Italia

Come reagisce Confindustria all’emergenza coronavirus

Mariotti Confindustria DL agosto

Confindustria a fine marzo è chiamata a eleggere il nuovo presidente ma l’emergenza sta rallentando la corsa dei candidati Carlo Bonomi, Licia Mattioli e Giuseppe Pasini. Vediamo come gli industriali stanno rispondendo all’emergenza 

L’emergenza coronavirus riguarda da vicino anche il sistema produttivo del nostro Paese che probabilmente subirà importanti ripercussioni dalla vicenda. Per questo Viale dell’Astronomia sta chiedendo sostegno al governo con decisioni “efficaci e condivise”. Peraltro queste sono le ultime settimane per la corsa alla successione a Vincenzo Boccia ma non è escluso, a questo punto, che l’elezione del nuovo presidente, prevista per il 26 marzo,  possa slittare.

LA POSIZIONE DI CONFINDUSTRIA

Martedì scorso Confindustria — insieme a Rete Imprese, Alleanza delle Cooperative e Confapi — ha incontrato il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, per parlare dell’emergenza coronavirus e nell’occasione il direttore generale, Marcella Panucci, ha chiesto al governo interventi fiscali e contributivi, sostegno al credito, misure a favore di quelle filiere e settori che stanno subendo gravi danni. Ieri, poi, è arrivata una nota di Viale dell’Astronomia in cui si chiede “un continuo confronto” con Palazzo Chigi per arrivare a “decisioni efficaci e condivise per il sostegno alle attività produttive che stanno già subendo ripercussioni molto negative legate all’epidemia”.

Confindustria ritiene le misure adottate finora dall’esecutivo “solo primi provvedimenti di sostegno (il decreto del ministro dell’economia che sospende alcuni versamenti e adempimenti tributari in undici comuni e la possibilità di attivare lo smartworking, ndr), anche al di fuori della zona rossa, che andranno accompagnati da ulteriori e più ampie misure per fronteggiare le conseguenze derivanti dal Coronavirus sul sistema produttivo del Paese”.

Prioritario è il mantenimento della continuità produttiva, garantendo continuità nei flussi di approvvigionamento e di distribuzione e interventi specifici sulle dinamiche occupazionali, sugli ammortizzatori sociali e a sostegno della liquidità delle imprese, anche al di fuori della cosiddetta zona rossa. Necessario, poi, che ci sia un continuo confronto con i rappresentanti delle imprese per arrivare a decisioni efficaci e condivise per il sostegno alle attività produttive, che stanno già subendo ripercussioni molto negative legate all’epidemia.

Inoltre, gli industriali hanno ricordato che — grazie al Programma gestione emergenze, coordinato da Piccola industria, e alla task force coronavirus — stanno lavorando con la Protezione civile — che ha emesso un’ordinanza che prevede l’acquisto centralizzato di mascherine e tamponi — per mappare le aziende produttrici di dispositivi medici di protezione individuale, su tutto il territorio nazionale, sulla base delle richieste provenienti dal ministero della Salute. Già ieri sono state distribuite alle Regioni le prime mascherine.

COS’HANNO DETTO BONOMI E MATTIOLI

Intanto ieri sulla questione è intervenuto uno dei candidati alla presidenza, Carlo Bonomi, in qualità di presidente di Assolombarda. “Siamo in emergenza economica, l’impatto del coronavirus lo sconteremo duramente. Fermare la Lombardia, che era già in forte rallentamento, significa frenare oltre un quinto del Pil italiano e dare un colpo a tutta la filiera dell’industria che rischia di impiegare mesi per recuperare lo svantaggio economico con il resto del mondo”. Per questo, secondo Bonomi, “bisogna contenere i toni di allarmismo, siamo al paradosso di dover garantire ai partner commerciali l’assoluta idoneità e sicurezza dei prodotti delle nostre imprese. Occorrono immediati interventi normativi che introducano interventi di sostegno alle imprese sia di natura finanziaria, sia di sostegno al lavoro, sia di politica estera. Non sono sufficienti le poche misure adottate e ipotizzate finora”. E non è tutto: per il numero uno di Assolombarda, infatti, occorre prepararsi “a lavorare duramente per recuperare la nostra credibilità internazionale. Ogni giorno che rimaniamo fermi diamo un colpo al cuore dell’economia italiana, cioè al nostro futuro”.

Nei giorni scorsi, invece, si era registrata la presa di posizione di un’altra aspirante alla successione a Boccia, Licia Mattioli, attuale vicepresidente di Viale dell’Astronomia per l’internazionalizzazione. Mattioli ha annunciato che “Confindustria si è resa disponibile a fornire supporto e informazioni alle imprese che si trovano ad affrontare difficoltà logistiche e di gestione delle risorse” grazie ad una Taskforce Coronavirus, istituita “per rispondere alle richieste del Sistema in maniera sempre più efficiente e puntuale. Questa taskforce costituirà il punto di riferimento per l’Unità di Crisi della Farnesina, il Maeci, il ministero della Salute e la Presidenza del Consiglio con cui saranno condivise le informazioni e le problematiche segnalate via via dalle imprese”. Secondo l’imprenditrice piemontese “è ancora presto per fare un bilancio dei danni del Coronavirus sull’economia italiana, ma è importante essere consapevoli che queste ripercussioni andranno a innestarsi su uno scenario economico già in difficoltà. Guardando in particolare al settore del lusso, è indubbio che gli impatti saranno significativi. Basta Pensare che i consumatori cinesi rappresentano circa il 33% delle vendite dei turisti in Italia”.

GLI EFFETTI SULLA CORSA ALLA PRESIDENZA

Tornando alla questione del rinnovo della presidenza e della giunta di Confindustria, fissato per il 26 marzo, secondo rumors riportati da Lettera 43 potrebbe slittare la presentazione dei programmi dei tre candidati, in agenda a Roma per il 12 marzo. Addirittura si vocifera di un’ipotesi estrema ossia di prorogare gli attuali vertici. Di sicuro il rush finale di Bonomi, Mattioli e Pasini si sta complicando visto che stanno saltando parecchi appuntamenti importanti, per esempio quelli che dovevano tenersi a Vicenza e a Como.

Sempre secondo il giornale online Bonomi sarebbe in largo vantaggio sugli altri due aspiranti in lizza ma un’ipotetica convergenza degli altri due su un solo nome potrebbe riaprire i giochi. Di questo pare che Mattioli e Pasini abbiano già parlato.

L’inter per il rinnovo della presidenza di Confindustria: tutte le tappe (infografica Comar)

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