skip to Main Content

Superbonus: cosa pensa FdI della lite tra Giorgetti e Tajani-Confindustria?

Superbonus

“Scintille” tra Tajani e Giorgetti sul Superbonus. L’affondo di Confindustria e del mondo del credito, delle cui istanze si è fatto portavoce il segretario di Forza Italia. Basso profilo di Fratelli d’Italia

“Ho qualche perplessità sulla retroattività dell’ultima proposta del ministro Giorgetti”. Il vicepremier Antonio Tajani questa volta fa nomi e cognomi, prendendo di mira il meccanismo spalma crediti in 10 anni per le cifre pagate nel 2024 (anche per contratti partiti prima dell’anno in corso) per il quale il Governo ha presentato in Senato, nella tarda serata di venerdì, l’emendamento all’ultimo decreto anti-Superbonus. “Non sono stato consultato” ha ammonito Tajani; “Faccio gli interessi degli italiani”, la replica di Giorgetti. Un botta e risposta molto teso, complice anche la campagna elettorale, che ovviamente ha trovato spazio sui giornali odierni. Dove però, a parte il ruolo del senatore Salvitti in qualità di relatore del provvedimento, si fa fatica a capire cosa pensano davvero della misura dalle parti di Fratelli d’Italia e di Palazzo Chigi, a meno di un mese dal voto per le Europee.

L’AFFONDO DEL SOLE24ORE E L’IMBARAZZO DEL GIORNALE DEGLI ANGELUCCI

“Arriva lo spalma crediti, la beffa della retroattività per imprese e privati” titola in apertura il Sole24Ore, il quotidiano di Confindustria che già ieri aveva iniziato a dare risalto a tutte le preoccupazioni delle imprese sull’intervento voluto dal Mef di Giorgetti. “Scontro tra Giorgetti e Tajani” titolano il Corriere della Sera e Libero quotidiano. Il Giornale, stretto tra Angelucci e la famiglia Berlusconi, si concede un titolo più ‘elettrico’: “Scintille Tajani-Giorgetti”.

L’ALLARME DI CONFINDUSTRIA E DELLE BANCHE

Tra coloro che si sono fatti portavoce del malcontento del mondo imprenditoriale troviamo, sulle colonne del Sole24Ore, Maurizio Marchesini, vice presidente di Confindustria per le Filiere e le Medie imprese e vice presidente in pectore per le Relazioni industriali: «Comprendiamo la difficoltà del governo – ha detto Marchesini in un’intervista – a gestire impegni gravosi, presi da altri, che stanno dimostrando di avere effetti imponenti sul bilancio dello Stato. Ma non possiamo accettare la retroattività, che crea sfiducia e mina la certezza del diritto».

«L’impatto – ha aggiunto – di fatto coinvolgerebbe tutto il sistema imprenditoriale, perché la filiera è molto ampia e va dai materiali agli infissi ai macchinari. Si verificherebbe un contagio a catena, dalle dimensioni enormi, su tutte le articolazioni dell’immobiliare».

Sulla stessa linea Gianfranco Torriero, vice direttore generale vicario dell’Abi: «Cambiare le regole sul recupero del credito di imposta mina la fiducia di imprese, cittadini e investitori». Ma forti preoccupazioni sono state espresse anche da Assolombarda, Federcostruzioni, Confedercontribuenti, dalle associazioni che fanno riferimento a Confcommercio.

TAJANI: “FORZA ITALIA ASCOLTA LE IMPRESE E LE BANCHE”

Tajani ha colto quindi al balzo la palla dell’allarme lanciato dal mondo delle imprese, delle costruzioni e del credito. “Come Forza Italia vogliamo ascoltare le imprese e le banche per capire se ci sono dei danni e se in Parlamento bisogna intervenire con proposte, fermo restando l’intervento per frenare il bonus, intervento indispensabile. Forse 10 anni sono troppi”.

L’EMENDAMENTO DEL GOVERNO

Ma cosa prevede l’emendamento del Governo al decreto anti-Superbonus?

Il testo, in sei pagine, contiene anche la norma che prevede per le spese legate al superbonus sostenute nell’anno 2024 la ripartizione della detrazione “in dieci quote annuali di pari importo”.

Sono previste anche norme specifiche per le banche, a partire dal 2025.

  • Per le banche dal 2025 non è più possibile compensare i crediti del superbonus con debiti previdenziali. La norma, che vale anche per gli studi finanziari, non tocca invece le persone fisiche.
  • Per quanto riguarda la rateizzazione dei crediti delle banche e delle società appartenenti ai gruppi bancari o assicurativi è prevista, a partire dall’anno 2025, la ripartizione in 6 rate annuali di pari importo: le rate dei crediti risultanti dalla nuova ripartizione non possono essere cedute ad altri soggetti, oppure ulteriormente ripartite. Le nuove norme non si applicano ai soggetti che abbiano acquistato le rate dei predetti crediti a un corrispettivo pari o superiore al 75% dell’importo delle corrispondenti detrazioni. In pratica, la norma non penalizza gli istituti finanziari che hanno acquistato i crediti senza un eccessivo sconto.
  • Negli altri articoli dell’emendamento prevedono un fondo da 35 milioni per il 2025 per gli interventi di riqualificazione nelle aree interessate da piccoli interventi sismici e finanziamenti per 100 milioni per il 2025 la riqualificazione energetica e strutturale realizzata dagli enti del terzo settore, dalle onlus, dalle organizzazioni di volontariato e dalle associazioni di promozione sociale.

Intanto è stato fissato alle ore 18 di lunedì 13 maggio il termine per i subemendamenti, mentre la Commissione tornerà a riunirsi martedì alle 9,30.

Leggi anche: Perché il Quirinale stoppa il Dl Agricoltura?

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER
Back To Top