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Chi c’è e chi non c’è al congresso dell’Anm

Congresso Anm

Standing ovation per Mattarella nella giornata inaugurale del congresso Anm. Occhi puntati sul confronto con il ministro Nordio

Più di mille magistrati a Palermo fino a domenica per il 36esimo congresso dell’Associazione nazionale magistrati. La giornata di apertura al Teatro Massimo, venerdì, è stata caratterizzata dalla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e del presidente del Senato Ignazio La Russa. Al capo dello Stato i magistrati hanno tributato una standing ovation. Tra i presenti alla giornata inaugurale anche il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè, il viceministro Francesco Paolo Sisto, il governatore siciliano Renato Schifani e i vertici dell’Associazione.

GLI OSPITI E GLI INTERVENTI DELLE ISTITUZIONI E DELLA POLITICA

Per tutta la durata del congresso parterre ricco di autorità istituzionali. Sabato, alla Marina Convention Center dove si sposta il congresso, previsti gli interventi del ministro della Giustizia Carlo Nordio e del vice presidente del Csm Fabio Pinelli. Interverranno anche il presidente della Corte d’appello di Palermo Matteo Frasca, il procuratore generale Lia Sava e il presidente dell’Ordine degli avvocati Dario Greco.

Non sono da meno le presenze politiche. Ci sarà Elly Schlein, la segretaria del Pd; nel pomeriggio, la deputata dem Debora Serracchiani e il senatore del Movimento Cinque Stelle Roberto Scarpinato. Domenica mattina, arriverà anche il presidente del M5S Giuseppe Conte.

Nel pomeriggio è previsto un momento più leggero, con l’intervento del comico Roberto Lipari, sempre attento alle questioni sociali. Venerdì sera, spettacolo di Teresa Mannino per i congressisti. Domenica mattina, ci sarà Pif al dibattito.

IL CONFRONTO TRA ANM E IL MINISTRO NORDIO

Il faccia a faccia tra l’Associazione Nazionale Magistrati, guidata da Giuseppe Santalucia, e il Guardasigilli ed ex pm Carlo Nordio non c’è ancora stato. Ma che siano su posizioni molto distanti l’hanno manifestato più volte. Al momento i toni sono concilianti, ma per capire se ci sono le condizioni di un confronto costruttivo bisognerà attendere l’intervento del ministro.

Una presenza, quella di Nordio, da lui stesso annunciata al termine del G7 sulla Giustizia, che tenta di abbassare i toni di un dibattito che non è mai stato sereno. “La mia presenza a Palermo è realmente una difficoltà anche logistica ma è una manifestazione di rispetto verso i rappresentanti della magistratura”, ha dichiarato il ministro. “Si era detto che non avrei partecipato, ma quando ho capito che la cosa era compatibile ho deciso di essere presente come forma di assoluto rispetto nei confronti dell’Anm e di scambio franco, leale e sincero”, ha spiegato Nordio.

L’INTERVENTO DEL PRESIDENTE ANM SANTALUCIA

Ampio e complesso l’intervento del presidente nazionale dell’Anm Giuseppe Santalucia, netto nell’esprimersi contro “il progetto di separazione delle carriere, portato avanti con ostinazione pur dopo che la separazione delle funzioni è stata dilatata all’estremo”. Un progetto che, per Santalucia, “reca con sé il germe dell’indebolimento della giurisdizione, almeno quella penale”. “Si mette mano alla Costituzione mostrando di non aver compreso il senso di massima garanzia per i diritti dei cittadini dell’attuale impianto, di un pubblico ministero appartenente al medesimo ordine del giudice e accomunato al giudice per formazione e per cultura della funzione”, ha detto.

Il magistrato ha poi espresso un giudizio critico verso la abrogazione del reato di abuso d’ufficio “un tentativo – a suo dire – di ridurre l’incidenza dell’azione giudiziaria”. Santalucia, che ha espresso l’auspicio che sul dibattito in corso a Palermo non si attiri “l’usurata critica della politicizzazione, che si rinnova con puntualità quando la voce e l’azione dell’Associazione nazionale magistrati hanno la pretesa di uscir fuori dall’ambito, pur nobile, della difesa degli interessi di tipo impiegatizio”, ha rivendicato il diritto delle toghe di partecipare al dibattito politico sulla giustizia.

I TEMI DEL CONGRESSO DELL’ANM

Di carne al fuoco, al congresso dal titolo “Magistratura e legge tra imparzialità e interpretazione”, ce ne è già tanta: riforme, separazione delle carriere, l’abrogazione dell’abuso d’ufficio, il ruolo delle toghe nel dibattito sulla giustizia. Temi “caldi” come l’autonomia e l’indipendenza delle toghe. “Le questioni in campo – scrive Repubblica – sono davvero tante e spinose nel confronto fra politica e giustizia. Dice ancora il manifesto di presentazione del congresso: «Il magistrato è visto come attore desideroso di immergersi nel conflitto politico, di prendere parte nel contrasto di opposte visioni e opzioni di valori, per privilegiare quella a cui si sente più vicino per formazione e cultura personale. Di fronte a questo scenario, che si fa a volte burrascoso, i magistrati – che riconoscono per intero il significato di garanzia del principio di soggezione soltanto alla legge – devono rinnovare una riflessione sulle categorie fondamentali del loro ruolo e della loro identità professionale»”.

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