Italia

AstraZeneca a over 65: si decide oggi nella riunione del CTS

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È stato chiesto dal ministro della Salute Roberto Speranza di valutare l’uso di AstraZeneca dagli over 65 fino agli 80 anni

Oggi il Comitato tecnico scientifico dovrà prendere una decisione dalla quale dipenderà il corso del piano vaccinale italiano. I tecnici sono chiamati a esprimersi a favore della proposta suggerita dal presidente del Consiglio Mario Draghi: dare il via libera del vaccino AstraZeneca anche gli over 65.

ASTRAZENECA AGLI OVER 65 Sì O NO? QUESTO È IL DILEMMA

Secondo quanto riporta Adnkronos Salute, al Cts è stato chiesto dal ministro della Salute Roberto Speranza di valutare l’uso di AstraZeneca dagli over 65 fino agli 80 anni. Proprio ieri la Germania, sulla scia dei buoni risultati ottenuti da Boris Johnson in Gran Bretagna, ha dato l’ok alle immunizzazioni con AstraZeneca a questa fascia d’età. In caso di parere favorevole, si potrebbe imprimere una netta accelerazione visto che il Paese attualmente è impiccato allo scarso numero di dosi del prodotto Moderna.

PRENDE CORPO IL PIANO DRAGHI

Ma le migliorie che il premier Mario Draghi intende apportare alla macchina organizzativa non si fermano all’ampliamento anagrafico della platea di AstraZeneca così da poter usare le dosi già a disposizione sulla fascia di popolazione maggiormente a rischio. La gestione delle emergenze Covid sarà sul modello della Protezione civile, ovvero territoriale e tempestiva. È quanto è emerso dal vertice tra il Commissario per l’Emergenza, Francesco Figliuolo, il ministro della Salute, Roberto Speranza, il capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio e i rappresentanti di Iss, Aifa e Agenas.

CONFINDUSTRIA PRONTA A DARE UNA MANO

Dopo le continue liti tra Carlo Bonomi e Giuseppe Conte, pare esserci piena sintonia d’intenti ora tra Draghi e Confindustria, che conferma quanto detto nelle scorse settimane, ovvero di essere pronta a fare la sua parte nel piano vaccinale. “L”obiettivo è supportare le Istituzioni e favorire un graduale ritorno alla normalità. Le imprese mettono a disposizione della “macchina” organizzativa pubblica i luoghi di lavoro che le Autorità sanitarie riterranno adeguati”, spiegano da via dell’Astronomia.

“Con circa 5,5 milioni di dipendenti delle imprese associate a Confindustria è possibile raggiungere un bacino di circa 12 milioni di persone, considerando i nuclei famigliari, garantendo un supporto fondamentale allo sforzo del Paese”, si legge ancora. “L’obiettivo delle imprese è avere tempi e condizioni certi per un graduale ritorno alla normalità. Per questa ragione Confindustria ha da tempo presentato a Governo e sindacati una proposta operativa che individua tempi e strumenti per affrontare gli effetti, diretti e indiretti, della pandemia sul mercato del lavoro. Non è più sufficiente limitarsi a preservare l’esistente e gestire l’emergenza, occorre imboccare la strada della ripresa”, concludono da Confindustria.

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