Italia

Chi è Fabrizia Lapecorella, la dg delle Finanze che studia la riforma fiscale

riforma fiscale

In questi giorni al lavoro sulla riforma fiscale ma la dg, da quasi 12 anni a capo delle Finanze a Via XX Settembre, studia da tempo come far pagare meno tasse agli italiani

Una lady esperta di tasse chiamata a trovare la soluzione ad un’annosa questione: come tagliare l’Irpef, l’imposta sulle persone fisiche incubo dei nostri connazionali. C’è Fabrizia Lapecorella, direttore generale delle Finanze, dietro la riforma fiscale che si sta preparando a Via XX Settembre. Un’operazione che sta tanto a cuore anche al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ma che non è certo semplice da realizzare visti i problemi di finanza pubblica e la complessità del sistema attuale. Al Mef — come informa il Corriere della Sera — i lavori sulla riforma fiscale vanno avanti senza sosta con la regia proprio della dg che “di scenari e simulazioni ne ha presentate decine ai sette ministri con cui ha lavorato, da Tremonti a Gualtieri, passando per Monti, Grlli, Saccomanni, Padoan e Tria”. Non è un caso che Gualtieri, dopo essersi insediato alla guida del dicastero, l’abbia fatta confermare lo scorso ottobre dal Consiglio dei ministri insieme ad Alessandro Rivera (direttore generale del Mef) e Biagio Mazzotta (ragioniere generale dello Stato).

DA BARI A VIA XX SETTEMBRE PASSANDO PER NEW YORK

Barese, casse 1963, Lapecorella è direttore generale delle Finanze dal 24 giugno 2008. Laureata all’ateneo di Bari in Economia e commercio ha ottenuto il titolo di Doctor of Philosophy in economics all’università di New York nel 1997. Dal gennaio 2004 è professore ordinario di scienza delle Finanze e dal 2001 al 2007 ha ricoperto diversi incarichi al ministero dell’Economia e delle Finanze. Nel 2002 è stata nominata esperto Secit (Servizio Consultivo ed Ispettivo Tributario del Ministero dell’Economia e delle Finanze) e in tale ruolo ha lavorato all’Ufficio Relazioni Internazionali del Gabinetto del Ministro e in seguito all’Ufficio Relazioni Internazionali del Dipartimento per le Politiche Fiscali. Dal gennaio 2006 all’ottobre 2007 è stata direttore del Secit e dal 1 gennaio 2008 al 14 giugno 2008 è direttore generale dell’Osservatorio dei contratti pubblici – Analisi e studio dei mercati presso l’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori servizi e forniture. Lapecorella è membro del Bureau del Committee of Fiscal Affairs (CFA) dell’Ocse da gennaio 2012.

Inoltre ha svolto attività di ricerca in materia di analisi economica della tassazione, finanza pubblica, economia pubblica e teoria dei contratti e ha tenuto corsi negli atenei di Roma, Bari, York, Belgrano – Buenos Aires e alla Scuola Superiore dell’Economia e delle Finanze.

QUELLA “MANINA” CHE FECE INFURIARE DI MAIO

Secondo il Fatto quotidiano è stata proprio Lapecorella, a ottobre 2018, a modificare il testo del decreto fiscale, collegato alla manovra, inserendo le norme sul condono e sullo scudo fiscale prima di inviare il testo al Quirinale per la firma del presidente della Repubblica. La “manina” scatenò le ire dell’allora ministro del Lavoro e numero due di Palazzo Chigi, Luigi Di Maio. Il leader pentastellato, peraltro, non ha mai avuto parole dolci per i dirigenti del Mef. “Ci fidiamo di Tria — disse a settembre 2018 — ma tutti i cittadini sanno che nel ministero dell’Economia ci sono persone messe da quelli di prima e che ci remano contro” dimenticando che per diventare dirigenti ministeriali occorre superare un concorso pubblico anche se i capi dei quattro dipartimenti del Mef vengono poi scelti dal ministro dell’Economia e approvati dal Cdm e dal capo dello Stato.

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