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Che tristezza, la destra italiana si è scordata di Giscard d’Estaing

Valery Giscard D'Estaing

A poche ore dalla scomparsa di Giscard d’Estaing solo Tajani e il ministro Provenzano tra i politici italiani hanno ricordato l’ex Presidente francese. Ma esistono in Italia gli eredi della destra e degli ideali rappresentati da Giscard o la politica ormai è solo slogan, aggressività e poca visione del futuro?

Giscard d’Estaing è morto: molti gli omaggi in patria, sino ad un discorso serale del presidente francese Emmanuel Macron che ha annunciato per il 9 dicembre il lutto nazionale, molti anche gli omaggi in Italia, a iniziare dal Capo dello Stato Sergio Mattarella.

Ma la voce della destra che appena 10-15 anni fa omaggiava Giscard d’Estaing come uno dei padri delle destre francesi, ideatore e pianificatore a più riprese di un rassemblement che arrivò a unire in patria gollisti e non gollisti, non si è sentita per niente. Ma andiamo con ordine per capire quanto è accaduto, o meglio cosa non è accaduto.

Di solito quando muore un esponente di primissimo piano della vita istituzionale di un Paese così importante, in questo caso la Francia, la parte politica di appartenenza non fa mancare la sua voce, ma nel caso di Giscard tutto il Paese ha manifestato il suo cordoglio e il suo lutto, anche Jean-Marie Le Pen, che non è stato esponente della stessa destra di Giscard, ha dichiarato che l’ex Presidente della Repubblica francese fu sempre “leale” con la destra nazionale.

Giscard d’Estaing e l’Udf

Ma possiamo immaginare che la destra nazionale lepeniana non abbia mai avuto granché a che spartire con il rassemblement guidato da Giscard, il fatto più evidente fu sicuramente l’elezione di Jacques Chirac Presidente della Repubblica, nel 2002, alla quale tutto l’arco politico esistente contribuì proprio nel ballottaggio contro Le Pen (all’epoca l’Udf, partito di Giscard, presentò al primo turno Francois Bayrou).

Nel 1974 invece era stato proprio un giovane Jacques Chirac a portare all’Eliseo Giscard d’Estaing in seguito ai contrasti in seno ai gollisti (tra lo stesso Chirac e Chaban-Delmas). Da questo evento nasce la storia recente della droite francese, con due anime, quella gollista, il Rassemblement pour la République e quella più centrista del Presidente emerito venuto a mancare, l’Union pour la démocratie française, Udf.

Le (non) reazioni in Italia alla morte di Giscard d’Estaing

Ora, veniamo alle nostre questioni più italiche. Dove stanno teoricamente gli eredi o i più vicini eredi della destra rappresentata da Giscard, sicuramente non nella Lega da sempre vicina alla figlia di Le Pen, non da oggi. In parte sono in Forza Italia, il cui unico esponente ad aver ricordato la figura di Giscard è stato Antonio Tajani, che l’ha definita una “grande perdita per tutta l’Unione europea” e in gran parte dovrebbero essere in Fratelli d’Italia, partito erede di Alleanza Nazionale. Dalle file di Fratelli d’Italia non si è levato neanche un comunicato, un tweet, un post, una dichiarazione per ricordare la figura dello statista francese, europeista convinto, che guidò la Convenzione europea sul futuro dell’Europa negli anni 2001-2003.

La giravolta degli eredi della destra italiana un tempo fervente credente nella linea di Giscard lascia senza parole. Prendiamo ad esempio una delle tante iniziative che animavano la destra degli anni Duemila, la rivista diretta da Adolfo Urso, Charta minuta che più volte enfatizzava il ruolo parallelo tra la Casa delle Libertà, Popolo delle Libertà e il Rassemblement delle destre francesi che aveva portato all’Eliseo Jacques Chirac. Non ultimo un numero di Charta minuta (qui il link: Partito unico under construction by charta minuta – issuu) che riportava una ricostruzione anche dell’esperienza francese “La Maison commune de la droite”.

Forse sarà il segno di una deriva che sta portando la destra a preferire Orbàn e i suoi veti al posto di una visione aperta e senza paura? Forse è il segno che le idee sono solo un passepartout per il potere, come accadde circa 10-15 anni fa? O forse è il segno che la costruzione di programma politico è sganciata da idee, cultura, visione?

Insomma una destra che non ha padri, che non ha un’ancora fondativa sembra destinata all’insuccesso perenne nell’azione di Governo e nella capacità di affrontare i nodi complessi di un’epoca che non ha alcun precedente storico, quelle che stiamo vivendo.

Giscard potrà anche non piacere a molti pure nella stessa destra italiana, ma che il tributo nel nostro Paese gli venisse prima dalla sinistra, a poche ore dalla sua morte la prima dichiarazione l’ha fatta un’esponente di quella parte politica (il ministro Giuseppe Provenzano), solo pochi anni fa era difficile da immaginare. Il Corriere della Sera ha dedicato una pagina intera alla figura dell’ex presidente francese, senza citare mai il sostantivo “destra”, e nessuno, da destra, lo ha fatto notare. Una carenza questa che ben si sposa con una condotta politica incentrata solo su slogan, aggressività e poca visione del futuro. Figurati del passato, almeno quello più recente!

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