Italia

Agcom apre la consultazione sulle linee guida di divieto alla pubblicità nei giochi

Si tratta, in sostanza, di un questionario “da sottoporre ai soggetti interessati” per valutare quanto previsto dal decreto dignità per divieto di pubblicità dei giochi 

Via libera da parte dell’Agcom alla consultazione sulle linee guida per il divieto di pubblicità dei giochi previsto dal Decreto Dignità. Si tratta, in sostanza, di un questionario “da sottoporre ai soggetti interessati al fine di acquisire ogni utile elemento di informazione e valutazione” e per “delineare più dettagliatamente l’ambito di intervento dell’Autorità, anche in ragione delle esigenze di certezza giuridica degli operatori del settore che esercitano l’attività in regime di concessione”. Il tutto in continuità con “la finalità perseguita dal legislatore di porre in essere una più efficace azione di contrasto al crescente fenomeno della ludopatia”, la “necessità di garantire l’applicazione della norma tenendo conto delle previgenti discipline in materia di pubblicità di giochi a pagamento” e la necessità, in particolare, “di delineare più dettagliatamente l’ambito di intervento dell’Autorità anche in ragione delle esigenze di certezza giuridica degli operatori del settore che esercitano l’attività in regime di concessione”. (qui il testo della delibera Agcom)

COSA PREVEDE IL DECRETO DIGNITÀ

All’interno del provvedimento è contenuta una norma, nello specifico l’articolo 9, che prescrive un divieto totale di pubblicità dei giochi salvo che per la Lotteria Italia e i contratti in essere che saranno validi ancora per un anno. E lo stop alle sponsorizzazioni dal 1 gennaio 2019 con possibili sanzioni irrogate da parte dell’Agcom non inferiori a 50 mila euro che è previsto vadano ad alimentare il fondo per il contrasto al gioco patologico.

COSA CHIEDE IL QUESTIONARIO DELL’AGCOM

Il questionario, si legge nel provvedimento dell’Authority, “è volto ad acquisire ogni utile elemento di informazione e valutazione in merito all’attuazione da parte dell’Autorità, per quanto di sua competenza, dell’articolo 9 del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, recante ‘Disposizioni urgenti per la dignità dei lavoratori e delle imprese’” con “l’espressa finalità di rafforzare la tutela del consumatore e di contrastare in modo efficace il disturbo da gioco di azzardo, introduce un divieto generalizzato di pubblicità concernente il gioco a pagamento effettuata su qualsiasi mezzo di comunicazione”.

Nel questionario, si chiede quindi quali ambiti del divieto di pubblicità o di sponsorizzazione “meritano interventi chiarificatori”, come “debba interpretarsi la nozione di pubblicità indiretta”, quali contratti rientrano nella definizione di “contratto di pubblicità” e quali invece ne sono esclusi (fornendo degli esempi concreti), cosa si intende per “altre forme di comunicazione di contenuto promozionale”. L’Agcom chiede inoltre di “indicare in via generale le tipologie di comunicazioni commerciali con contenuti diretti a promuovere la vendita o a incentivare il consumo di prodotti o ad incentivare il consumo dei servizi di gioco, che ricadono nell’ambito del divieto”, “descrivere in particolare le principali tipologie di comunicazione commerciale aventi ad oggetto il settore del gioco con vincite in denaro utilizzate negli ultimi 5 anni” e “descrivere le tipologie di accordi di sponsorizzazione del settore del gioco con vincita in denaro e dettagliare le attività di sponsorizzazione effettuate attraverso l’utilizzo congiunto di loghi e claim e/o contenuti pubblicitari”.

E ancora: sempre il questionario cerca di definire anche l’ambito di applicazione del divieto di pubblicità dei giochi, chiedendo se “la stampa specializzata destinata ai soli operatori del settore andrebbe esentata” o come “debbano essere trattati i casinò ancora operanti sul territorio italiano”. Infine si chiede di descrivere “eventuali criticità e fornire informazioni o studi utili ad evidenziare gli effetti sociali ed economici dell’applicazione della norma” sul divieto di pubblicità dei giochi “nel breve e lungo termine”. Tra le altre richieste del questionario Agcom chiede, infine, “affinché l’Autorità possa irrogare la sanzione pecuniaria – diversamente dalla misura della disabilitazione dell’accesso – rileva il luogo in cui il server è ubicato. Si condivide tale orientamento? Per quel che concerne i social media/blog si condivide l’orientamento di vincolare tali soggetti – attraverso forme di co-regolamentazione – alla rimozione della pubblicità veicolata in violazione del divieto sancito dalla norma?”.

I TEMPI DEL QUESTIONARIO

Entro 10 giorni dalla pubblicazione della delibera sul sito web dell’Agcom “i soggetti interessati sono invitati a far pervenire all’Autorità le risposte al questionario” e “il termine di conclusione del procedimento è di 45 giorni”.  Chissà se le imprese che hanno deciso di disinvestire nel settore per effetto del Decreto Dignità sceglieranno ora strade diverse.

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