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Vaccini, quando fare il richiamo AstraZeneca

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Dopo il valzer delle varie autorità europee e nazionali sull’età consigliata per AstraZeneca, sono molti gli italiani rimasti a metà del guado, con una somministrazione effettuata, in attesa del richiamo. Il Cts ha chiarito quando è meglio farlo e quando invece è preferibile evitare estendendo anche il periodo per la somministrazione della seconda fialetta Pfizer-Moderna a 42 giorni

“Via libera alla seconda dose del vaccino anti-Covid di AstraZeneca per chi ha ricevuto la prima senza riportare trombosi rare”. Questa, sebbene suoni come una ovvietà, è l’indicazione del Comitato tecnico scientifico per l’emergenza coronavirus, contenuta nel parere allegato a una circolare del ministero della Salute.

“Il Cts – si legge in un estratto del verbale dell’organo collegiale, datato 30 aprile – ritiene che, sulla scorta delle informazioni a oggi disponibili sull’insorgenza di trombosi in sedi inusuali associate a piastrinopenia, riportate essersi verificate solamente dopo la prima dose del vaccino di AstraZeneca, i soggetti che hanno ricevuto la prima dose di questo vaccino senza sviluppare questa tipologia di eventi non presentano controindicazione per una seconda somministrazione del medesimo tipo di vaccino”. “Questa posizione – si precisa – potrà essere eventualmente rivista qualora dovessero emergere evidenze diverse nelle settimane prossime venture, derivanti in particolare dall’analisi del profilo di sicurezza del vaccino nei soggetti che nel Regno Unito hanno ricevuto la seconda dose”.

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Ma AstraZeneca o altri sieri, oltre al richiamo sembra ormai certo che si profili la necessità pure di una terza dose. Una opzione che in un primo momento era in bilico mentre ora «è quasi certa. Dobbiamo solo capire se andrà fatta entro 12 mesi dalla prima. Ricordo che i medici e gli operatori sanitari li abbiamo iniziati a vaccinare a fine dicembre 2020. Le proiezioni della durata dell’immunizzazione ci dicono che dovrebbe durate fino a 12 mesi, dovremmo per aver maggiori conferme per programmare questa terza dose che rischia di complicare anche la campagna vaccinale». Lo sostiene Massimo Andreoni, direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit) e primario di Infettivologia al Policlinico Tor Vergata di Roma.

Invece, per quanto riguarda il richiamo del siero dei vaccini a mRNA Pfizer-BioNtech e Moderna è “raccomandabile” un prolungamento nella somministrazione della seconda dose  “nella sesta settimana dalla prima dose”. Lo prevede la circolare del ministero della Salute con cui si trasmette il parere del Cts in merito all’estensione dell’intervallo tra le due dosi dei vaccini a mRNA. Il Cts rimarca che “rimane una quota significativa di soggetti non vaccinati che, per connotazioni anagrafiche o patologie concomitanti, sono a elevato rischio di sviluppare forme di COVID-19 gravi o fatali”. Sulla scorta di ciò, il Comitato tecnico scientifico raccomanda perciò un prolungamento nella somministrazione della seconda dose.

 

 

 

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