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Comunali di Milano: la sinistra militante può mettere nei guai Mario Calabresi

Sergio Scalpelli analizza l’ipotesi della candidatura di Mario Calabresi, ex direttore di Repubblica, ostacolata dalla spinta dell’ala militante e da rivali come Pierfrancesco Majorino e Lorenzo Pacini

La sinistra radicale potrebbe fare le scarpe a Mario Calabresi. La tesi è sostenuta su Libero da Sergio Scalpelli, giornalista tra gli ideatori de “Il Foglio“, manager, per anni responsabile dei rapporti con i media di Fastweb, con un passato da dirigente politico nella componente migliorista del PCI, ma anche, dal 1997 al 2001, assessore ai Giovani e Sport, oltre che ai Rapporti col Consiglio comunale, del Comune di Milano nella prima giunta Albertini a Milano.

LA CANDIDATURA DI MARIO CALABRESI AL COMUNE DI MILANO

Lo scorso 1° settembre l’ex direttore de La Stampa e Repubblica ha lasciato i ruoli di presidente e direttore editoriale di Be Water, la società che ha co-fondato e che produce i media di informazione Chora, Will e Cronache di spogliatoio, per candidarsi a sindaco di Milano con il centrosinistra alle prossime elezioni amministrative del 2027.

A sostenere la sua candidatura è l’ala riformista del PD milanese, per intenderci la stessa che ha sostenuto la giunta guidata da Beppe Sala.

EVITARE LE PRIMARIE

Il nodo più critico per individuare il successore di Giuseppe Sala è quello delle eventuali primarie, il cui svolgimento e le cui regole non sono ancora definiti. “Il centrosinistra avrebbe due strade per favorirne la candidatura – spiega Scalpelli ad Andrea Muzzolon -: evitare le consultazioni ai gazebo, oppure trasformare Calabresi nel candidato del Pd alle primarie”.

I POSSIBILI CANDIDATI ALLE PRIMARIE DI MILANO

Entrambe le strade, però, sono “difficilmente percorribili dato che sono già in campo altri esponenti di punta dei dem come Pierfrancesco Majorino e la vicesindaco Anna Scavuzzo, ma anche il giovane Lorenzo Pacini”. Nel caso che il centrosinistra scelga di seguire la strada delle primarie Calabresi si troverà a confrontarsi con altri nomi che guardano alla candidatura per Palazzo Marino. Calabresi è, sulla carta, il candidato più accreditato in una competizione elettorale, in continuità con la figura di Beppe Sala e capace di parlare e rassicurare i ceti produttivi meneghini.

IL PESO DELLE ALI PIÙ RADICALI

Sergio Scalpelli attira l’attenzione su un dato che potrebbe scombinare le carte sulla tavola dei progressisti. “Restringendosi la base elettorale che partecipa attivamente, spesso prevale la parte che incarna l’anima militante – spiega Scalpelli -.Gli Usa sono un esempio lampante: negli ultimi anni stanno vincendo le primarie candidati sempre più radicali, come successo con Mamdani a New York. Penso che anche a Milano possa finire così”. Tra i diversi contendenti è Majorino il più competitivo “in questo momento scommetterei sulla sua vittoria alle primarie”, chiosa Scalpelli.

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