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A Barletta va in crisi il “campo largo”. I tre candidati sindaci (senza M5S)

Puglia Emiliano

Si contendono Barletta tre candidati in campo: Cosimo Cannito, sostenuto dal centro destra, Santa Scommegna, voluta dal presidente della Regione Puglia Emiliano e Carmine D’Oronzo, alternativa del terzo polo

Barletta è chiamata a scegliere un nuovo primo cittadino e a chiudere la parentesi del commissariamento, necessario dopo la sfiducia al sindaco Cannito. La città della disfida dovrà scegliere tra tre candidati in campo: Cosimo Cannito, che prova la strada della rielezione sostenuto dal centro destra, Santa Scommegna, voluta dal Governaore Emiliano, e Carmine D’Oronzo, alternativa del terzo polo. Il Movimento 5 stelle non ha ancora deciso in che modo essere della partita.

La sfiducia di Cannito

Lo scorso 14 ottobre, quattro anni dopo la sua elezione, il sindaco Cosimo Cannito è stato sfiduciato con una mozione votata da 19 consiglieri. Cannito, candidato nel 2018 in aperto contrasto con il PD che non aveva voluto sostenerne la candidatura (nel suo passato c’è il PSI, SDI e SI), vince al primo turno come esponente di un raggruppamento di 10 liste civiche d’ispirazione di centrodestra, centro e centro sinistra. I problemi iniziano subito, tanto che già nell’agosto 2018 rassegna e poi ritira le dimissioni. Non è andata così nel 2021. La tenuta del Comune inizia a scricchiolare nel corso del consiglio comunale del 30 luglio, durante il quale il rendiconto finanziario è approvato con quindici favorevoli, quattordici contrari e quattro astenuti. In quell’occasione Cannito prima annuncia una mozione di sfiducia nei confronti del presidente del consiglio comunale, Sabino Dicataldo, poi il 9 settembre azzera la giunta e infine il 27 settembre rassegna le dimissioni “auspicando una ricomposizione politica”. E invece lo stesso giorno viene mozione di sfiducia nei suoi riguardi, su iniziativa dei consiglieri di Coalizione Civica, che ha raccoglie 18 firme. Dal 13 ottobre 2021 Barletta non ha più un sindaco ma è guidata dal commissario straordinario dottor Francesco Alecci.

Cannito ci riprova con il centro destra

Medico e primario del pronto soccorso dell’Ospedale di Barletta, Cosimo Cannito prova a tornare sullo scranno più alto di Barletta. A metà febbraio ha annunciato la sua volontà di presentarsi anche alle prossime amministrative, a sostenerlo la coalizione di centrodestra. Forza Italia, Fratelli D’Italia e Lega si propongono compatti, con l’obiettivo di riuscire a governare una città che ormai storicamente è guidata dal centrosinistra. Infatti. Le origini di Cannito sono a sinistra, “Conservo il mio passato – ha detto l’ex sindaco – e ho messo subito in chiaro che non sono il candidato sindaco del centrodestra. Non mi piacciono gli steccati ideologici. Preferisco non porre i limiti stereotipati di destra o sinistra”. Una posizione che piace a Giorgia Meloni che è scesa a Barletta a sostenere la sua candidatura. “Ogni qualvolta ci sono delle proposte serie – ha chiarito la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni – noi le sosteniamo se sono compatibili con la nostra visione, con quello che vogliamo realizzare per le città e se sono proposte vincenti”.

Santa Scommegna candidata divisiva del PD

Il Partito democratico ha scelto, non senza polemiche, Santa Scommegna per sfidare l’ex sindaco. Cannito. A far parte della coalizione di centrosinistra ci dovrebbero essere anche le liste Cantiere Barletta, Buona Politica, Riformisti-Progressisti, Puglia Popolare, Emiliano Sindaco di Puglia e Senso Civico. Santa Scommegna dal 2002 è una dirigente del Comune di Barletta, prima a capo del settore Politiche attive di sviluppo e pianificazione strategica con il sindaco Francesco Salerno, successivamente ha ricevuto un incarico alla direzione dei settori Cultura, Servizi sociali, Appalti e Contratti, Sport e Pubblica istruzione. Tra le priorità della candidata di centro sinistra c’è il contrasto alla criminalità. “Bisogna lavorare insieme a un progetto di comunità in grado di arginare la deriva”, ha detto nel corso della presentazione della sua candidatura. “Barletta per venti anni ha potuto beneficiare di indagini mirate. Ma la verità è che non bisogna mai abbassare la guardia – ha detto il Governatore Emiliano -. C’è una carenza di forze dell’ordine nella Bat. Evidentemente il problema continua a essere sottovalutato dallo Stato. Per questo, chiederò un incontro alla ministra dell’Interno insieme al procuratore di Trani”. Tra gli altri temi che saranno al centro della campagna elettorale anche ambiente, mobilità, manutenzioni e cultura. “Dobbiamo ristabilire il senso di appartenenza alla città – ha detto Scommegna -. I nostri ragazzi non devono andare via da Barletta ma devono sentirsi protagonisti della comunità”.  La candidatura di Scommegna è arrivata da parte del Governatore della Puglia Emiliano, del segretario regionale del PD Marco Lacarra e del capogruppo dem in consiglio regionale PD Filippo Caracciolo. “Si precisa che il nodo non è il nome di Scommegna, ma il perimetro della coalizioneha dettoFrancesco Boccia nella lettera inviata al PD pugliese -. L’obiettivo della segreteria nazionale è quello di costruire nei Comuni ampie coalizioni di centrosinistra all’interno delle quali possano convivere il Pd, il Movimento 5 stelle e altre forze di sinistra”.

Il ricorso di Ruggiero Mennea contro Scammegna

Il Nazareno aveva chiesto che si lavorasse per una coalizione modello ‘campo largo progressista’ ma il governatore ha candidato a sindaco la dem Scommegna, proponendo una coalizione del Pd solo con i civici transfughi dal centrodestra. Tale ‘imposizione’ ha scosso il PD nazionale tanto che il segretario Enrico Letta ha dovuto nominare Francesco Boccia commissario congressuale del Pd regionale. Il consigliere regionale dem Ruggiero Mennea ha presentato ricorso contro la candidatura di Scommegna alla Commissione nazionale di Garanzia del Partito Democratico (di cui fanno parte pure la presidente del consiglio regionale Loredana Capone e il vicesindaco di Trani Fabrizio Ferrante) la quale, nella serata del 20 aprile, si è espressa. respingendo il ricorso e dando di fatto il via libera definitivo a Scommegna. “Rispetto la decisione della Garanzia nazionale, pur non condividendola – ha detto il Consigliere Mennea – ma non lascerò nulla di intentato per far ristabilire il rispetto delle regole del mio partito, che più volte sono state calpestate, sia a Barletta che in Puglia. Per questo motivo sarà la giustizia ordinaria a pronunciarsi in merito alle violazioni statutarie commesse dal PD locale e sulla veridicità della documentazione prodotta a posteriori dalla Segretaria cittadina”.

Carmine D’Oronzo la scelta democratica della Coalizione dell’Alternativa

Il “polo delle alternative” ha scelto lo strumento delle primarie per decidere il suo candidato. Gli sfidanti, nelle elezioni del 24 aprile, erano Carmine D’Oronzo e l’avv. Francesco Mazzola. D’Oronzo si è imposto con il 60% delle preferenze, con uno scarto di 589 voti (1675 contro i 1086 voti del suo avversario Francesco Mazzola), al termine di una tornata elettorale andata in scena dalle 8 alle 21 e che ha visto complessivamente 2787 cittadini recarsi alle urne allestite per l’occasione. Laureato in Scienze Politiche, 34 anni, project manager e progettista sociale in ambito culturale, della formazione e innovazione, D’Oronzo nel 2011 e nel 2013 è stato il più giovane Consigliere Comunale eletto a Barletta, ricoprendo l’incarico di presidente della Commissione “Cultura e Pubblica istruzione”. D’Oronzo potrà contare su Coalizione Civica, Italia in Comune, Sinistra Italiana, Italia Viva e Azione, queste ultime avevano sostenuto il suo concorrente. L’avv. Mazzola ha promesso “massimo e leale sostegno alla corsa di Carmine per la fascia tricolore”.  “Una festa di democrazia, le primarie sono state svolte in un ponte e ciò nonostante ampia è stata la partecipazione dei nostri concittadini. Francesco è stato un competitor leale”, ha commentato Carmine D’Oronzo subito dopo lo spoglio che lo ha decretato vincitore. “Una battaglia dura – ha aggiunto l’avv. Mazzola – era la mia prima esperienza ma ho voluto farla per capire quali erano le forze in campo e ho insistito per celebrare le primarie; andiamo avanti sperando di aver un risultato ancora più interessante”. Resta l’incognita del Movimento Cinque stelle, indeciso tra appoggiare la candidatura di D’Orazio o proporne una propria.

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