Tutti gli ospiti dell’evento al Teatro Parenti per il sì al referendum: ci sarà anche la premier Giorgia Meloni
S’intitola “Una riforma che fa giustizia” la rassegna d’interventi prevista per oggi al Teatro Franco Parenti di Milano e organizzata da Fratelli d’Italia nell’ambito della campagna per il “sì” al referendum sulla separazione delle carriere della magistratura.
L’appuntamento, che vedrà la partecipazione di ministri, giuristi e direttori di testata, culminerà con l’intervento del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, mentre la direttrice del Teatro viene bersagliata per la scelta di aprire le porte all’iniziativa.
L’EVENTO DI FDI AL TEATRO PARENTI SUL REFERENDUM: IL PROGRAMMA E TUTTI GLI OSPITI
I lavori si apriranno alle ore 15:00 con tre sessioni tematiche parallele che approfondiranno i diversi nodi della riforma. Nella Sala dedicata alla “Separazione delle carriere”, il capogruppo di FdI Galeazzo Bignami introdurrà un dibattito incentrato su imparzialità e autonomia. Tra i relatori figurano l’ex parlamentare e attivista Anna Paola Concia, i giornalisti Gabriele Barberis, Antonio Rapisarda, Filippo Facci, Pigi Battista, Daniele Capezzone, Claudio Cerasa e Pietro Senaldi. Parteciperanno inoltre l’editore Francesco Giubilei, l’avvocato Fabio Ferrari, la presidente della Fondazione Pannella Francesca Scopelliti, la deputata Sara Kelany, il Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, oltre a Francesca Florio e Giuseppe Benedetto.
Contemporaneamente, nella Sala focalizzata sulla “Riforma del CSM”, il capogruppo di Fratelli d’Italia a Palazzo Madama Lucio Malan coordinerà gli interventi volti a discutere l’indipendenza della giustizia dalla politica. Il tavolo vedrà il contributo di Giuseppe Belcastro, Gian Domenico Caiazza, Annalisa Imparato, Bartolomeo Romano, Giuseppe Bianco e Antonino La Lumia.
Accanto a loro, l’eurodeputato Nicola Procaccini, il deputato Luigi Marattin e il parlamentare Francesco Filini, insieme ai giornalisti Roberto Parodi, Tommaso Cerno e Mario Sechi, all’ex magistrato Luca Palamara, Margherita Di Giglio e all’influencer virtuale Cittadino Zero.
La terza sessione pomeridiana, ospitata nella Sala “Alta Corte Disciplinare”, sarà introdotta dall’europarlamentare Carlo Fidanza. Il focus verrebbe posto sulla responsabilità dei magistrati con gli interventi degli avvocati Guido Camera e Francesco Greco, del costituzionalista Giovanni Guzzetta e del senatore Alberto Balboni. Il dibattito vedrà la partecipazione di volti noti del giornalismo e della televisione quali Hoara Borselli, Paolo Del Debbio, Antonino Monteleone, Italo Bocchino, Claudio Velardi, Maurizio Belpietro e l’ex senatore Stefano Esposito, oltre a Gino Zavalani, Marco Bravaccini, la presidente della Commissione Antimafia Chiara Colosimo e il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro.
SESSIONE POMERIDIANA: APRONO SALLUSTI E LA RUSSA, CHIUDE GIORGIA MELONI
Il momento istituzionale di vertice inizierà alle 16:30 nella Sala “Riforma della Giustizia”, coordinata dall’ex direttore del Giornale Alessandro Sallusti. Dopo il saluto istituzionale del Presidente del Senato Ignazio La Russa, interverranno figure di alto profilo come il giudice emerito della Corte Costituzionale Sabino Cassese, l’ex magistrato e ministro Antonio Di Pietro, il costituzionalista Nicolò Zanon e il Ministro della Giustizia Carlo Nordio. Contribuiranno alla discussione anche Luciano Di Marco, Giovanni Jacobazzi, Domenico Pagliari, Vincenzo Gualzetti e Luciano Masini. Le conclusioni politiche della giornata saranno affidate al Presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
LA POLEMICA SOCIAL CONTRO LA DIRETTRICE SHAMMAH
La decisione di ospitare la kermesse di Fratelli d’Italia ha scatenato una dura contestazione social contro Andrée Ruth Shammah, direttrice del Teatro . In poche ore, un post pubblicato dalla regista è stato sommerso da oltre duecento commenti di segno negativo. Gli utenti hanno criticato l’apertura dello spazio di via Pier Lombardo alla destra di governo, evocando la memoria del fondatore Franco Parenti, sottolineando la mancata organizzazione di un contraddittorio simultaneo con i comitati contrari al referendum. La direttrice difende la scelta precisando che il teatro è un luogo aperto al confronto e che la sala viene regolarmente affittata a diverse forze politiche, ricordando le precedenti ospitalità concesse a leader come Matteo Renzi, Carlo Calenda e Giorgio La Malfa.


