Il Consiglio Generale di Confindustria ha approvato all’unanimità il nuovo assetto statutario e la composizione dei vicepresidenti. Cosa cambia e tutti i nomi nella squadra di Orsini
Come riportano Milano Finanza e Corriere della Sera, il presidente di Confindustria Emanuele Orsini ha ottenuto ieri il consenso unanime del Consiglio Generale sul programma e sulla governance al giro di boa del proprio mandato.
La riforma, frutto del lavoro di una commissione dedicata, ha trovato la convergenza anche di figure inizialmente dubbiose come Luigi Abete, consolidando la leadership di Emanuele Orsini per i prossimi due anni di presidenza.
CHI SONO I VICEPRESIDENTI: TUTTI NOMI
La squadra di comando è stata confermata nella sua interezza, portando a venti il numero dei membri del Consiglio di Presidenza per garantire una rappresentanza più capillare delle aree strategiche.
Lucia Aleotti mantiene la responsabilità del Centro Studi, mentre Angelo Camilli si occupa di Credito, Finanza e Fisco. Le deleghe per l’Export e l’Attrazione Investimenti restano a Barbara Cimmino, con Francesco De Santis impegnato su Ricerca e Sviluppo e Maurizio Marchesini alle Relazioni Industriali. Il coordinamento dell’Organizzazione è affidato a Vincenzo Marinese, laddove Natale Mazzucca segue le politiche per il Mezzogiorno e Marco Nocivelli quelle industriali e il Made in Italy. I rapporti con le Confindustrie Ue sono curati da Stefan Pan, mentre la Transizione Ambientale ed Esg è in capo a Lara Ponti.
Il gruppo dei nuovi vicepresidenti, le cui nomine saranno ufficializzate il 21 maggio, include Antonio Gozzi per l’Autonomia Strategica Europea, Leopoldo Destro per Trasporti, Logistica e Turismo, Riccardo Di Stefano per l’Education, Giorgio Marsiaj per l’Aerospazio, Aurelio Regina per l’Energia e Francesco Somma per la Cultura d’Impresa.
Completano l’organismo i membri di diritto Fausto Bianchi per la Piccola Industria, Maria Anghileri per i Giovani Imprenditori e Annalisa Sassi per il Crr e le Politiche di Coesione Territoriale.
COME CAMBIA LO STATUTO DI CONFINDUSTRIA
La nuova carta fondamentale della confederazione introduce modifiche strutturali volte a ridefinire i processi democratici interni e la rappresentanza territoriale. Per quanto riguarda l’iter di elezione del vertice, la soglia di voti assembleari necessaria per presentare un’autocandidatura alla presidenza viene innalzata dal 10% al 15%.
Viene inoltre garantita ai candidati la facoltà di esporre pubblicamente le proprie posizioni attraverso la stampa.
Sul fronte della composizione degli organi, il Consiglio Generale si espande da 100 a 120 membri, integrando ufficialmente tutti i presidenti di Regione. Mentre, sotto il profilo identitario, l’articolo 1 dello Statuto viene riformulato per sancire l’impegno di Confindustria quale attore fondamentale per il progresso dell’intero Paese.
CONSENSO UNANIME SUL PROGRAMMA
Il voto favorevole espresso ieri dal Consiglio Generale segna un punto di svolta per la gestione di Emanuele Orsini, che riesce a compattare l’associazione su una linea di continuità e rinnovamento.
L’approvazione senza voti contrari o astensioni, pratica non comune durante i bilanci di metà mandato che solitamente riflettono le tensioni interne, permette alla presidenza di procedere spedita verso l’attuazione del programma economico e industriale presentato.


