Italia

Che cosa sta succedendo fra Conte e Salvini sui migranti

Salvini

I Graffi di Damato

Perduta la sponda fisica e politica del premier laburista di Malta, che bloccando per quasi 20 giorni una cinquantina di profughi su due navi alla fonda dell’isola forniva anche a lui l’occasione per resistere all’accoglienza, il leader leghista Matteo Salvini si è trovato rovinosamente solo col problema dei rapporti non tanto con l’Europa quanto coi suoi alleati di governo: i grillini. Che, prima col solo vice presidente del Consiglio Luigi Di Maio e poi col presidente del Consiglio in persona, Giuseppe Conte, avevano contestato pubblicamente la sua intransigenza e aperto all’accettazione umanitaria di una parte di quelli che il manifesto ha promosso a Cavalieri di Malta, pubblicandone una foto festosa scattata all’annuncio del loro sbarco imminente.

VOLANO MINACCE

Per ore sono volate fra Roma e Varsavia, dove Salvini era in missione di partito, parole di scontro e persino velate minacce di crisi di governo, o di ritorsioni leghiste su provvedimenti di natura in cantiere a Palazzo Chigi e dintorni, comprese le aule e le commissioni parlamentari. Infine, costretto al solito vertice, il presidente del Consiglio ha trovato il modo di disinnescare l’ennesima mina copiando paradossalmente proprio Salvini, che nella scorsa estate era uscito dal blocco imposto nel porto di Catania a un pattugliatore italiano carico di profughi soccorsi in mare trattandone la consegna di buona parte alla Chiesa di Papa Francesco.

I MIGRANTI ALLA CHIESA VALDESE

Questa volta, visto anche l’epilogo infelice di quel sostanziale espediente, essendosi poi i profughi allontanati dalla residenza religiosa di Rocca di Papa, dove erano stati destinati, per unirsi ai tanti clandestini in giro in Italia, il presidente del Consiglio ha negoziato con la Chiesa Valdese. Che a sue spese -è stato precisato per dare a Salvini il motivo di considerarsi soddisfatto- si è accollata l’accoglienza di tutta o parte della quota di 15 immigrati assegnata all’Italia in una trattativa a otto svoltasi a livello europeo. Dove si dovrà però trovare adesso anche un accordo per la ripartizione di circa 240 profughi accolti nei mesi scorsi da Malta e di altre centinaia accolti invece dall’Italia e rimastivi, in attesa dell’accoglienza alla quale si erano impegnati alcuni paesi dell’Unione Europea.

LA SOLITA GARA TRA SALVINI E GRILLINI AL GOVERNO

Si è aperta naturalmente a livello politico e mediatico, a uso della campagna elettorale sempre in corso in Italia, fra votazioni regionali, comunali ed europee, la solita discussione, o gara, su chi ha vinto o perduto di più fra Salvini e i suoi alleati grillini di governo. “Tre porte in faccia a Salvini”, ha gridato entusiasta Il Fatto Quotidiano. Discussione o gara come tante altre – dal reddito di cittadinanza alla pensione anticipata, dalla Tav al salvataggio della Cassa di Risparmio di Genova– destinate ad una sostanziale dissolvenza, in attesa solo di conoscere gli effetti che potranno derivarne soprattutto nelle elezioni di maggio per il rinnovo del Parlamento Europeo. Dei cui risultati si vedrà che uso vorranno fare le componenti dell’attuale maggioranza. Esse non sono più due, come alla formazione del governo Conte, perché quella grillina si è andata via via scomponendo di fatto in tendenze, aree, correnti e quant’altro la cui convivenza dipenderà anch’essa dai risultati delle elezioni europee di maggio, o da quelle regionali che le precederanno già dal mese prossimo.

 

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