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Comitato Editoriale Domani

Chi c’è nel comitato editoriale della Fondazione Domani

Annunciata ieri la composizione del Comitato Editoriale che affiancherà la redazione di Domani, il quotidiano diretto da Emiliano Fittipaldi. Ecco chi ne farà parte

Nuovo assetto per Domani. Dopo l’annunciato passo indietro del fondatore Carlo De Benedetti e il passaggio della proprietà alla Fondazione Editoriale Domani, la testata si dota di un Comitato Editoriale.

Guidato da Antonio Campo Dall’Orto, il comitato vede il coinvolgimento di sette professionisti provenienti da diversi settori. L’obiettivo è duplice: affiancare la redazione di Emiliano Fittipaldi nella lettura dei cambiamenti della società contemporanea e blindare l’autonomia editoriale del quotidiano.

CHI C’È NEL COMITATO EDITORIALE DI DOMANI

Del Comitato faranno parte, oltre agli stessi Dall’Orto e Fittipaldi, sette figure competenti su vari settori, dall’economia alla scienza, fino ai linguaggi digitali. Tra questi Salvatore Bragantini, economista ed ex commissario Consob, il cui contributo è orientato all’analisi dei mercati e della regolamentazione finanziaria. L’area della comunicazione e delle dinamiche sociali è coperta da Vera Gheno, sociolinguista nota per i suoi studi sulle trasformazioni del linguaggio nell’ambiente digitale e sulle questioni di genere, e da Nicola Lagioia, scrittore ed ex direttore del Salone Internazionale del Libro di Torino, impegnato nella dimensione narrativa e culturale del progetto.

Per l’innovazione tecnologica, c’è Debora Nozza, docente alla Bocconi ed esperta degli impatti etici dell’intelligenza artificiale, mentre la riflessione storica e democratica è l’ambito di competenza di Michela Ponzani, docente presso l’Università di Roma Tor Vergata. Completano il quadro Marino Sinibaldi, giornalista e saggista già direttore di Rai Radio3, e Antonella Viola, immunologa dell’Università di Padova e voce autorevole nel campo della salute e della bioetica.

QUAL È IL RUOLO DEL COMITATO EDITORIALE

Nella nota che annuncia la costituzione del Comitato, si legge che l’organismo sarà “un luogo stabile di confronto culturale e di indirizzo strategico, con funzioni consultive. Contribuisce a monitorare le trasformazioni dell’informazione e il loro impatto sullo spazio pubblico, a suggerire priorità tematiche di medio-lungo periodo e a rafforzare gli indirizzi valoriali della Fondazione, nel rispetto dell’autonomia della direzione e della redazione”.

Le funzioni operative rimarranno dunque in carico alla redazione, mentre il Comitato “contribuirà a rafforzarne la missione culturale, ad arricchire la capacità di lettura del contesto e ad accompagnare nel lungo periodo l’impegno sul giornalismo di qualità”.

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