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Perché ai rave non c’è mai un Pos? Ecco chi è Giovanni Berrino

Dl Rave

Ieri, durante la discussione in Senato sul Dl Rave, l’esponente di Fratelli d’Italia ha chiesto “Come mai voi che siete ossessionati dal Pos non vi siete chiesti perché migliaia di persone ai rave ballano, bevono, si drogano senza poter utilizzare un metodo di pagamento elettronico?”

Dichiarazioni a dir poco provocatorie. Le parole sono diventate subito virali, l’autore anche e le polemiche non hanno tardato a partire sui social.  Stiamo parlando di quanto successo ieri a Palazzo Madama, sede del Senato. In discussione c’era il cosiddetto decreto legge sui rave parties, già al centro del dibattito nelle scorse settimane dopo lo sgombero di un festival a Modena, a pochi giorni dall’entrata in carica del governo Meloni. Il protagonista è Giovanni Berrino, esponente di Fratelli d’Italia.

IL DL RAVE IN AULA, IL CASO BERRINO

“Siamo stati accusati dall’opposizione di voler approvare un decreto ad hoc contro i così detti rave, come se il nostro governo, in piena crisi energetica e con la guerra alle porte dell’Europa, non avesse cose più urgenti a cui pensare. La nostra volontà era, ed è, non permettere che in Italia esistano zone franche dove la legalità è sospesa”, ha detto Berrino.

Aggiungendo che l’obiettivo del dl Rave è anche quello di “tutelare quelle migliaia di imprenditori che per organizzare un evento devono ovviare ad una serie infinita di doveri e norme, quando chi organizza rave non deve badare alla minima regola di sicurezza, igienica e fiscale”.

Su quest’ultimo tema sono allora arrivate le parole che hanno acceso la scintilla. “Come mai voi che siete ossessionati dal Pos non vi siete chiesti perché migliaia di persone ai rave ballano, bevono, si drogano senza poter utilizzare un metodo di pagamento elettronico?”, ha chiesto Berrino.

COSA DICE IL DL RAVE

Il decreto sui raduni di musica spesso oggetto di disordini pubblici era arrivato già a novembre, introducendo una nuova fattispecie di reato. L’articolo è il 434 bis del Codice penale, primo comma. Secondo la prima versione, chi occupa abusivamente terreni e edifici privati e pubblici per aggregarsi con più di cinquanta persone incorre nella pena con un decorso da tre a sei anni e diecimila euro di sanzione amministrativa.

Ad essere oggetto di polemiche, più che altro, era stata l’ambiguità del testo poiché rischiava di includere una diversità troppo ampia di situazioni di riunione. A fine novembre, allora, è arrivato un emendamento secondo il quale l’articolo di riferimento nel CP era il 633 bis, ma soprattutto il reato restava e resta per “chiunque organizza e promuove l’invasione arbitraria di terreni o edifici altrui, pubblici e privati, al fine di realizzare un raduno musicale o avente altro scopo di intrattenimento” nelle situazioni in cui “dall’invasione deriva un concreto pericolo”in termini di salute e incolumità pubblica.  Una specifica utile, quantomeno, a escludere il caso delle manifestazioni di piazza, studentesche o altre di questo tipo.

CHI E’ GIOVANNI BERRINO

Ma chi è Giovanni Berrino? Politico di lunga data della destra italiana, Berrino si laurea in giurisprudenza, diventa avvocato e milita in Alleanza Nazionale prima e in Fratelli d’Italia poi. Dal 1995 ricopre ruoli da assessore, vicesindaco e consigliere a Sanremo. Sempre in Liguria, terra natia, diventa Consigliere regionale nel 2015 e viene riconfermato cinque anni dopo. In Regione, lavora come assessore al turismo, al lavoro e ai trasporti.

Oggi è senatore di Fratelli d’Italia grazie ai 5.441 voti (diretti) ottenuti nel collegio uninominale di Imperia-Savona, dove la coalizione vince per 154.651 preferenze totali contro le 104 mila andate alla rivale Sandra Zampa.

 

 

 

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