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Contributi a fondo perduto per la riduzione del canone degli affitti, come ottenerli

Riduzione Canone Affitti

La misura a favore di chi procede con la riduzione del canone degli affitti copre esclusivamente Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino e Venezia, i Comuni confinanti e gli altri Comuni capoluogo di provincia

Al via i contributi a fondo perduto per la riduzione del canone degli affitti. Si tratta, come lascia intendere il nome stesso, di un rimborso del 50% dell’ammontare complessivo dello “sconto” che l’affittuario concede all’inquilino fino ad un importo massimo di 1.200 euro.

Attenzione, perché l’ombrello della misura è territoriale, usufruibile dagli affittuari la cui abitazione è situata nei Comuni definiti ad alta tensione abitativa ovvero Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino e Venezia, ma anche i Comuni confinanti con gli stessi e gli altri Comuni capoluogo di provincia (qui l’elenco per intero).

Lo può chiedere chi, soddisfatto il requisito della territorialità appena enunciato, in possesso di contratti di locazione firmati e siano entrati in vigore almeno dal 29 ottobre 2020, dal 25 dicembre dello scorso anno al prossimo 31 dicembre ha abbassato, o ha intenzione di farlo, i canoni del contratto di affitto dei propri locatari per tutto o parte dell’anno 2021.

Nel caso in cui le risorse allocate (100 milioni di euro) dovessero risultare inferiori all’ammontare complessivo dei contributi da erogare, l’Agenzia delle Entrate provvederà al riparto proporzionale delle risorse stanziate sulla base del rapporto tra l’ammontare dei fondi disponibili e l’ammontare complessivo dei contributi richiesti (qui tutte le info).

Per richiedere i contributi a fondo perduto per la riduzione del canone degli affitti è necessario procedere per via telematica, per mezzo della domanda pubblicata sul sito dell’Agenzia delle Entrate. Nel documento andrà inserito il codice fiscale del locatore, l’Iban del conto corrente su cui ricevere le somme e i dati del contratto oggetto di rinegoziazione. Questo il pdf da stampare, compilare e inviare nuovamente all’Ente di riscossione tributi.

 

 

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