In attesa che si sciolga il nodo sul successore di Paolo Savona, la presidente vicaria della Consob Chiara Mosca presenta i dati sulle borse europee e rilancia l’appello per l’unione dei capitali. Ecco il suo profilo, cos’ha detto e chi c’era in platea durante l’evento annuale
Il tradizionale incontro della Consob con il mercato finanziario a Palazzo Mezzanotte vede per la prima volta una donna, Chiara Mosca, esporre la relazione alla comunità finanziaria in qualità di presidente vicaria dell’Autorità. Permane lo stallo sulla guida definitiva della Commissione Nazionale, ma il ministro Giancarlo Giorgetti annuncia novità per questa settimana.
CHE COSA HA DETTO MOSCA NELLA RELAZIONE ANNUALE DELLA CONSOB
Durante il suo intervento, Mosca ha delineato una visione strategica in linea con l’integrazione dei mercati promossa da Mario Draghi, evidenziando l’urgenza di mobilitare le risorse europee per sostenere l’innovazione. La presidente vicaria ha sottolineato come, per rilanciare la competitività in settori strategici come l’intelligenza artificiale, servano all’Europa tra i 750 e gli 800 miliardi annui. Una cifra che i mercati finanziari possono contribuire a raccogliere sfruttando i circa 11 mila miliardi di euro di ricchezza delle famiglie europee, colmando così il gap con piazze dominanti come quella cinese, attualmente leader per volumi raccolti dalle quotazioni, e quella statunitense.
Analizzando il panorama borsistico, la presidente ha illustrato una contrazione strutturale a livello internazionale. Nell’ultimo decennio le società quotate sui mercati regolamentati sono diminuite del venti percento in Italia e nel Regno Unito, e del quarantasei percento in Francia, in contrapposizione al mercato americano che, trainato dal Nasdaq, ha registrato un incremento del quattordici percento. Tuttavia, sul fronte interno, Chiara Mosca ha rimarcato i risultati eccezionali del FTSE MIB, cresciuto del 31,5 percento nel 2025 (miglior risultato in due decenni) e capace di superare nel primo semestre del 2026 i record storici del 2000. Questo sviluppo di capitalizzazione, arrivata a 1.209 miliardi a fine giugno 2026 per l’aumento dei prezzi azionari, fa però da contraltare a una perdita strutturale dovuta all’eccesso di delisting rispetto alle nuove quotazioni, con un saldo negativo di 96 miliardi tra il 2010 e il 2025, e un’assenza totale di nuovi ingressi sul mercato regolamentato proprio nel 2025.
Infine, di fronte ai dubbi operativi legati all’assenza di un vertice definitivo, la presidente vicaria ha rivendicato con fermezza l’attività dell’Autorità: solo nel 2025 la Commissione ha deliberato 426 volte, esaminando oltre 70 esposti legati al consolidamento bancario, un ritmo serrato confermato anche dai dati della prima metà del 2026.
CHI C’ERA IN PLATEA
Attenzione massima anche sui presenti in platea, mentre è in corso il più rilevante processo di consolidamento bancario della storia italiana. Oltre al ministro Giorgetti – che ha confermato l’impegno governativo a occuparsi della nomina della presidenza Consob in settimana – c’erano il presidente del gruppo Unipol Carlo Cimbri, il presidente dell’Abi Antonio Patuelli, il presidente di Banco Bpm Massimo Tononi, l’amministratore delegato di Bper Gianni Franco Papa e il presidente di Unicredit Pier Carlo Padoan. Ad assistere ai lavori vi erano inoltre il presidente di Generali Andrea Sironi e il presidente di Mediolanum Giovanni Pirovano.
CHI È CHIARA MOSCA
Laureata in Economia Aziendale nel 1993, Chiara Mosca ha indirizzato la propria carriera fin dagli esordi verso la regolamentazione e la vigilanza dei mercati, privilegiando questo ambito rispetto alla finanza tradizionale. Il suo percorso accademico vanta un dottorato di ricerca in Diritto Commerciale conseguito nel 1998 all’Università Bocconi, ateneo dove in seguito ha ricoperto il ruolo di professoressa associata, formando generazioni di giuristi e manager. La sua formazione internazionale si è consolidata tra il 1999 e il 2000 con un Master of Science in Law and Accounting alla London School of Economics, per poi arricchirsi nel 2003 con un ulteriore dottorato all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano incentrato su temi all’epoca fortemente innovativi come l’OPA obbligatoria e gli acquisti di concerto.
Nel corso della sua carriera, Chiara Mosca ha maturato una solida esperienza negli organismi deputati a definire le regole dei mercati globali. Tra il 2013 e il 2015 ha fatto parte del gruppo di supporto tecnico dell’European Securities and Markets Authority per le tematiche di finanza societaria. Successivamente, tra il 2018 e il 2019, ha lavorato come visiting researcher presso la Dickson Poon School of Law, approfondendo la regolamentazione dei capitali nel periodo post-Brexit. Attualmente ricopre anche il ruolo di vicepresidente del Comitato Corporate Governance dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico. La sua entrata nella Consob risale al 2021, per poi essere nominata commissaria a settembre dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, su proposta del Governo guidato dall’ex premier Mario Draghi. Dallo scorso marzo ha assunto il ruolo di presidente facente funzioni, portando avanti un approccio spiccatamente europeista fondato sulla semplificazione normativa a tutela sia della competitività delle imprese sia dei risparmiatori.

