Italia

Assunzioni Asl Taranto: le promesse mancate di Emiliano

Asl Taranto

Che fine hanno fatto i circa 200 lavoratori precari della Asl di Taranto che dovevano essere assunti a tempo indeterminato (secondo quanto promesso da Michele Emiliano una settimana prima delle elezioni regionali)? Le assunzioni dovevano partire il 1° ottobre e invece è arrivato lo stop dal Consiglio di Stato

Come scrivevamo il 15 settembre scorso, a una settimana dal voto alle regionali in Puglia, circa 200 lavoratori operatori del Cup (Centro unico di prenotazione) e dei servizi informatici di Taranto sottoscrivevano i contratti a tempo indeterminato con la società ‘in house’ Sanità service. Alla sottoscrizione dei contratti erano presenti il governatore della Regione Puglia Michele Emiliano e l’assessore regionale allo Sviluppo economico Mino Borraccino.

IL CONSIGLIO DI STATO HA SOSPESO LE ASSUNZIONI

Ieri ai circa 200 interessati è arrivata una lettera dalla Asl: il Consiglio di Stato ha sospeso le assunzioni fino al 15 ottobre, in attesa della sentenza. Il decreto è arrivato in seguito al ricorso della società SDS, gestore del Centro Unico di Prenotazione della ASL. Nel provvedimento del Consiglio di Stato si legge che “dalla sequenza degli atti emergerebbe una comunicazione del 22 settembre 2020 di cessazione anticipata del servizio al 1° ottobre, laddove la proroga della delibera tecnica fino al 31 ottobre 2020 faceva salva la cessazione anticipata previo avviso di 15 giorni, che nella fattispecie non sarebbe quindi rispettato”.

COSA HA FATTO LA ASL DI TARANTO

La decisione del Consiglio di Stato è stata recepita dalla Asl di Taranto, con una imbarazzante comunicazione di poche righe sul sito istituzionale e sui social, nella quale si riferisce che “è temporaneamente differita l’internalizzazione dei servizi informatici e Cup. Pertanto, è altresì rinviata la decorrenza delle assunzioni del personale ex Sincon e Sds all’esito della Camera di Consiglio fissata per il 15 ottobre”.

IL COMMENTO DI D’ATTIS E DAMIANI

Il commissario regionale di Forza Italia, Mauro D’Attis, e il vicecommissario, Dario Damiani, in seguito a quanto accaduto hanno dichiarato: “Il decreto del Consiglio di Stato sancisce la differenza tra la fantasia elettorale e la realtà dopo le elezioni. È evidente che i provvedimenti di stabilizzazione fatti dalla Regione Puglia di Emiliano sono serviti a drenare consensi. Tutti gli stabilizzati, le loro famiglie e forse anche i loro amici hanno votato Emiliano e il centrosinistra. D’altronde perché sono state fatte le stabilizzazioni nelle Asl soltanto pochi giorni prima del voto? Provvedimenti fatti tanto in fretta che il Consiglio di Stato li ha subito stoppati. Con buona pace per i lavoratori che, chiamati qualche giorno prima del voto a presentarsi a lavoro dopo le elezioni, oggi scoprono che lo scambio voto-lavoro per ora non si è concluso, anzi, come dice la Asl di Taranto, è stato differito”.

LA REAZIONE DEL CANDIDATO SCONFITTO IVAN SCALFAROTTO

Il parlamentare e candidato sconfitto di Italia Viva alle regionali, Ivan Scalfarotto, ha così commentato il caso-assunzioni: “Emiliano, come il diavolo dei proverbi, fa le pentole ma non i coperchi. Spero, naturalmente, che la vicenda si risolva per il meglio e che queste persone ottengano il rapporto di lavoro loro promesso. Rimane l’amarezza e la riprovazione per metodi di propaganda indecorosi. Negli anni Cinquanta Achille Lauro a Napoli distribuiva prima del voto le scarpe sinistre, con quelle destre consegnate dopo l’esito. Qui siamo invece al ritiro delle scarpe sinistre”.

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