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Barbera, Ceccanti, Salvi, Picierno: chi c’è nella “sinistra che dice sì” al referendum

Sul palco dell’iniziativa “La Sinistra che dice sì” a Firenze, organizzata da Stefano Ceccanti ed Enrico Morando con il professor Carlo Fusaro, si è radunata una platea di esponenti storici della sinistra italiana. Ecco chi c’era al convegno e perché voterà sì

Nonostante la linea ufficiale del Pd sia orientata al No, sono molte le figure nella galassia dem che guardano favorevolmente alla riforma Nordio. Per contarsi e per spiegare perché un sì al referendum del 22 e il 23 marzo è una scelta di sinistra, Enrico Morando e Stefano Ceccanti, rispettivamente presidente e vicepresidente di Libertà Eguale, hanno organizzato un convegno tenutosi a Firenze lo scorso martedì, dal titolo “La Sinistra per il sì”.

Un fronte ampio, che guarda con interesse alle posizioni dei renziani e raduna varie figure legate alla tradizione del centrosinistra riformista, tutti ex Pci, Pds o Ds. Non a caso il leader di Italia Viva s’è smarcato dal fronte del campo largo e tacerà sulle sue intenzioni di voto fino a una settimana prima delle consultazioni, mentre in sala era corposa la truppa dei toscani legati politicamente all’ex presidente del Consiglio. Ecco di chi si tratta

AUGUSTO BARBERA: LA VOCE DELLA COSTITUZIONE

Il nome più altisonante è probabilmente quello del presidente emerito della Corte costituzionale Augusto Barbera, già deputato per quattro legislature con Pci e Pds, che sottolinea: «A marzo non si vota né a favore del governo Meloni né contro. Ci saranno altre occasioni per giudicare questo governo, a partire dalle elezioni politiche».

STEFANO CECCANTI E IL RITORNO AL PROGRAMMA DEL PD

Stefano Ceccanti, ex senatore dem riformista, ricorda che la riforma della corte disciplinare era prevista nel programma del Pd del 2022. «Si tratta di un completamento ineludibile della riforma Vassalli», afferma, riaffermando la coerenza storica della scelta dei promotori dell’iniziativa.

CESARE SALVI: NO AL “DERBY” CONTRO I MAGISTRATI

L’ex ministro Cesare Salvi, che dopo anni a sinistra non è confluito nel Pd, critica chi vota No solo per mandare a casa il governo: «Chi dice No per ragioni politiche ha un atteggiamento sbagliato. Oggi dobbiamo difendere il punto di vista del cittadino e il suo diritto alla difesa, che questa riforma rafforza».

PINA PICIERNO: LA RIFORMA COME BATTAGLIA STORICA

Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento Ue e tra i big del gruppo dei riformisti che contestano la segreteria Schlein, prende posizione controcorrente rispetto alla leadership dem: «Occorre uscire dalla tenaglia ideologica che soffoca il dibattito tra garantismo e giustizialismo. La riforma del processo penale è stata una battaglia storica della sinistra riformista: senza giustizia credibile non c’è coesione sociale né democrazia».

In sala anche Enzo Bianco, ex ministro dell’Interno e presidente Anci, e l’ex deputata Anna Paola Concia. Presenti i principali esponenti dei renziani toscani, guidati dalla capogruppo a Palazzo Madama Raffaella Paita.

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