Garavaglia sfida il segretario Salvini: chi si schiera con chi in vista del congresso della Lega del 24-25 ottobre a Milano
Si avvicina il giorno della resa dei conti nella Lega. Un appuntamento che ha preso una piega inattesa: all’atto di convocare il congresso straordinario della Lega, il segretario Matteo Salvini non immaginava di doversi confrontare con qualcuno. Magari ripetere l’acclamazione di Firenze, così da silenziare i malpancisti una volta e per tutte. E poi togliere a Massimiliano Romeo, per esempio, se non il gruppo al Senato, quantomeno la segreteria della Lega Lombarda (cosa da farsi in ogni caso).
Invece la candidatura di Massimo Garavaglia ha cambiato le carte in tavola. Nonostante una raccolta firme a ostacoli e tempi strettissimi, l’ex ministro del Turismo alla fine è riuscito a depositare 81 sottoscrizioni. Vincere rimane un’impresa ardua: i delegati presenti sono gli stessi che hanno già incoronato Salvini per alzata di mano un anno fa. Ma la presenza di uno sfidante ha incrinato la narrazione del leader, tracciando una linea di separazione e costringendo il partito a una conta interna. Favoriti dal segreto dell’urna, i critici lavorano affinché Garavaglia superi il risultato ottenuto nel 2017 a Parma dall’ex assessore lombardo, bossiano di ferro, Gianni Fava, l’ultimo vero competitor del “Capitano”, che non andò oltre il 17% di consensi.
CHI STA CON GARAVAGLIA
Ma chi sono questi 81 (su 706) che hanno sottoscritto la candidatura di Garavaglia? Non potevano mancare i soliti noti, il governatore Attilio Fontana e lo stesso Massimiliano Romeo. Timido invece il prsidente del Friuli-Venezia Giulia Massimiliano Fedriga, che secondo Lettera43 “non avrebbe contribuito granché alla raccolta di Garavaglia”.
Ma la raccolta sottoscrizioni ha avuto il preggio di far fatto emergere diversi nomi nuovi. Molti corrispondono a un seggio in Parlamento: secondo Il Foglio, tra questi ci sono i deputati Virginio Caparvi, Simona Bordonali, Silvana Comaroli, Dimitri Coin, il vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio, la senatrice Daisy Pirovano. Poi ci sono gli uomini e le donne che dei territori: gli assessori regionali lombardi Massimo Sertori e Claudia Terzi, la segretaria regionale della Valle d’Aosta Marialice Boldi, il segretario provinciale di Bergamo Fabrizio Sala, la consigliera regionale Silvana Snider. Dal Piemonte è arrivato l’endorsement di Gianna Gancia, moglie del ministro Roberto Calderoli.
CHI SI È ASTENUTO: ZAIA E GIORGETTI DAVVERO NEUTRALI?
La truppa di Salvini rimane comunque insuperabile. Con il segretario sono schierati almeno 3 ministri – Giuseppe Valditara, Alessandra Locatelli e lo stesso Calderoli -, il presidente del Veneto Alberto Stefani e gran parte del partito, da lui riplasmato. Mancano però due firme di peso: il sempre cauto Luca Zaia, avrebbe promesso ai ribelli di promuovere l’opzione della scheda bianca, e il titolare del Mef Giancarlo Giorgetti, il cui silenzio, vista anche la vicinanza a Garavaglia, è stata interpretata come un via libera alla sua candidatura.

