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Addio al numero 6 Franco Baresi

Franco Baresi, storico capitano del Milan dei miracoli, è morto all’età di 66 anni, afflitto da una patologia oncologica

Il numero 6 non c’è più. Franco Baresi, il capitano del Milan dei campioni, è mancato a causa di una patologia oncologica che l’aveva colpito dallo scorso agosto. Baresi, nel mitico Milan di Berlusconi, ha scritto un pezzo della storia calcistica italiana e meneghina, sponda rossonera, culminata nella decisione di ritirare la maglia numero 6 al termine della sua carriera nel 1998. Una storia costellata di successi: tre Champions League, due Supercoppa Uefa, due intercontinentali, sei campionati di Serie A, due Coppa Italia e quattro Supercoppa italiana.

IL MILAN DI LIEDHOLM E LA SVOLTA DI BERLUSCONI

In rossonero dal 1978, dopo essere stato scartato dall’Inter, all’inizio vive una fase non felice per il club lombardo che per due volte retrocede in Serie B (1979-1980 e 1982-1983). La sua carriera vive una svolta iridata con l’arrivo di Silvio Berlusconi che compra il Milan nel 1986 e, nel giro di pochi di anni, la trasforma nella squadra più forte del mondo. L’assoluta dedizione, tecnica e sobrietà di Franco Baresi sono stati ingredienti centrali di quel Milan dei miracoli. Con il numero 6 Berlusconi aveva un rapporto che andava oltre il rettangolo verde. “Il nostro, infatti, è stato un rapporto avvolgente che non si è mai esaurito con il calcio – ha detto Baresi a Il Giornale – perché sul piano umano si è arricchito quotidianamente di stima e affetto dimostrato in più occasioni con alcuni episodi che restano scolpiti nella mia memoria”.

IL PALLONE D’ORO DEL 1989

A testimonianza dell’eccezionalità di quel Milan e del rapporto tra Baresi e Berlusconi c’è l’epidodio del Pallone d’oro del 1989. La vittoria della Champion a Barcellona contro lo Steaua Bucarest aveva colorato di rossonero il podio del Pallone d’oro del 1989: Marco Van Basten, Franco Baresi, Franklin Rijkaard. Il Presidente Berlusconi volle intervenire, a suo modo, sul secondo posto del mitico numero 6. “In quella circostanza, il presidente Berlusconi mi regalò una versione originale del Pallone d’oro”, ha raccontato Baresi a Il Giornale.

CAMPIONE DEL MONDO ’82 SENZA TOCCARE PALLA

Prima di Berlusconi Franco Baresi è stato uno dei campioni del mondo di Spagna ’82. Un titolo conquistato a 22 anni senza far parte di coloro che scesero in campo. Il ct Bearzot gli preferì sempre il più esperto Gaetano Scirea. Dopo il ritiro dalla maglia azzurra nel 1992 e il dietrofront caldeggiato dall’allora presidente federale Antonio Matarreese, la gioia del trionfo gli fu negata 12 anni più tardi, nel mondiale americano del 1994. Allora la nazionale era guidata da Arrigo Sacchi che aveva già fatto grande il Milan di Berlusconi. Baresi si infortunò al menisco nella seconda gara contro la Norvegia, operato riuscì a recupera miracolosamente per la finale con il Brasile a Pasadena. Gara tristemente persa ai rigori per 3 a 2 (a sbagliare per gli Azzurri furono Baresi, Massaro e Roberto Baggio).

TEDOFORO ALLE OLIMPIADI DI CORTINA – MILANO 2026

Nei circa trent’anni che ci separano dal suo addio al calcio, Baresi ha scelto di tenere un profilo sempre molto sobrio, poche le uscite pubbliche e in gran parte legate alla storia che è riuscito a scrivere in rossonero. Una delle ultime apparizioni pubbliche è stata in occasione delle olimpiadi Milano Cortina 2026, quando, insieme a Beppe Bergomi, ha portato la torcia olimpica. “Lo stadio San Siro è stato la mia casa per vent’anni, e a casa ci sentiamo tutti al sicuro, stiamo tutti meglio – ha detto -. Mi ha emozionato entrare nello stadio, portare il fuoco lì dentro, proprio io. La torcia, cioè i valori immortali dello sport: la pace, il rispetto delle regole e dell’avversario, l’amore, la correttezza”.

Il testamento morale del capitano Franco Baresi è tutto in queste parole.

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