Tommaso Cerno presenta il suo nuovo format, “2 di picche”, in onda su Rai2 da lunedì 9 marzo nella fascia oraria di pranzo. Riparte la polemica sull’impiego di collaboratori esterni
Dal prossimo 9 marzo, la programmazione informativa di pranzo su Rai 2 farà spazio a “2 Di Picche”, il nuovo format condotto dal direttore del Giornale Tommaso Cerno. Il programma andrà in onda per cinque minuti in onda dal lunedì al venerdì, tra le 14.00 e le 14.05.
Ira dell’dell’UsigRai, che annuncia una segnalazione alla Corte dei Conti sul ricorso ai collaboratori esterni.
CHE COSA SARÀ “2 DI PICCHE”
A margine della conferenza stampa di presentazione, Cerno racconta ad AdnKronos il nuovo programma con un gioco di parole che chiarisce il senso del titolo, a cui dedicherà la prima puntata: “Tantissime persone si sentono il 2 di picche, la carta che non serve nel gioco delle carte degli assi di cuori, delle regine di fiori”, ma “la carta più importante è la gente e vogliamo stare da quella parte. Non dalla parte di un partito, di un’idea, ma di quello che le persone chiedono di sapere”.
L’obiettivo è quello di creare dibattito e mantenere un po’ di buon senso: “Giorgia Meloni non può avere ragione su tutto, e non può sbagliare tutto. Così come Elly Schlein”. Non solo politica, chiarisce a Prima Online: “parleremo di tutto, di cronaca, costume, politica, attualità”. Insomma, un programma pungente e veloce, sullo stile provocatorio del suo conduttore, cercando di tenersi a distanza dall’ideologia. “Una volta che hai scelto l’argomento ti confronti con un pugno: o lo prendi o lo schivi. Ascolteremo le critiche, e se le riterrò valide la puntata successiva sarà dedicata all’opinione contraria”. E assicura totale rispetto per la redazione del Tg2: “non vedranno mai in me un antagonista che vuole prendere il loro spazio”.
PROTESTE DI USIGRAI: “GIORNALISTI INTERNI SOTTOUTILIZZATI”
In merito, l’UsigRai esprime una posizione di netta chiusura, sottolineando come la Rai “si appresta ad assumere 127 nuovi giornalisti, ma evidentemente non ne trova, tra i dipendenti, di abbastanza autorevoli da potergli affidare la striscia informativa su Raidue”, denunciando contemporaneamente che molti giornalisti interni sono “ampiamente sottoutilizzati”.
Per queste ragioni, come racconta Prima Online, l’organizzazione sindacale ha inviato una segnalazione alla Corte dei Conti “per capire se questa modalità di utilizzo delle risorse pubbliche è in linea con le regole a cui l’azienda si deve attenere”.
IL DIRETTORE APPROFONDIMENTO CORSINI DIFENDE LA SCELTA
Per parte sua il direttore dell’Approfondimento Rai, Paolo Corsini, difende la scelta parlando di “una riproposizione dell’esperimento del giornalismo d’autore tv, un piccolo editoriale quotidiano di una delle firme più note e autorevoli del giornalismo italiano qual è Tommaso Cerno”.
Corsini risponde alle critiche sul ricorso a professionisti esterni ricordando che la Rai “si è storicamente sempre avvalsa anche del contributo di collaboratori esterni”, una pratica necessaria per garantire “il giusto equilibrio” e “arricchire il confronto con il lavoro insieme”. Riguardo agli obiettivi di share, precisa che “non si tratta dell’obiettivo prioritario”, prevedendo che la striscia rimarrà in linea con i trend della fascia oraria di pranzo e spiegando che la fascia serale era già estremamente affollata.


