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Riforma dei giochi. Al via gli incontri con gli operatori del settore

Alessio Villarosa

Il Sottosegretario al Mef Alessio Villarosa auspica un percorso condiviso

A maggio partiranno gli incontri al Ministero dell’Economia con tutti gli stakeholder interessati alla riforma del settore dei giochi, riforma annunciata già lo scorso anno dal vicepremier Luigi Di Maio e da Laura Castelli, all’epoca sottosegretario (oggi Vice Ministro) al MEF. Il dossier è stato preso in mano dal sottosegretario Alessio Villarosa (M5s) che con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dello scorso 11 Aprile, ha ufficialmente avuto la delega sul tema. Delega che era stata però annunciata già agli inizi del mese di marzo.

AL VIA GLI INCONTRI DEL GRUPPO DI LAVORO AL MEF

Alessio Villarosa, secondo quanto apprende Policy Maker, nei giorni scorsi ha avuto alcuni incontri interni con i parlamentari pentastellati che si occupano della materia: Francesco Silvestri, Matteo Mantero, Giovanni Endrizzi e Massimo Baroni.

Una prima ricognizione su un settore, ha sottolineato Francesco Silvestri, “che sta causando danni irreparabili ad un paese che ha quasi 1,8 milioni di persone in sovraindebitamento economico”. Adesso, però, il lavoro deve entrare nel vivo. Per questo Villarosa, dal mese prossimo, convocherà al Mef gli operatori e le associazioni per aprire un confronto. L’obiettivo, infatti, è quello di arrivare a una soluzione concordata. Con quali contorni, però, al momento non si sa.

COSA DICE IL CONTRATTO DI GOVERNO

Una traccia viene dal contratto di governo, che al tema dedica un capitoletto. Nel documento si legge che “con riguardo alla problematica del gioco d’azzardo sono necessarie una serie di misure per contrastare il fenomeno della dipendenza che crea forti danni sia socio sanitari che all’economia sana, reale e produttiva, tra le quali: divieto assoluto di pubblicità e sponsorizzazioni (divieto inserito con il Decreto Dignità fortemente voluto da Luigi Di Maio, nda); trasparenza finanziaria per le società dell’azzardo; strategia d’uscita dal machines gambling (Slot machines, videolottery) e forti limitazioni alle forme di azzardo con puntate ripetute; obbligo all’utilizzo di una tessera personale per prevenire l’azzardo minorile; imposizione di limiti di spesa; tracciabilità dei flussi di denaro per contrastare l’evasione fiscale e le infiltrazioni mafiose”.

Inoltre “è necessaria una migliore regolamentazione del fenomeno, prevedendo il rilascio dell’autorizzazione all’installazione delle slot machine – VLT solo in luoghi ben definiti (no bar, distributori ecc), la limitazione negli orari di gioco e l’aumento della distanza minima dai luoghi sensibili (come scuole e centri di aggregazione giovanile)”.

NECESSARIO UN PERCORSO CONDIVISO

Una impostazione che sembra delineare una volontà di intervento piuttosto netta e profonda. Ma in realtà, secondo quanto apprende Policy Maker, l’idea di Villarosa è quella di mantenere un percorso il più possibile condiviso, con soluzioni “concordate”. Ad esempio sul tema delle distanze dai luoghi sensibili, il principio guida è che vadano aumentate, ma senza penalizzare economicamente chi ha fatto investimenti e senza causare la perdita di posti di lavoro.

Sul percorso che parte adesso per arrivare alla riforma non ci sono tempi certi, l’obiettivo, si spiega, è operare “in tempi brevi”, ma non è detto che si arrivi al termine entro la fine dell’anno.

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