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Bonus edilizi, i commercialisti: ecco le nostre proposte per evitare truffe

Superbonus 110% Sismabonus

Dei 4,4 miliardi di euro di frodi che hanno colpito i bonus edilizi, quasi la metà riguarda quello per incentivare la ristrutturazione delle facciate (46%), seguito da eco-bonus (34%), locazioni (9%) e sisma-bonus (8%). I commercialisti dicono la loro per arginare i raggiri che danneggiano lo Stato

Non è certo una novità che i bonus edilizi, soprattutto il Superbonus 110% (che ha da poco subito un maquillage in Parlamento, almeno nella parte relativa alle villette), fossero una misura imperfetta, molto esposta al rischio truffe.

PERCHE’ QUESTO GOVERNO NON AMA I BONUS EDILIZI

Qualche settimana fa persino il premier Mario Draghi, che non ha certo mai fatto mistero di non amare tali incentivi, aveva detto: “Quelli che oggi più tuonano sul Superbonus 110 per cento, che dicono che queste frodi non contano, che bisogna andare avanti lo stesso… beh, questi sono alcuni di quelli che hanno scritto la legge e hanno permesso di fare lavori senza controlli”, quindi il presidente Del Consiglio aveva aggiunto: “Se siamo in questa situazione è perché si è costruito un sistema che prevedeva pochissimi controlli. E se il Superbonus oggi rallenta è per i sequestri deliberati dalla magistratura per questioni fraudolente”.

Sulla circolazione dei crediti si era espresso il ministro dell’Economia, Daniele Franco, parlando di una “sorta di titolo circolante” che ha dato “vita a un mercato di credito non regolamento”. “Fino a oggi – aveva spiegato a inizio marzo il titolare del dicastero di Via XX Settembre – l’attività di analisi e controllo ha consentito alla Guardia di Finanza e all’Agenzia delle Entrate di individuare un ammontare complessivo di redditi d’imposta inesistenti, pari a circa 4,4 miliardi, di cui quasi la metà, circa 2 miliardi, già ceduti e incassati. A questi 4,4 miliardi deve essere aggiunto un altro miliardo la cui sospensione è in corso di perfezionamento”.

LE NOVITA’ IN ARRIVO

Intervenendo all’ultimo question time, il ministro dell’Economia ha preannunciato che il governo ritiene che “non vi siano impedimenti” per prorogare oltre il 30 giugno il termine per il raggiungimento del 30% dei lavori per le villette, termine attualmente richiesto per accedere al Superbonus 110%. Il titolare del dicastero di via XX Settembre ha anche fatto sapere che col prossimo decreto l’esecutivo intende introdurre “la possibilità di consentire sempre la cessione del credito banca-correntista, non solo al quarto passaggio. Le nuove disposizioni dovrebbero prevedere che il correntista che acquista i crediti in banca non possa però a sua volta effettuare ulteriori cessioni”.

4,4 MILIARDI DI FRODI

Il Corriere della Sera riferisce che “dei 4,4 miliardi di euro di frodi sinora intercettate, quasi la metà riguardano il bonus facciate (46%), seguito da eco-bonus (34%), bonus locazioni (9%) e sisma-bonus (8%), per un totale relativo ai bonus ‘ordinari’ del 97%, mentre hanno riguardato il superbonus per il solo restante 3% del totale”. Per Pasquale Saggese, coordinatore dell’area fiscalità della Fondazione nazionale dei commercialisti, la spiegazione è piuttosto semplice: “Le frodi si sono concentrate sul bonus facciate e in generale sui bonus ‘ordinari’, anziché sul più generoso superbonus perché per i bonus ordinari, a differenza del superbonus, lo sconto e la cessione non erano subordinati ai controlli di tipo preventivo, costituiti dal visto di conformità e dalle asseverazioni e attestazioni tecniche, da parte dei professionisti abilitati”.

BONUS EDILIZI, LE PROPOSTE ANTI-TRUFFA

“Si potrebbe valutare l’opportunità di estendere ai bonus edilizi ordinari la regola, già prevista per il superbonus, secondo cui le opzioni per la cessione del credito, o lo sconto in fattura, sono subordinate al rilascio di stato di avanzamento dei lavori che non possono essere più di due per ciascun intervento complessivo, con ciascuno stato di avanzamento che deve riferirsi ad almeno il 30% del medesimo intervento”, dice Saggese al quotidiano di via Solferino.

Inoltre, si potrebbe prevedere l’obbligo del visto di conformità e delle asseverazioni e attestazioni tecniche anche per le opere classificate come attività di edilizia libera di importo complessivo superiore a diecimila euro, attualmente ancora esonerate.

Viceversa, sul fronte della limitazione delle cessioni successive alla prima, i commercialisti invitano l’esecutivo a non essere inutilmente severo: il divieto non deve scattare, infatti, per le cessioni effettuate nei confronti di istituti bancari e altri intermediari finanziari e imprese di assicurazione poiché questi soggetti sono sottoposti alla vigilanza dalla Banca d’Italia. In linea di principio, sarebbe ridondante applicare limiti agli enti e ai soggetti sottoposti agli obblighi di segnalazione in materia di antiriciclaggio.

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