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Verifica C19, tutti i problemi dell’app governativa che controlla i Green Pass

Verifica C19

Malumori dei gestori, molte le denunce di mal funzionamento, e resta da chiarire il nodo della privacy, sperando che Verifica C19 non si trasformi in una nuova Immuni

Forse non entrerà nel dizionario dell’estate 2021 come “green pass”, ma molti sono già corsi a informarsi su questa misteriosa app Verifica C19. Quando il governo ha istituito l’obbligo di consentire l’accesso a determinate zone solo a chi è dotato di pass (che attesti l’avvenuta vaccinazione o la negatività del tampone), si è posto anche il tema di mettere nelle condizioni gli operatori del settore (soprattutto i gestori di bar e ristoranti) di controllare la validità del Green Pass. E dato che nessuno intende comprare uno scanner per QR Code, la scelta è ricaduta su una apposita app per smartphone: Verifica C19.

 

green pass una dose

L’uso di Verifica C19 pare alquanto semplice. Il gestore dovrà installarlo sul proprio smartphone o su uno aziendale da rilasciare a chi sarà deputato al controllo, dopodiché gli basterà inquadrare i codici QR degli avventori, che potranno essere stampati o digitali, riprodotti cioè sullo schermo di un cellulare. In merito l’app dirà se si è di fronte a un documento valido, contraffatto o scaduto (pensiamo per esempio a quelli emessi per i tamponi, dalla validità di 48 ore, mentre quello per i vaccini dovrebbe durare tra i 9 e i 12 mesi. Per chi al momento è alla prima dose, verrà emessa una certificazione temporanea da presentare fino alla somministrazione della seconda dose. Avrà validità differenti a seconda del vaccino: 42 giorni in caso di Pfizer e Moderna, 84 giorni per AstraZeneca.

L’App, una volta installata sul dispositivo mobile, consente di effettuare le verifiche delle certificazioni anche in assenza di connessione internet (modalità offline), e non permetterebbe di registrare nel dispositivo del verificatore i dati delle Certificazione sottoposte a controllo.

Di seguito l’iter così come è stato previsto dal legislatore.

  1. Il verificatore richiede la Certificazione all’Interessato, il quale mostra il relativo QR Code (in formato digitale oppure cartaceo).
  2. L’App VerificaC19 legge il QR Code, ne estrae le informazioni e procede con il controllo di autenticità tramite la verifica della firma digitale.
  3. L’App VerificaC19 applica le regole previste per la verifica della scadenza della Certificazione in relazione alla tipologia di certificazione (Vaccinazione, Tampone Molecolare e/o Antigenico e guarigione) e alla sua data di emissione
  4. L’App VerificaC19 mostra graficamente al verificatore l’effettiva autenticità e validità della Certificazione nonché il nome, il cognome e la data di nascita dell’intestatario e all’identificativo univoco della stessa.
  5. L’intestatario su richiesta del verificatore esibisce un proprio documento di identità in corso di validità ai fini della verifica di corrispondenza dei dati anagrafici presenti nel documento con quelli visualizzati dall’App.

COSA SAPPIAMO SU VERIFICA C19

VerificaC19 è sviluppata dal Ministero della Salute per il tramite di SOGEI, la società dietro a Immuni. L’App, disciplina la legge, può essere utilizzata solo dai soggetti “verificatori”, ovvero soggetti deputati al controllo delle Certificazioni verdi COVID-19, che erogano servizi per fruire dei quali è prescritto il possesso di tale certificazione e gli organizzatori di eventi ed attività per partecipare ai quali è prescritto il possesso della medesima certificazione, nonché i pubblici ufficiali nell’esercizio delle relative funzioni.

L’App in oggetto, spiegano dal governo, “è direttamente derivata dalla versione europea e in applicazione del principio di minimizzazione dei dati di cui all’art. 5 del Regolamento 2016/679 (EU) riduce al minimo il numero di dati visualizzabili dall’operatore nel pieno rispetto della normativa privacy”.

QUALI DATI COMUNICA VERIFICA C19?

In particolare, l’App consente di leggere il QR code della Certificazioni verdi COVID-19 e mostra graficamente al verificatore l’effettiva autenticità e validità della Certificazione, nonché, il nome, il cognome e la data di nascita dell’intestatario della stessa, secondo le regole di cui all’Allegato B del DPCM di cui all’art.9 comma 10 del Decreto-legge 22 aprile 2021, n. 52.

FUNZIONA?

Abbiamo fatto alcuni giri per una Milano ancora piuttosto animata sia nell’orario dell’aperitivo sia in quello delle colazioni: non tutti i gestori, soprattutto in periferia, conoscevano l’esistenza di Verifica C19, ma la situazione migliora sensibilmente spostandosi verso il centro; altri hanno denunciato che crasha all’avvio, costringendo allo spegnimento forzato dello smartphone. Chi ha già iniziato a testarla ci ha detto che l’app respingerebbe tutti i QR Code, ritenendoli fasulli, ma è matematicamente impossibile che girino solo patentini contraffatti, dunque non è restato altro che chiedere ai clienti di accomodarsi nel dehor, tra mille imbarazzi. Ma ci sono ancora diversi giorni da qui al sei agosto, quando il Green Pass diventerà essenziale per concedersi un po’ di vita sociale (i dettagli dell’ultimo decreto sono riportati, per comodità, in calce al pezzo), nell’attesa si confida che i bug vengano sanati.

IL TEMA DELLA PRIVACY

Nell’attesa si confida anche che il Garante della Privacy definisca le «specifiche tecniche per trattare in modalità digitale le certificazioni, al fine di consentirne la verifica digitale e assicurando allo stesso tempo la protezione dei dati personali in esse contenuti», perché di mezzo ci sono comunque i dati sensibili sulla salute della gente.

QUANDO OCCORRE (MOSTRARE) IL GREEN PASS?

Sarà possibile svolgere alcune attività solo se si è in possesso di:
1. certificazioni verdi Covid-19 (Green Pass), comprovanti l’inoculamento almeno della prima dose vaccinale Sars-CoV-2 o la guarigione dall’infezione da Sars-CoV-2 (validità 6 mesi)
2. effettuazione di un test molecolare o antigenico rapido con risultato negativo al virus Sars-CoV-2 (con validità 48 ore)

green pass ristorante
Questa documentazione sarà richiesta poter svolgere o accedere alle seguenti attività o ambiti a partire dal 6 agosto prossimo:
-Servizi per la ristorazione svolti da qualsiasi esercizio per consumo al tavolo al chiuso
-Spettacoli aperti al pubblico, eventi e competizioni sportivi
-Musei, altri istituti e luoghi della cultura e mostre;
-Piscine, centri natatori, palestre, sport di squadra, centri benessere, anche all’interno di strutture ricettive, limitatamente alle attività al chiuso;
-Sagre e fiere, convegni e congressi;
-Centri termali, parchi tematici e di divertimento;
-Centri culturali, centri sociali e ricreativi, limitatamente alle attività al chiuso e con esclusione dei centri educativi per l’infanzia, i centri estivi e le relative attività di ristorazione;
-Attività di sale gioco, sale scommesse, sale bingo e casinò;
-Concorsi pubblici.

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