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Tutto sulla proposta di legge per la regolamentazione del lobbying

La Commissione Affari Costituzionali della Camera ha dato il via libera alla proposta di legge A.C. 2336 per la disciplina del lobbying. Il testo, che approda in Aula domani sotto la guida del relatore Nazario Pagano, punta a garantire la trasparenza dei processi decisionali attraverso l’istituzione di un registro unico presso il CNEL.

Via libera per l’Aula della commissione Affari Costituzionali della Camera alla proposta di legge sulla regolamentazione dell’attività di relazioni istituzionali per la rappresentanza di interessi.

In Aula riferirà il presidente Nazario Pagano, il cui mandato è stato votato con l’astensione delle opposizioni. Il testo si propone di dare trasparenza all’attività svolta dai rappresentanti di interessi come contributo alle decisioni pubbliche, operando nel rispetto dell’autonomia delle istituzioni e con obbligo di lealtà e integrità.

RIFORMARE IL LOBBYING: ECCO PERCHÉ

L’obiettivo primario della riforma è garantire che i processi decisionali pubblici siano trasparenti e conoscibili da tutti. Attraverso questa legge, i decisori pubblici potranno avvalersi di basi informative più solide per le loro scelte, valorizzando le competenze tecniche messe a disposizione dai rappresentanti di interessi.

Il testo mira inoltre a fissare con precisione la definizione di “rappresentante di interessi” e quella di “decisore pubblico”, imponendo agli organi costituzionali di adeguare i propri regolamenti a questi nuovi standard.

GIORNALISTI E SINDACATI ESCLUSI

Restano tuttavia esclusi dall’ambito di applicazione diverse figure, tra cui i giornalisti, i funzionari pubblici nell’esercizio delle loro funzioni, i rappresentanti di governi stranieri e le organizzazioni sindacali (quindi anche Confindustria).

L’esclusione di tali categorie è frutto dell’approvazione di due emendamenti specifici, il 3.14 (a firma di Maria Elena Boschi, Italia Viva) e il 3.15 (a firma di Alessandro Urzì, Fratelli d’Italia), votati durante la seduta del 27 novembre 2025 in Commissione Affari Costituzionali, che avevano già scatenato le critiche di #Lobbying4Change, FERPI e UNA.

COSA CAMBIA: L’ISCRIZIONE AL REGISTRO PUBBLICO PRESSO IL CNEL

Per centralizzare le informazioni, la legge prevede l’istituzione, presso il CNEL, del Registro pubblico per la trasparenza dell’attività di rappresentanza di interessi. Questo strumento digitale sostituirà ogni registro già esistente e sarà consultabile online sia sul sito del Comitato di sorveglianza sia su quelli delle amministrazioni coinvolte.

OBBLIGHI E DIRITTI

L’iscrizione è obbligatoria per chi svolge l’attività professionalmente e in modo continuativo, mentre è facoltativa per chi opera occasionalmente. Esistono però dei veti precisi: non possono iscriversi i minori, chi ricopre cariche pubbliche e chi ha subito condanne definitive superiori a due anni per reati gravi contro la Pubblica Amministrazione o lo Stato.

Gli iscritti nel Registro godranno di diritti specifici, come la possibilità di presentare studi, analisi e proposte ai decisori, accedere alle sedi istituzionali e partecipare alle consultazioni pubbliche. Di contro, la legge introduce obblighi di trasparenza molto stringenti. È fatto divieto assoluto di corrispondere somme di denaro o altre utilità economiche ai decisori pubblici a titolo di liberalità. Inoltre, ogni rappresentante dovrà inviare entro il 31 gennaio di ogni anno una relazione sintetica sull’attività svolta l’anno precedente, indicando i decisori incontrati e le criticità rilevate.

IL COMITATO DI SORVEGLIANZA E IL CODICE DEONTOLOGICO

A vigilare sulla correttezza dei dati e sul rispetto delle regole sarà il Comitato di sorveglianza sulla trasparenza dei processi decisionali pubblici, istituito anch’esso presso il CNEL. Il Comitato sarà guidato dal presidente del CNEL e composto da nove membri, tra cui esperti estratti a sorte tra professori universitari e avvocati con almeno vent’anni di esperienza.

Tra i compiti principali di questo organismo figurano la gestione del registro e l’adozione, entro quattro mesi, di un codice deontologico che definirà i comportamenti obbligatori per i lobbisti. I membri del Comitato opereranno a titolo gratuito, senza ricevere compensi o rimborsi spese.

SISTEMA SANZIONATORIO E ATTUAZIONE

In caso di violazione delle norme o del codice deontologico, il Comitato di sorveglianza potrà irrogare sanzioni graduate: dall’ammonizione e la censura, fino alla sospensione o alla cancellazione definitiva dal Registro. Se vengono fornite informazioni false o incomplete, scatteranno multe pecuniarie che vanno da 1.000 a 5.000 euro. Per quanto riguarda l’attuazione pratica, l’ISTAT avrà 180 giorni per creare un codice ATECO specifico per questa professione. Infine, anche le Regioni e le Province autonome avranno sei mesi di tempo per adeguare i propri ordinamenti a questi principi fondamentali.

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