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Tempo di nomine in Parlamento, 5S e Italia Viva sugli scudi

milleproroghe

Finalmente arrivati i nuovi presidenti delle commissioni Difesa, Igiene e Sanità e Lavoro del Senato, oggi c’è attesa per le nomine del segretario d’Aula di Palazzo Madama e per il numero uno della commissione bicamerale d’inchiesta sul sistema bancario

Infornata di nomine ieri a Palazzo Madama, dove alcune presidenze e vicepresidenze erano ancora vacanti dopo la formazione del governo giallorosso. Oggi invece si eleggerà il nuovo segretario d’Aula del Senato e dovrebbe essere la volta buona pure per la guida della commissione bicamerale d’inchiesta sul sistema bancario che in questa legislatura ancora non è partita, nonostante i proclami. Molte le caselle che sono state occupate e che saranno occupate dal Movimento Cinque Stelle e da Italia Viva e proprio l’avanzata dei renziani, secondo quanto riporta il Fatto quotidiano, sta suscitando scalpore fra i senatori democratici.

CHI HA SOSTITUITO CHI NELLE COMMISSIONI DEL SENATO

Difesa

Al posto di Donatella Tesei (Lega), la 61enne avvocato di Foligno ed ex sindaco di Montefalco che ha lasciato Palazzo Madama perché è stata eletta governatrice dell’Umbria a fine ottobre scorso, arriva Laura Garavini, ex Pd e ora Italia Viva. Renziana e vicepresidente vicario del suo partito, 53 anni, nata in provincia di Modena ma residente a Berlino (viene infatti eletta nella circoscrizione Europa), Garavini è al suo terzo mandato di cui il primo al Senato. Attualmente è anche membro della commissione parlamentare di inchiesta sulle mafie e sulle altre associazioni criminali, incarico ricoperto pure nelle precedenti esperienze parlamentari.

Igiene e Sanità

Ancora un avvicendamento non fra colleghi di partito nella commissione Igiene Sanità dove al posto di Pierpaolo Sileri (M5S), medico e docente universitario, ora viceministro della Salute, si insedia Stefano Collina, tesoriere dei dem ma molto vicino al senatore Andrea Marcucci, nel Pd ma alla guida di un gruppo di confine con il partito di Matteo Renzi. Faentino, 53 anni, ingegnere, Collina è al suo secondo mandato parlamentare, sempre a Palazzo Madama, e fa anche parte della commissione parlamentare per il federalismo fiscale mentre in passato è stato vicepresidente della commissione Industria, membro della commissione Affari costituzionali e della commissione parlamentare l’infanzia e l’adolescenza

Lavoro

A sostituire Nunzia Catalfo (M5S), la 52enne catanese che è diventata ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, arriva Susy (vero nome Mariassunta) Matrisciano, sua collega di partito. Di Pomigliano d’Arco, da dove arriva pure — sebbene nato ad Avellino — il ministro degli Affari esteri Luigi Di Maio, 44 anni, ex addetta alle risorse umane, è al suo primo incarico parlamentare e oltre che della commissione Lavoro è pure componente della commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio e della commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza

C’è poi il tema delle vicepresidenze, dove Italia Viva si è ben difesa. Basti pensare alla Bilancio, dove arriva Dario Stefàno, 56 anni, della provincia di Lecce, ex manager e membro della giunta di Confindustria Puglia, ex assessore della Regione Puglia durante il governo di Nichi Vendola, alla sua seconda legislatura. Stefàno è anche membro della commissione parlamentare per l’attuazione del federalismo fiscale e in passato ha fatto parte della commissione Agricoltura e del Comitato parlamentare per i procedimenti d’accusa. Inoltre, è stato presidente della Giunta per le elezioni, le autorizzazioni e le immunità di Palazzo Madama ed è stato relatore sulla pratica della decadenza da senatore del leader forzista Silvo Berlusconi. Ha raccontato questa esperienza nel libro “La Decadenza”.

Alla vicepresidenza della commissione Finanze ecco un altro renziano, ex Margherita ed ex Pd, Mauro Maria Marino. Il senatore torinese, classe 1963, ex funzionario della Regione Piemonte, vicino all’ex sindaco di Torino ed ex presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino, è stato presidente della commissione Finanze nella scorsa legislatura quando è stato anche vicepresidente della commissione bicamerale sul sistema bancario insieme a Renato Brunetta (Forza Italia) che era presieduta da Pierferdinando Casini. Attualmente, alla sua quinta legislatura — di cui tre a Palazzo Madama — è pure componente della commissione d’inchiesta sul sistema bancario e della commissione parlamentare di vigilanza sull’anagrafe tributaria. Marino ha dato l’annuncio della nomina in un post su Facebook: “Qualche minuto fa sono stato eletto Vicepresidente della Commissione Finanze del Senato. Ringrazio i colleghi per l’onore che mi viene concesso e per la responsabilità che mi viene assegnato. Credo che, mai come in questo momento, si debba lavorare per affrontare le questioni nel merito e nell’interesse generale e che sia necessario difendere e valorizzare gli strumenti istituzionali deputati a perseguire questi obiettivi”.

LE NOMINE DI OGGI

Come dicevamo, oggi c’è attesa per altre due nomine a partire da quella di segretario d’Aula di Palazzo Madama. L’incarico dovrebbe andare a Nadia Ginetti, ancora di Italia Viva. La cinquantenne perugina, al secondo mandato parlamentare — sempre al Senato — dopo essere stata sindaco di Corciano, in Umbria, per quasi 9 anni, è componente della commissione Politiche dell’Unione europea, della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari, della Commissione di inchiesta sul femminicidio e del Comitato parlamentare per i procedimenti di accusa.

Stasera invece dovrebbe arrivare l’elezione del presidente della commissione d’inchiesta sulle banche per cui è in pole position Carla Ruocco. Napoletana, 46 anni, ex funzionario tributario, è alla seconda esperienza a Montecitorio e attualmente guida la commissione Finanze di cui è stata vicepresidente per poco più di due anni nella scorsa legislatura.

LO STUPORE DI NANNICINI (PD)

La girandola di nomine che ha visto ben piazzati i renziani non è sfuggita agli (ex?) amici del Partito democratico. Il senatore Tommaso Nannicini, secondo quanto scrive il giornale diretto da Marco Travaglio, aspirava alla presidenza della commissione Lavoro e in una delle chat dei senatori dem avrebbe detto, senza tanti giri di parole: “Fatto fuori dagli ex amici di Italia Viva”. Nannicini, in effetti, qualche chance l’aveva: aretino, ordinario di Economia politica alla Bocconi, ex consigliere economico di Renzi a Palazzo Chigi ed ex sottosegretario alla Presidenza del Consiglio (da fine gennaio a dicembre 2016), in seguito e fino al termine della precedente legislatura presidente del Comitato d’indirizzo strategico del fondo per il contrasto alla povertà educativa. “Credo sarebbe utile, a questo punto un’assemblea per un’analisi ex post tra di noi e, soprattutto, per evitare di ritrovarci nella stessa situazione tra qualche mese” ha chiosato Nannicini nella chat.

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