle capienze dei luoghi di spettacolo. Roberto Speranza, però, non solo non ne ha voluto sapere, ma ha subito dichiarato: “l’orientamento è: monitoriamo con attenzione la curva dopo l’apertura delle scuole, se la curva dovesse reggere lavoreremo per allargare le maglie per quanto riguarda le capienza. Comprendiamo le richieste dal mondo del cinema e dello sport ma abbiamo bisogno di alcune settimane per valutare la curva dopo l’apertura delle scuole”.

Medesima richiesta è stata avanzata anche dal titolare dei Beni Culturali, che avrebbe sollecitato a più riprese, nella riunione, l’esigenza di portare al 100% la capienza in teatri, cinema, musei grazie al ‘mix’ mascherine/green pass obbligatorio. Ma anche qui Franceschini avrebbe incontrato la ferma opposizione di Speranza, secondo cui i dati attuali (superiori per contagi e soprattutto decessi rispetto a quelli di 12 mesi fa), non lo permetterebbero. Secondo quanto fatto trapelare, entrambi i ministri ‘aperturisti’ avrebbero ricordato all’esponente di Articolo 1 che “convivere col virus” significa riaprire tutto, anche se con le dovute contromisure, e che non si può imporre l’obbligo del green pass esteso a tutta la popolazione in età da lavoro senza concedere nulla in cambio sul fronte degli svaghi. Solo l’intervento del presidente del Consiglio, Draghi, sostanzialmente concorde con la linea Speranza, avrebbe evitato che le scintille facessero divampare un piccolo incendio in seno al Cdm. Ogni decisione pertanto è rinviata al prossimo primo ottobre.

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