Italia

Come Mattarella continua a smarcarsi dal governo Conte

I Graffi di Damato sulla distanza presa dal presidente della Repubblica Mattarella dal governo Conte

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che non si lascia ormai scappare occasione per farsi sentire, forse più dalle forze politiche, e dal governo in particolare, che dal Paese cui pure si immagina ch’egli invece preferisca rivolgersi per tenersi al di sopra delle parti, ha partecipato a suo modo anche alla festa del lavoro. Lo ha fatto al Quirinale, davanti ai Maestri del Lavoro del Lazio appena insigniti, con cenni allusivamente critici agli euforici annunci grillini e leghisti di una uscita ormai dell’Italia dalla recessione in base ai dati del primo trimestre dell’anno anticipati dalla Banca d’Italia e confermati in misura doppia dall’Istituto Centrale di Statistica: dal +0.1 al +0,2 per cento del prodotto interno lordo.

IL GIUDIZIO DI MATTARELLA SUI DATI ISTAT

Il capo dello Stato, pur concedendo al governo l’attribuzione della “congiuntura debole” e delle “incertezze” a “vari fattori internazionali e a tensioni sulle politiche commerciali”, ha attribuito agli ultimi dati, compresi quelli sull’occupazione, il significato di “qualche segno di ripresa”. E quello dell’occupazione, in particolare, come “un livello che non ci può soddisfare”.

Intervenuto dopo il discorso del vice presidente grillino del Consiglio Luigi Di Maio e ministro del Lavoro, oltre che dello Sviluppo Economico, non ne è sembrato francamente entusiasta, colpito da chissà quale annuncio. Si è limitato a riconoscere all’ospite di avere “illustrato l’impegno del governo”: formula che, volendo, potrebbe anche essere interpretata con una certa ironia, avendo più volte parlato Di Maio, come d’abitudine del resto, in primissima persona: “ho fatto”, “ho detto”….

LE FATICHE DEL VICEPREMIER DI MAIO

Il capo del Movimento delle 5 Stelle, oltre che- ripeto- vice presidente del Consiglio e pluriministro, è in questi giorni anche visibilmente affaticato per il continuo scontro a distanza con l’omologo leghista Matteo Salvini, pure quando gli capita di essergli seduto accanto, come di recente a Tunisi assistendo insieme ad una conferenza stampa di Giuseppe Conte. Gli è appena capitato, ad esempio, davanti a qualche microfono di scambiarlo per il contestato e indagato sottosegretario Armando Siri chiedendone le dimissioni, e parlando di parlamentari del Carroccio smaniosi anch’essi di vederle sfogandosi con lui. Poi naturalmente, accortosi della gaffe da fretta e animosità, il dichiarante ha cercato con i giornalisti di scherzarci sopra, non foss’altro -nuova gaffe- per il presunto sfogo dei leghisti contro il loro “capitano”.

CRESCONO LE TENSIONI NEL GOVERNO CONTE

Nonostante l’opinione dei pochi, o molti che siano, osservatori convinti che le polemiche “h 24” fra i due vice presidenti del Consiglio siano un gioco delle parti, destinato ad esaurirsi con la fine della campagna elettorale per il rinnovo, a fine mese, del Parlamento Europeo e di numerose amministrazioni comunali italiane, salvo magari riprendere già in estate per le elezioni regionali previste o in programma fra l’autunno prossimo e la primavera del 2020; nonostante, dicevo, questa opinione sdrammatizzante, ma pur sempre negativa per l’immagine di un governo, e per il suo stesso funzionamento, i rapporti fra Di Maio e Salvini sembrano obiettivamente e seriamente compromessi. Anche sui muri di qualche strada o piazza italiana, dove i due l’anno scorso furono rappresentati in amorosi sensi.

 

TUTTI I GRAFFI DI DAMATO

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