Ieri sera al Teatro Parenti di Milano il debutto di Europeisti.eu, a nuova piattaforma politica e civica nata per superare il bipopulismo. Ecco chi c’è dietro il nuovo progetto
Un’alternativa netta alle derive anti-europee e un punto di raccolta per la cosiddetta “maggioranza silenziosa” dei cittadini italiani. Si presentava ieri sera, sul palco del Teatro Franco Parenti, il nuovo movimento Europeisti.eu, (l’ennesima) piattaforma civica e politica nata in seno all’area di centrosinistra – quella scontenta degli esiti schleiniani del Pd. Stavolta l’accento, più che sul riformismo, cade sull’anima europeista, con l’obiettivo dichiarato di contrastare l’influenza degli estremismi e di costruire un fronte atlantista e liberale in vista delle sfide future.
CHI C’È DIETRO EUROPEISTI.EU
L’ideazione e la promozione del movimento fanno capo a tre figure della galassia riformista e giornalistica: Piercamillo Falasca, ex +Europa, oggi direttore della testata L‘Europeista; Daniele Nahum, il consigliere comunale a Milano che l’anno scorso ruppe col Pd in polemica con l’utilizzo del termine “genocidio”; infine Sergio Scalpelli, coordinatore de Il Riformista Milano, “agitatore” storico del riformismo meneghino, tra i fondatori del Foglio e assessore ai tempi della sindacaura di Gabriele Albertini.
Accanto a loro, l’evento segna la prima uscita pubblica di quella che potrebbe diventare una delle frontwoman del movimento, la vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno, fresca d’addio polemico al Partito Democratico e che a Strasburgo ha già lasciato i Socialisti e Democratici per aderire ai liberali di Renew Europe, muovendosi in una direzione simile a quella del partito francese Place Publique.
CHI CI SARÀ ALL’EVENTO
L’apertura della manifestazione milanese, intitolata “Se tu sei europeista”, era affidata all’ex premier Mario Monti, uno dei possibili papabili in quota centro per la corsa al Quirinale. Sul palco è intervenuto anche l’economista Carlo Cottarelli, mentre tra i leader politici nazionali non poteva mancare Carlo Calenda, segretario di Azione, attivissimo nel progetto di costruire un’alternativa al sistema bipolare. Il fronte dei partiti e dei movimenti era rappresentato inoltre da Matteo Hallissey, ambizioso alfiere di Radicali italiani e Più Europa – talvolta in rotta con la segreteria -, da Giuseppe De Mita, esponente di Base popolare, e dal deputato Luigi Marattin, leader del Partito liberaldemocratico.
Tra gli altri interventi, quello di Gianni Vernetti, già sottosegretario agli Esteri, di Igor Boni, portavoce di Europa radicale, di Giuseppe Benedetto, presidente della Fondazione Einaudi, della politologa Sofia Ventura e di Rayhane Tabrizi, leader dei dissidenti iraniani democratico-repubblicani. Presenti inoltre l’assessora allo sport del Comune di Milano Martina Riva e Jonathan Targetti, già candidato sindaco del Terzo polo alle recenti elezioni di Prato. All’iniziativa hanno preso parte anche Elena Bonetti, Elisabetta Gualmini, Andrea Marcucci, Filippo Rossi e Aldo Torchiaro.
COSA DICE IL MANIFESTO DI EUROPEISTI.EU
Il nucleo programmatico del nuovo soggetto politico è racchiuso in un decalogo di principi concreti volto a strutturare le aspirazioni europeiste. Il primo punto afferma la necessità di una sovranità europea forte in materia di difesa, energia, tecnologia e finanza, considerata l’unica alternativa alla sudditanza storica. Strettamente legato a questo è il tema della sicurezza, che prevede la costituzione di un esercito europeo e di una politica estera unificata, partendo dal presupposto che la pace si garantisca con la deterrenza reale. Di conseguenza, il pieno sostegno all’Ucraina viene considerato non negoziabile per la sicurezza stessa del continente.
Sul piano dell’innovazione, il manifesto richiede l’autonomia tecnologica europea nella gestione di intelligenza artificiale, cloud e dati. Per quanto riguarda l’economia e lo sviluppo, si propone una drastica semplificazione burocratica, il raggiungimento dell’indipendenza energetica tramite la produzione interna e la diversificazione, e misure volte alla crescita dimensionale delle aziende combinate con una riduzione della pressione fiscale per favorire l’innalzamento dei salari. Il documento affronta infine i temi sociali e civili, auspicando una gestione migratoria che coniughi il controllo dei confini a canali legali di integrazione, lo sviluppo di politiche serie per la natalità a contrasto della crisi demografica, e la ferma tutela della laicità dello Stato e della società aperta contro ogni forma di antisemitismo e islamismo radicale.


