L’IA sta modificando l’intero ecosistema tecnologico, le persone e i processi lavorativi. Anche la figura del commercialista sta attraversando una profonda trasformazione: cambiano i margini, le aspettative dei clienti e il rapporto con i collaboratori. Come governarla? La risposta prova a darla Luca Piovano, Presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Torino nel suo saggio dedicato alle nuove frontiere della professione, “Commercialista oggi”
L’intelligenza artificiale ha accelerato tendenze già in atto da anni, rendendo urgenti domande che molti studi rimandavano. Il commercialista del 2030 non sarà “l’esperto di IA” ma il colui che saprà usare la tecnologia per tornare a fare ciò che sa fare meglio: dare valore al rapporto fiduciario e interpretare criticamente la realtà economica.
34% COMMERCIALISTI USA IA
Il 34,1% dei commercialisti utilizza molto o abbastanza i sistemi di intelligenza artificiale. Dato che sale al 71,9% da qui a tre anni. È quanto emerge dall’indagine statistica su 4.000 professionisti: “Organizzazione dello studio e impatto dell’intelligenza artificiale” sul grado di utilizzo dell’IA negli studi professionali dei commercialisti, condotta dalla Fondazione Nazionale di Ricerca della categoria.
Secondo il report, il 7,5% dei commercialisti usa già l’AI molto, il 27,6% abbastanza, mentre il 47% la utilizza poco e el 17,9% non la utilizza affatto. Dati destinati a cambiare da qui a tre anni, quando i professionisti che utilizzeranno poco l’intelligenza artificiale saranno l’11,2% e quelli che non la utilizzeranno affatto il 7%. Per il 36,4% saranno molto utilizzati, per il 35,5% abbastanza.
DOVE VIENE APPLICATA L’IA
Gli ambiti nei quali viene maggiormente usata l’IA nel settore sono: la gestione delle fatture elettroniche (36,1%), l’annotazione quotidiana nei registri contabili (23,9%) e l’analisi di bilancio (18,1%). In chiave prospettica a tre anni, invece, prevale l’analisi di bilancio (60%). Gli strumenti maggiormente conosciuti sono i software generatori di IA come chat gpt, copilot, gemini (42,7%) e i software di traduzione automatica (34,6%). Seguono chatbot e assistenti virtuali aziendali (27,4%) e piattaforme cloud di elaborazione e analisi dei documenti e dati contabili (26,5%).
COMMERCIALISTA OGGI
Da qui il libro “Commercialista oggi”, scritto da Luca Piovano, Dottore Commercialista e Revisore Legale, Partner di Studio Associato CMFC a Torino. Il testo nasce dall’esperienza concreta di chi questa trasformazione la sta vivendo dall’interno: il punto è capire perché e quando utilizzare una determinata tecnologia, come funziona l’intelligenza artificiale e cosa significa per il ruolo professionale, per l’organizzazione dello studio e per il rapporto con clienti.
L’ECOSISTEMA TECNOLOGICO
L’ecosistema tecnologico entra nel merito delle scelte infrastrutturali: cloud o on-premise (due modelli di gestione dell’infrastruttura IT), ecosistemi integrati o soluzioni verticali, IA generalista o specializzata. Un capitolo è dedicato all’intelligenza artificiale locale e privata, tema emergente per chi gestisce dati sensibili. Un altro affronta il quadro sulla sicurezza informatica e la protezione dei dati.
La tecnologia più avanzata fallisce però se non è supportata da un’organizzazione adeguata: ecco perché occorre trasformare lo studio da struttura artigianale centrata sul titolare a impresa moderna capace di attrarre talenti. Ampio spazio è dedicato anche alle nuove generazioni: cosa cercano Millennials e Gen Z, perché la professione appare meno attrattiva, quali strategie di employer branding possono funzionare.
LE APPLICAZIONI PRATICHE
Diversi capitoli del libro sono dedicati poi all’area contabile (dal data entry alla data intelligence), all’area fiscale (dagli accertamenti algoritmici al ruolo del commercialista nell’era del fisco digitale), all’advisory e alle operazioni straordinarie, al bilancio e reporting, alla rendicontazione di sostenibilità come competenza emergente.
GLI SCENARI FUTURI
La conclusione è una previsione sugli scenari futuri del settore, dalla polarizzazione tra studi innovativi e tradizionali alle nuove forme di collaborazione professionale. Questa parte analizza l’AI Act europeo, prima normativa nazionale organica sull’intelligenza artificiale e affronta i temi della trasparenza algoritmica, della responsabilità professionale, del ruolo del commercialista come “presidio di fiducia” in un contesto sempre più automatizzata.

