Il voto di fine maggio nei capoluoghi si trasforma in un laboratorio a geometrie variabili per il Movimento 5 Stelle. Tra alleanze salde al Centro, strappi al Sud e assenze strategiche, l’asse con i democratici si misura territorio per territorio in vista delle amministrative.
Le imminenti elezioni amministrative del 24 e 25 maggio rappresentano l’ultimo banco di prova per il Movimento 5 Stelle prima della grande campagna elettorale per le Politiche. Per i pentastellati un appuntamento che funge anche da laboratorio politico per sperimentare le sinergie del campo largo, ma anche la corsa solitaria o addirittura contro il Pd, a seconda dei contesti locali e dei candidati in campo.
Come ricostruiva il Corriere della Sera martedì, nel complesso, su venti capoluoghi chiamati al voto, la lista del Movimento sarà effettivamente presente in quattordici città: se l’alleanza con il Partito Democratico rimane l’orientamento prevalente, non mancano però importanti distinguo.
LE VARIANTI: SOLI, ASSENTI O CONTRO IL PD
Nel panorama delle candidature, il Movimento 5 Stelle sperimenta soluzioni profondamente diversificate che spaziano dalla corsa solitaria all’assenza totale dalla competizione, fino alla contrapposizione aperta con gli alleati storici del centrosinistra. A Trani, ad esempio, gli stellati scelgono di rievocare la propria tradizione correndo in solitaria a sostegno del candidato Vito Branà, mentre i democratici si affidano alla candidatura di Marco Galiano.
Al contrario, le regioni del Centro come le Marche, l’Abruzzo e la Toscana si confermano come la costante più salda del cosiddetto campo largo: in città come Arezzo, Pistoia, Prato, Fermo, Macerata e Chieti, il centrosinistra unito farà le prove generali in vista delle elezioni politiche. Al Nord si registra invece il tentativo di un rilancio del Movimento, che tuttavia avverrà solo in una seconda fase successiva al passaggio elettorale. Per il momento, la lista pentastellata sarà assente a Lecco, mentre nella sfida principale di Venezia il Movimento ha scelto di sostenere il candidato dem Andrea Martella.
DOVE MANCA L’ASSE PD-M5S
Le maggiori varianti e la rottura dell’intesa tra le due forze politiche si concentrano prevalentemente nel Sud e nelle Isole. A Salerno il Movimento ha deciso di schierarsi apertamente contro Vincenzo De Luca, mentre a Enna la dirigenza ha preferito non appoggiare la candidatura di un altro volto storico della politica locale come Vladimiro Crisafulli. In Sicilia la lista dei Cinque Stelle non sarà presente né a Enna né ad Agrigento; tuttavia, in quest’ultimo comune il centrosinistra sostiene la corsa di Michele Sodano, ex deputato proprio del Movimento, che fu espulso dal partito per essersi astenuto nel 2021 sul voto di fiducia al governo Draghi.
Il fenomeno degli ex di peso e dei parlamentari caratterizza in modo significativo questa tornata amministrativa. A San Benedetto del Tronto si presenta come candidato sindaco per il centrosinistra Giorgio Fede, attuale deputato, ex senatore del M5S nonché coordinatore del Movimento nelle Marche, segnando una novità per le dinamiche interne della coalizione. In Puglia, nel comune di Ceglie Messapica, ecco tra i candidati al Consiglio comunale Rocco Casalino, ex portavoce di Palazzo Chigi ed ex numero uno della comunicazione del M5S, probabilmente un trampolino di lancio con destinazione Roma alle politiche del 2027. Il Movimento ha preferito sfilarsi completamente dalla corsa elettorale sia a Reggio Calabria sia in Sardegna, nello specifico nei comuni di Tempio Pausania e Sanluri dove si voterà a giugno, nonostante l’isola sia attualmente guidata dalla presidente pentastellata Alessandra Todde.


