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Michele Emiliano

Come non rientrare in magistratura: la nuova scialuppa per Emiliano

La Commissione d’inchiesta del Senato chiede al Csm il collocamento fuori ruolo per Michele Emiliano: anche la maggioranza va in soccorso dell’ex pm per sventare il suo ritorno in tribunale.

Dopo oltre due decenni trascorsi tra la guida del Comune di Bari, l’incarico di assessore e la presidenza della Regione Puglia, il fu sostituto procuratore Michele Emiliano sta cercando in tutti i modi di non rientrare in magistratura.

Nel mirino dell’ex governatore ci sono le politiche del 2027, ma fin qui il Consiglio Superiore della Magistratura gli ha sbarrato la strada. L’ultima ipotesi è un incarico da consulente per la Commissione parlamentare d’inchiesta del Senato sulle condizioni di lavoro in Italia.

L’EXIT STRATEGY DI DECARO PER EMILIANO E IL MURO DEL CSM

In principio fu il veto di Antonio Decaro alla sua candidatura in Consiglio. Poi, a regionali vinte, l’ex delfino di Emiliano chiese di poter disporre del suo mentore per impiegarlo come consigliere giuridico per la gestione delle grandi crisi industriali, citando esplicitamente il dossier dell’Ilva. Per tre volte il Csm ha ritenuto incompatibile la concessione di un’ulteriore aspettativa per un contratto di lavoro autonomo, considerando anche che il magistrato non esercita le funzioni giurisdizionali da ben 23 anni.

LE DESTINAZIONI INDICATE DA EMILIANO

In attesa del verdetto sull’ultima richiesta della Regione Puglia, portata da Decaro in persona alla Terza Commissione del Csm – la delibera è attesa per il 4 maggio -, ieri Emiliano ha indicato le sedi per il suo rientro in servizio: da pm alla Direzione nazionale antimafia o da giudice al tribunale di Benevento.

Caso chiuso? No, perché il collocamento a ogni costo politico dell’ex governatore pare rubare il sonno a tutto l’arco parlamentare, e non soltanto ai suoi compagni di partito.

L’IPOTESI DELLA COMMISSIONE D’INCHIESTA DEL SENATO

Tant’è che, come ricostruisce Ermes Antonucci sul Foglio, proprio ieri, quando scadevano i termini per l’indicazione delle sedi di destinazione, la Commissione parlamentare d’inchiesta del Senato sulle condizioni di lavoro in Italia ha offerto una nuova e inaspettata scialuppa di salvataggio al magistrato in aspettativa voglioso di rilanciarsi in politica.

Il presidente dell’organismo, il senatore di Alleanza Verdi e Sinistra Tino Magni, ha infatti inviato una missiva ufficiale alla Terza commissione del Csm, chiedendo “che il dottor Michele Emiliano possa essere collocato fuori ruolo presso questo Collegio inquirente del Senato in qualità di consulente a tempo pieno e a titolo gratuito”.

L’ACCORDO TRASVERSALE SALVA-EMILIANO

Ma il dettaglio più sorprendente è il grado di accordo raggiunto in seno alla Commissione: la proposta è stata infatti recapitata sulla base di un voto all’unanimità, con i senatori di Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia compatti nel sostenere l’iniziativa insieme alle opposizioni.

“Una manna dal cielo per Emiliano – scrive Antonucci – nel caso in cui la richiesta venisse accolta, infatti, verrebbe esaudito il suo desiderio di non rientrare in ruolo in magistratura e rimanere nel giro politico (per di più a Roma), consolidando la sua rete di rapporti e la sua vicinanza ai vertici del Partito democratico, in vista della sperata candidatura alle elezioni politiche del 2027”.

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