L’assemblea dei forzisti di ieri sera ha sancito definitivamente l’avvicendamento tra Paolo Barelli ed Enrico Costa alla guida del gruppo degli azzurri alla Camera. Si lavora al riassetto
Toccherà a Enrico Costa guidare il gruppo di Forza Italia alla Camera. Il passaggio di consegne con Barelli, destinato altrove, è stato ratificato durante l’assemblea degli azzurri di ieri sera a Montecitorio.
Antonio Tajani limita i danni e ottiene dai Berlusconi quantomeno non ostile. Ma il curriculum dell’ex ministro Costa – cresciuto in Forza Italia, al governo con Renzi e Gentiloni e con un passato recente in Azione – tornerà utile nel dialogo con le altre forze di centro.
CHI È ENRICO COSTA
Cuneese del’69, Costa è avvocato cassazionista e giornalista pubblicista, oltre ad avere militato in vari partiti di centro e centrodestra. Figlio d’arte — il padre Raffaele è stato storico esponente liberale e più volte ministro — ha mosso i primi passi nelle istituzioni locali in Piemonte, diventando consigliere regionale e poi vicepresidente del Consiglio regionale in quota Forza Italia.
Eletto per la prima volta alla Camera nel 2006, sempre con gli azzurri, viene assegnato alla Commissione Giustizia, dove si attiva a difesa delle battaglie garantiste. Rieletto per la legislatura successiva col Popolo delle Libertà, sarà relatore del “Lodo Alfano”, promotore degli emendamenti sul diritto all’oblio per gli assolti e del “bavaglio” sulle ordinanze di custodia cautelare.
GLI ANNI AL GOVERNO CON RENZI E GENTILONI
Nel 2013 confluisce nel Nuovo Centrodestra di Angelino Alfano. Rieletto, diventa capogruppo di NCD a Montecitorio.
Nel 2014 arriva la nomina come numero due del Guardasigilli Andrea Orlando nel governo Renzi e due anni più tardi anche la titolarità del dicastero per gli Affari Regionali e le Autonomie con deleghe alle politiche per la famiglia, incarico poi confermato da Paolo Gentiloni nel 2016. Il suo percorso nell’esecutivo di centro-sinistra si interrompe nel luglio 2017, quando rassegna le dimissioni per divergenze politiche, scegliendo di tornare nell’alveo del centrodestra.
DAL CENTRO-DESTRA AD AZIONE, POI IL RIENTRO A FORZA ITALIA
Dopo una parentesi con la formazione “Noi con l’Italia” e un fugace rientro in Forza Italia nel 2018, nel 2020 aderisce ad Azione. Di Calenda diventa vicesegretario e presidente del gruppo alla Camera.
Il ritorno definitivo tra le file azzurre avviene nel settembre 2024. In disaccordo con la linea di Carlo Calenda, troppo vicino al campo largo decide di tornare “a casa”.
LA SCELTA DI COMPROMESSO
Ieri Barelli ha rivendicato il proprio ruolo nell’operazione di ritorno di Costa in Forza Italia, ricordando anche di essere stato suo sponsor per la nomina a vicepresidente della Commissione Giustizia in questa legislatura.
Non si tratta però di una figura dell’area Tajani: Costa raccoglie i frutti del lavoro svolto durante la campagna per il sì al referendum e strappa la guida del gruppo a Montecitorio perché figura di compromesso. Per Tajani – che doveva sventare un commissariamento palese con la nomina di Deborah Bergamini – e per i Berlusconi, i quali piazzano una pedina utile nel caso in cui si aprano spazi al centro e ci sia da dialogare col centrosinistra.


