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Chi è Roberto De Santis, il braccio destro di D’Alema finito agli arresti domiciliari

Roberto De Santis Twiga

Arresti domiciliari per Roberto De Santis, imprenditore pugliese, braccio destro di D’Alema

Nell’indagine sulla corruzione ad Otranto, che ha portato all’arresto di Pierpaolo Cariddi, è finito in manette Roberto De Santis, il braccio destro di Massimo D’Alema.

De Santis, si legge nel capo di accusa “assicurava, grazie ai suoi contatti in contesti romani, la sua candidatura a senatore nel collegio di Lecce a Luciano Cariddi”. Andiamo per gradi.

L’indagine

L’indagine dei Carabinieri per presunta corruzione, ad Otranto, è scattata nei mesi scorsi e successivamente si è intrecciata con un’altra indagine, condotta dalla Guardia di finanza, chiamata ‘Re Artù’. Oggi, lunedì 12 settembre, Carabinieri e Guardia di finanza hanno notificato 10 provvedimenti restrittivi a carico di politici e imprenditori. Le misure cautelari sono state firmate dal Giudice per le indagini preliminari, Cinzia Vergine, su richiesta del procuratore aggiunto, Valeria Elsa Mignone.

Chi è stato arrestato

Dieci in tutto gli arrestati. In manette sono finiti il sindaco di Otranto, Pierpaolo Cariddi, e suo fratello Luciano. Agli arresti domiciliari, invece, sono: Roberto De Santis, 64 anni, imprenditore; Emanuele Maria Maggiulli, 56 anni, ex responsabile dell’Ufficio tecnico del Comune di Otranto; Roberto Aloisio, 50 anni, istruttore tecnico comunale; Giuseppe Tondo, 69 anni, ex responsabile dell’ufficio paesaggistico; Marco Maggio, 40 anni, progettista ritenuto prestanome di Luciano Cariddi; Salvatore Giannetta, 63 anni, imprenditore; Raffaele ‘Mimmo’ De Santis, 76 anni, presidente di Federalberghi Lecce; Luigi Bleve, 61 anni, imprenditore.

Le accuse

L’accusa è di associazione per delinquere finalizzata al compimento di plurimi delitti contro la pubblica amministrazione, l’amministrazione della giustizia, di corruzione elettorale, frode in processo penale, depistaggio, turbata libertà degli incanti e truffa ai danni dello Stato e dell’Ue. In particolare, l’ordinanza cita: “un consolidato sistema associativo di natura corruttiva politico-imprenditoriale, che da tempo avrebbe pervaso una determinata amministrazione comunale, coinvolgendone amministratori e funzionari ‘troppo vicini’ ad alcuni imprenditori con interessi economici in quel centro, coltivati attraverso artefatte aggiudicazioni di appalti e rilasci di concessioni comunali offrendo utilità di diversa natura, fino ad assicurare un bacino di voti per il sostegno elettorale ricevuto da alcuni degli indagati, oltre che vantaggi economico-patrimoniali per i restanti”.

Le accuse a Roberto De Santis

In particolare, secondo i capi di accusa: “Roberto De Santis assicurava, grazie ai suoi contatti in contesti romani, la sua candidatura a senatore nel collegio di Lecce a Luciano Cariddi“, riporta il capo di imputazione, per le elezioni Politiche del 4 marzo 2018.

A testimonianza di tutto questo ci sono delle intercettazioni. “E’ fatta, è fatta. Mi ha chiamato Lorenzo…comunque è chiusa, Lecce è chiusa”, avrebbe detto De Santis in una telefonata a Luciano Cariddi. “E’ chiusa Lecce, sì va bene? Ti piace?”, risponde Cariddi. E Roberto De Santis: “Va bene, va bene…cerchiamo di….fare, una cosa e l’altra, no? Dobbiamo essere bravi, con equilibrio”.

La candidatura, nelle file dell’Udc, sarebbe stata promessa in cambio di un aiuto illecito per ottenere le autorizzazioni necessarie ad aprire il Twiga di Otranto.

Chi è Roberto De Santis

Roberto De Santis, 64 anni, di Martano, è un imprenditore pugliese, braccio destro di Massimo D’Alema, con cui dividerebbe anche la proprietà di una barca “Ikarus”. Anche il figlio di De Santis, Luigi è amico stretto del figlio di D’Alema, Francesco.

De Santis è proprietario di alcuni dei più bei resort del Salento. Negli anni è stato coinvolto, uscendone sempre a testa alta, in moltissime inchieste giudiziarie. Il suo nome compariva, per esempio, tra i partner di Gianpaolo Tarantini, quando (2007-2009) l’ex re degli appalti sanitari pugliesi venne coinvolto nelle indagini sulle escort di Berlusconi. È stato coinvolto anche nell’inchiesta del “sistema Sesto”, che ipotizzava illeciti finanziamenti al Pd o meglio alla fondazione “Fare Metropoli” di Filippo Penati. Contro De Santis, sempre in passato, è arrivata l’accusa di di traffico illecito di influenze, in occasione della fornitura di mascherine alla Regione Lazio.

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