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Asti al voto tra riqualificazioni e grandi ambizioni. Chi sono i candidati

Maurizio Rasero

Asti, come altri 26 capoluoghi di provincia, andrà alle urne il prossimo 12 giugno. A contendersi la poltrona da primo cittadino il sindaco uscente Maurizio Rasero, Paolo Crivelli del fronte progressista, Marco Demaria sostenuto da Azione, Maurizio Tomasini di Ancora Italia e Chiara Chirico di Italexit

Asti si candida a diventare di nuovo a Capitale della cultura italiana. Nel 2014 c’era stato un primo tentativo che non andò a buon fine. Ora l’Amministrazione comunale ci riprova puntando al 2025. Se la scelta dovesse ricadere sul capoluogo piemontese arriverebbe nella città un contributo di un milione di euro che dovrà essere speso dalla futura giunta. Asti, come altri 26 capoluoghi di provincia, andrà alle urne il prossimo 12 giugno. A contendersi la poltrona da primo cittadino il sindaco uscente Maurizio RaseroPaolo Crivelli del fronte progressista, Marco Demaria sostenuto da Azione, Maurizio Tomasini di Ancora Italia e Chiara Chirico di Italexit.

Maurizio Rasero: alla ricerca della conferma

Ad Asti tenta la strada della riconferma il sindaco Maurizio Rasero, candidato del centrodestra che punta a essere riconfermato e a infrangere la storica alternanza che ha contraddistinto le elezioni dirette dei sindaci dal 1994, da quando nessun primo cittadino ha ottenuto un secondo mandato consecutivo. A sostenere la sua candidatura le liste civiche “Maurizio Rasero Sindaco”, “I Giovani Astigiani”, “A.S.T.I con Rasero Sindaco” più Lega, Forza Italia, Udc e Fratelli d’Italia. Il partito di Giorgia Meloni è stato l’ultimo ad aderire alla coalizione in sostegno di Rasero.

Maurizio Rasero, come si legge nel suo cv, di professione è un commerciante dal 1991. In passato ha ricoperto gli incarichi di Vicepresidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Asti, Vicepresidente della Banca Cassa di Risparmio di Asti e Vicepresidente della Camera di Commercio di Asti. Tra il 1998 e il 2011 è stato anche consigliere e assessore del Comune e della Provincia di Asti.

“In questo periodo noi abbiamo continuano a lavorare e ad amministrare, ogni forza politica dell’attuale maggioranza è stata libera di fare le proprie scelte con i propri tempi – ha detto Maurizio Rasero alla presentazione della sua candidatura -. Per me è un segnale importante il sostegno della Lega, che ringrazio per il lavoro svolto in questi cinque anni in cui non è mai mancato il loro apporto. Ci siamo rispettati sempre ed essendo interlocutori seri nel rispetto abbiamo discusso ogni pratica.”

Paolo Crivelli: il medico del centro sinistra

Il centrosinistra unito sostiene Paolo Crivelli, consigliere comunale in passato, e dirigente medico con specializzazioni in cardiologia e infettivologia, specializzato in malattie tropicali a Liverpool. Ha alle spalle una lunga esperienza in Africa: dagli anni settanta ad oggi ha infatti lavorato per 3 anni in Kenya, 2 in Somalia e 5 in Gambia, passando poi spesso i periodi di ferie dal lavoro in Italia come medico volontario in Camerun ed Uganda. L’Africa è nel cuore del medico astigiano: in Kenya, infatti, oltre 35 anni fa, ha conosciuto e sposato Jennifer, infermiera con cui ha avuto quattro figli.

Nel suo passato c’è anche un’esperienza come consigliere comunale nella lista “Uniti per Asti” capeggiata da Anna Bosia, che appoggiò fino a quando la lista sostenne l’Amministrazione Brignolo. Crivelli guida la coalizione “Asti Insieme” formata da Partito democratico, Movimento 5 stelle, che ha rinunciato a presentare un suo candidato e ha fatto l’accordo con il centrosinistra, Europa Verde e poi una serie di formazioni civiche: Uniti si può, Crivelli sindaco, CambiAmo Asti, Ambiente Asti e il sostegno di Asti Oltre.

Anche ad Asti un “campo largo” che vuole recuperare la débâcle di cinque anni fa, quando il centrosinistra arrivò terzo al primo turno e fu escluso dal ballottaggio, vinto a mani basse da Rasero. “Nei recenti incontri avvenuti con varie realtà, tra cui il mondo del volontariato – ha detto Crivelli -, ho incontrato tante persone che sono tornare alla politica, dopo anni, forse perché hanno intravisto in me un candidato fuori dalla tradizionali forze politiche, che rappresenta quei valori in cui credono anche loro. Tutte queste persone mi danno la forza di andare avanti in questo cammino”.

Marco Demaria, candidato tra i bisticci di Italia Viva e Azione

Italia Viva e Azione avrebbero dovuto dare vita a un terzo polo insieme alle forze progressiste Volt e più Europa e candidare Marco Demaria, violoncellista 38enne alla sua prima esperienza in politica. Ma qualcosa è andato storto ed è tornata a galla la ruggine tra Carlo Calenda e Matteo Renzi. Da Azione è arrivata la richiesta di rinunciare ai simboli di partito in favore di liste civiche, Italia Viva ha rispedito la richiesta al mittente e si è sfilata dalla competizione. Calenda, nella sua visita ad Asti, aveva sottolineato il ruolo delle liste civiche in contrapposizione ai simboli di partito. “Il civismo è la base della politica”, aveva affermato.

Italia Viva non sosterrà più alcun candidato sindaco ma suoi iscritti che volessero candidarsi in liste riformiste, non populiste e non sovraniste”. Con questo comunicato la consigliera comunale di Italia Viva Angela Motta ha sancito lo stop al sostegno al candidato sindaco del terzo polo, Marco Demaria. “Non proporremo un nostro candidato sindaco – ha proseguito la consigliera – le nostre idee e le nostre proposte saranno portate avanti dai nostri candidati eletti in Consiglio comunale».

Il candidato sindaco Demaria prendendo atto della decisione ha ringraziato Italia Viva e Angela Motta. “Mi ha fatto molto piacere lavorare con loro – ha commentato Demaria -: la scelta non è stata sulla mia persona ma su una linea politica”. Ora l’unico simbolo di partito a sostegno di Demaria dovrebbe essere quello dei calendiani. “Non posso ancora né smentire e nemmeno confermare questa ipotesi – spiega a tal proposito Demaria – teniamo presente che la coalizione è comunque ancora formata oltre che da Azione anche da Volt e da più Europa: alleati importanti e componenti significative”.

Salvatore Puglisi, il carabiniere outsider

Una candidatura a sindaco del tutto indipendente è quella di Salvatore Puglisi, sostenuto dalla lista civica “Adesso Asti”. Di professione maggiore dei carabinieri, ora in pensione, è molto conosciuto in tutto l’Astigiano per importanti indagini effettuate nel corso della sua lunga carriera (tra le ultime si ricorda il delitto di Elena Ceste). Per lui è la prima esperienza in una campagna elettorale.

“Ho lavorato per gran parte della mia carriera ad Asti ed è per questo motivo che ho scelto di candidarmi ad amministrare la città: sono onorato di servire questa comunità a cui mi sento lusingato di appartenere. Ho deciso ora di impegnarmi insieme a un gruppo di persone per dare una sterzata al declassamento di Asti  – ha detto il maggiore Puglisi presentando la sua candidatura -. Siamo una lista civica pura, senza nessun apparentamento politico nei miei anni di servizio ad Asti ho lavorato bene con tutti e i rapporti sono ottimi con tutte le forze politiche. Il nostro intento è diverso dal passato: non vogliamo criticare l’operato delle amministrazioni che si sono succedute ma revisionare quelle realtà che a nostro giudizio sono passibili di miglioramento”.

Italexit punta su Chiara Chirico

Italexit, il movimento con il quale Gianluigi Paragone vuole portare l’Italia fuori dall’Unione Europea, presenta Chiara Chirio come candidata sindaco. “Battaglie fondamentali di Italexit – ha esordito Luciano Bosco il coordinatore provinciale di Italexit alla presentazione di Chirio – sono la ripresa della sovranità, la difesa dell’economia italiana e del territorio e la lotta al governo Draghi che ha calpestato diritti fondamentali di molti cittadini”. Il programma, al di là dei proclami dal sapore nazionale, punta a valorizzare le competenze e le risorse del territorio mettendole a disposizione della città.

Voglio dare voce a quelle persone che si sono sentite discriminate, – ha spiegato Chirio – o che sono state sospese dal lavoro a causa di uno strumento sanitario inutile e fallimentare come il green pass. Il mio atteggiamento nei confronti di questa città è quello di interagire, confrontarmi e partecipare in modo collettivo senza escludere nessuno”. Inoltre tra i punti del programma c’è quello di istituire uno “sportello del cittadino” che dovrà segnalare situazioni problematiche, la creazione di posti di lavoro e sviluppo economico locale, realizzare iniziative a sostegno dei cittadini più fragili, valorizzare le eccellenze culturali, storiche ed enogastronomiche locali per promuovere il turismo.

Ancora Italia, oltre la destra e la sinistra, punta su Tomasini

Ancora Italia, il partito che ha come ideologo di riferimento il filosofo Diego Fusaro, e che guarda “oltre alla destra e alla sinistra” propone come candidato sindaco Maurizio Tomasini. “Ancora Italia si pone un duplice obiettivo di fondo – spiegano i relatori che sono intervenuti alla presentazione di Tomasini– da un lato la piena applicazione della Costituzione del ’48 e dall’altro la lotta al neoliberismo. Siamo un partito “oltre la destra e la sinistra: per pensare ed agire altrimenti”. Tra i vari punti del programma anche la proposta di adottare una moneta complementare.

La riqualifica dell’ex ospedale al centro della campagna elettorale

La notizia dei lavori di riqualificazione dell’ex Ospedale civile di Corso alla Vittoria è tra i temi più dibattuti della campagna elettorale astigiana. L’Asl ha tentato di venderlo per anni, ma senza successo. Eppure era costretta a farlo per restituire alla Regione i soldi anticipati per la costruzione dell’ospedale Cardinal Massaia. Ora, grazie a un emendamento approvato in Consiglio regionale (37 sì e un solo no), l’ex ospedale di Asti non è più vincolato a una vendita obbligatoria, ma potrà essere recuperato e valorizzato.

Una svolta – afferma il sindaco, Maurizio Rasero – finalmente potremo valorizzare un intero quartiere e di conseguenza tutta la città”. A esprimere voto favorevole anche le forze politiche di opposizione, tra cui il Movimento 5 stelle ed il Partito Democratico. “Siamo favorevoli alla decisione che potrà dare nuove prospettive ai vecchi immobili Asl, da troppo tempo inutilizzati– spiega Michele Miravalle della segreteria regionale Dem – purtroppo però mancano i progetti”. Anche il candidato sindaco del Centrosinistra, Paolo Crivelli lamenta la mancanza di progetti.

“Buona notizia per tutta la cittadinanza – afferma –. Il valore dell’immobile si aggira intorno ai 20 milioni di euro e potrebbe essere recuperato attraverso un serio progetto di riqualificazione. Non sappiamo quale sarà il progetto di Rasero, anche perché ad oggi non ne abbiamo visti, ma noi abbiamo le idee chiare. Vista la prossimità con l’università ci piacerebbe che che ospitasse servizi per gli studenti e i ricercatori mentre la parte nuova potrebbe essere ceduta a privati per riqualificarla in strutture alberghiere, di co-housing o altre attività simili”.

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