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Chi è Mattia Santori, la sardina del PD: “Sogno lo stadio del frisbee a Bologna”

Chi è Mattia Santori

“Bologna non si Lega” è stato il titolo del flash mob che ha visto debuttare, nel novembre 2019, le Sardine nel capoluogo emiliano. In occasione delle amministrative il partito di Enrico Letta si lega però a Mattia Santori… ma chi è?

Coi 5 Stelle della prima ora le Sardine condividono l’entusiasmo da liceali, quella voglia adolescenziale di cambiare il sistema priva di confini e progettualità, la convinzione che la politica non vada oltre le occupazioni scolastiche e le sfilate in piazza, ma, soprattutto, l’involontario senso per il ridicolo, che spesso tramuta i militanti in grottesche caricature di loro stessi, senza bisogno dell’intermediazione del Crozza di turno.

Ma, a quanto pare, il PD di Enrico Letta non si accontenta dell’alleanza con Movimento 5 Stelle: vuole fagocitare pure la loro copia sbiadita e perfino più caracollante: quelle Sardine che, in pieno lockdown, quando ancora non si poteva uscire di casa e cambiare Regione, partirono da Bologna per occupare col sacco a pelo la sede romana di via del Nazareno.

E così, lo stesso partito che anni respinse la richiesta di iscrizione di Beppe Grillo (che, in risposta, fondò il suo movimento, seguendo il consiglio di Piero Fassino), mentre in tempi assai più recenti, a Roma, ha chiuso le porte in faccia all’ex ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, a Bologna candida tra le proprie file Mattia Santori, sardina numero 1. Proprio Calenda fa notare l’incongruenza delle scelte lettiane e subito scatta l’immancabile querelle via social che il candidato sindaco capitolino, visti i precedenti e il modo in cui presidia i propri profili Facebook, Instagram e Twitter (non sappiamo se stia pure su TikTok), non mancherà di alimentare.

CHI È MATTIA SANTORI E QUAL È IL SUO PROGRAMMA

Nell’attesa di conoscerne gli sviluppi, possiamo dilettarci col programma politico di Mattia Santori per la sua città: “sogno il primo stadio del frisbee a Bologna”, ci avvisa. E se forse, di tutte le infrastrutture, lo stadio del frisbee non sembra la più urgente, occorre relativizzare e ricordarsi che Mattia Santori insegna proprio frisbee…

Lo riporta infatti la sua biografia pubblicata esattamente un anno fa dalle Sardine, probabilmente stufe di sentirsi chiedere: ma chi è Mattia Santori? “Spento il computer – leggiamo -, si infila una tuta e vola in palestra per dedicarsi al gioco, valorizzandolo come strumento educativo: insegnante di atletica, frisbee, basket”. Un proposito, quello dello stadio per frisbee, che puzza già di conflitto di interessi, potremmo celiare. Ma lasciamo che a parlare sia anzitutto la bio di questo 34enne emiliano con la faccia da bravo ragazzo, la zazzera ribelle perennemente scarmigliata, gli occhi pieni di sogni che fanno il paio con un sorriso a 32 denti da boy scout mai cresciuto. Un vero fratellino di Alessandro Di Battista anche per i modi irruenti, soprattutto con la stampa e le uscite incongrue (non ultima, a Ballarò, da Floris, la gaffe: «A Napoli non mettono il casco, la cultura è più forte della legge» … e meno male che si contrapponevano alla Lega).

Come l’originale, Di Battista, non sta mai fermo e viaggia per tutto il mondo portando sollievo a chi sta peggio, così Santori ha “una vita vagabonda, caratterizzata non solo da lunghi viaggi in bici con gli amici, ma anche da vere e proprie “emigrazioni” in altri Paesi”. Insomma, pedala sotto casa e poi d’estate si concede la gitarella fuori porta. Un vero umanitario.  Ben “sette mesi in Francia per studio” dove ha analizzato “il welfare francese”, altrettanti in Grecia “per amore”, dove però lo colpisce pure “la solidarietà greca negli anni della crisi”, mentre in Venezuela scopre perfino “il lato oscuro del regime venezuelano di Chávez”.

Del resto, come sia strutturato il welfare nella vicina Francia, o che in Grecia ci sia stata una terribile crisi economica e in Venezuela la dittatura, sono ovviamente cose che non possono essere imparate aprendo Wikipedia, ma che richiedono approfondite analisi sul campo…


“Tornato nella sua Bologna – prosegue la sua biografia ufficiale -, continua a viaggiare, questa volta con la mente”. E il suo programma per le amministrative pare proprio un parto di quei viaggi a occhi aperti: “è arrivato – ha scritto sulla sua pagina Facebook – il momento di presidiare la politica anche dentro alle istituzioni. Perché c’è un tempo per arginare, un tempo per sorvegliare e un tempo per costruire  Perché non sopporto di vivere in un Comune in cui le auto parcheggiate occupano 1.680.000 metri quadri. Perché il bilancio partecipativo va riformato. Perché ho una proposta per migliorare le case di quartiere. Perché voglio raccontarvi il mio progetto sui giardini di comunità. Perché a Bologna ci sono troppe persone in difficoltà e pochi giovani che sanno quanto è bello prendersi cura della comunità. Perché ancora troppa gente non ha capito che non si tratta di me, di voi o di loro. Ma di noi”.

Ma ancora non abbiamo risposto alla domanda: chi è Mattia Santori? E allora si torna alla sua biografia con le informazioni anagrafiche di rito. “Nato il 10 Luglio 1987, a Bologna, ha da sempre vissuto nel quartiere Saragozza, a due passi dallo stadio”. Non di frisbee. “A 14 anni decide di “fare di testa sua” e, contro i consigli delle insegnanti che lo volevano al liceo scientifico, sceglie l’istituto alberghiero di Castel San Pietro”. “Passati cinque anni”, però, “si rende conto” che avevano ragione i suoi insegnanti perché “manca la passione per la cucina, ma, nel frattempo, si è accesa quella per lo studio. Prima una Laurea triennale in Scienze Politiche, poi una magistrale in “Economia e Diritto” conclusa ottenendo il massimo dei voti e con una tesi sulla Tav”. Poteva del resto mancare la famigerata tratta ad alta velocità nel cursus honorum di un grillino arrivato troppo tardi per farsi eleggere con un pugno di voti in Parlamento tra le file dei pentastellati? “Ora [svolge] un lavoro da ricercatore energetico che si aggiunge alle sue due vere passioni: i bambini e lo sport”. Chiarito, insomma, chi è Mattia Santori, resterebbe da comprendere perché il PD lo abbia candidato, ma è una domanda troppo difficile per noi che giriamo direttamente a Enrico Letta.

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