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Bossi agita la Lega (e torna il tema dell’autonomia)

Bossi

Bossi scuote il futuro della Lega e annuncia di voler puntare alla costituzione dei Comitati del nord per rilanciare il tema dell’autonomia

L’annuncio di Umberto Bossi di puntare alla costituzione dei Comitati del nord per rilanciare il tema dell’autonomia agita la Lega. L’autonomia sarà realizzata in questa legislatura e la Lega sarà “protagonista di questa pacifica rivoluzione”, è la reazione, con l’auspicio, dietro le righe, che il ministero delle Riforme e degli Affari regionali venga assegnato proprio ad un esponente del Carroccio. Solo che in ballo per quel dicastero c’è anche Fratelli d’Italia, che punta al presidenzialismo. Per il momento l’exit strategy sembra quella di dare il via libera alla formazione delle correnti nel partito; Bossi per ora ha fatto capire di aver pensato a questa iniziativa all’interno della Lega ma il timore tra i big del Carroccio è che il Senatur possa essere manovrato e strumentalizzato e che la mossa sia solo la prima pietra di una spaccatura per ritornare alla Lega delle origini.

Il via libera alle correnti sarebbe comunque una grande novità per la Lega, anche se la stragrande maggioranza dei gruppi parlamentari, come si è notato nell’assemblea convocata la settimana scorsa a Roma, risponde a Matteo Salvini. Ma l’ok al correntismo permetterebbe di dare rappresentanza alla minoranza, di aprire una discussione su come rilanciare il partito per frenare il malessere che sta aumentando nei territori, a partire dalla Lombardia e dal Veneto. Proprio in Lombardia si gioca la partita più delicata per la Lega: Attilio Fontana ha preso tempo riguardo alle deleghe del vicepresidente e assessore al Welfare della Regione; il candidato per le elezioni dell’anno prossimo resta il governatore ma c’è chi non esclude che alla fine si possa virare su Giancarlo Giorgetti qualora Letizia Moratti restasse in campo. I fari comunque adesso sono puntati sulla formazione del nuovo Governo e sulla prossima agenda del dopo-Draghi.

Domani ci sarà un Consiglio federale proprio “per scegliere i nomi più adatti” e la spinta è quella di aprire al nuovo corso, a chi è stato al fianco di Salvini alle Politiche, dando un segnale di discontinuità con il passato e con l’esecutivo di Mario Draghi. La Lega punta su Interni, Agricoltura, Riforme e Affari regionali e Infrastrutture: secondo i leghisti, infatti, la casella del Viminale sarebbe ancora aperta. In ballo c’è il ruolo di Matteo Salvini nel Governo, con un confronto interno al centrodestra che è destinato ad accentuarsi nei prossimi giorni. Si attendono le mosse di Giorgia Meloni, ma la consapevolezza è che non si possano certo fare le barricate, anche per dare un segnale agli elettori e a chi è sempre più colpito dalla crisi economica.

Estratto da un report di Nomos

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