Italia

Contro gli assenteisti nella PA arrivano le impronte digitali

impronte digitali

Previsto dal ddl Concretezza approvato a giugno scorso il regolamento sulle impronte digitali. La ministra Bongiorno: “È finita l’epoca delle truffe”

Nella Pubblica amministrazione si cambia: arriva il regolamento sulle impronte digitali per gli accessi al lavoro degli statali. Previsto dal ddl Concretezza – approvato alla Camera ad aprile e al Senato circa un mese fa, il provvedimento è stato già inviato al Garante della Privacy. Poi, sempre per i relativi pareri, verrà mandato alla Conferenza Unificata e al Consiglio di Stato. Presumibilmente entro settembre si punta invece a concludere la stesura dei decreti attuativi per istituire il “Nucleo per la Concretezza”, altra novità prevista dal disegno di legge.

IL COMMENTO DELLA MINISTRA BONGIORNO

“Felice di poter finalmente dire addio ai truffatori del cartellino grazie all’introduzione dei controlli con impronte digitali!” aveva commentato via Twitter la ministra per la Pa, Giulia Bongiorno, dopo l’approvazione del ddl a Palazzo Madama.

Parole cui hanno fatto eco, ieri, queste altre affermazioni dell’esponente leghista: “Una legge che prevede la drastica riduzione dei tempi delle procedure concorsuali, nuove risorse in settori strategici della P.a, aiuti alle amministrazioni in affanno e un metodo di lotta contro l’assenteismo finalmente incisivo – ha evidenziato Bongiorno -: fino ad oggi, di fatto, la facevano franca in troppi; adesso, con le impronte digitali e la videosorveglianza, preveniamo il fenomeno. È finita l’epoca delle truffe”.

IL DDL CONCRETEZZA – IL NUCLEO E LE IMPRONTE DIGITALI

Ma vediamo quali sono le novità previste dal ddl Concretezza. Si parte con il Nucleo della Concretezza, composto da 53 persone, cui è affidato il compito di garantire la realizzazione di un Piano triennale delle azioni concrete per l’efficienza delle pubbliche amministrazioni. Il Nucleo potrà effettuare ispezioni e sopralluoghi e redigere verbali che verranno poi saranno trasmessi anche al Prefetto.

Ecco poi le misure per verificare il rispetto dell’orario di lavoro da parte dei dipendenti pubblici grazie a sistemi di verifica biometrica dell’identità (cioè impronte digitali) e di videosorveglianza degli accessi che vanno a sostituire i sistemi attualmente in uso. Esclusi dai controlli magistrati, avvocati e procuratori dello Stato; personale militare, delle forze di polizia di Stato, del Corpo nazionale dei vigili del fuoco; personale diplomatico e prefettizio; professori e ricercatori universitari.

Non sono tenuti alle verifiche biometriche dell’identità e alla videosorveglianza neppure gli insegnanti di scuola di ogni ordine e grado, cui si applicano invece tutte le altre norme del ddl. La modifica è stata richiesta dalla commissione Cultura che ha però domandato un meccanismo di controllo per i presidi che verrà deciso dal ministero per l’Istruzione, l’Università e la Ricerca.

IL DDL CONCRETEZZA – LE MISURE CORRETTIVE

Nel caso in cui il Nucleo della Concretezza rilevi inadempienze da parte della Pa, quest’ultima deve attuare misure correttive: se l’amministrazione si dimostra inadempiente, ci sono conseguenze ai fini della responsabilità dirigenziale e disciplinare e in aggiunta l’iscrizione della pubblica amministrazione inadempiente in un elenco pubblicato nel sito del dipartimento della Funzione pubblica della Presidenza del Consiglio.

IL DDL CONCRETEZZA – LE ASSUNZIONI

Il provvedimento apporta novità anche al blocco del turn over. Previsto infatti un iter più veloce per le assunzioni grazie a nuovi concorsi e allo scorrimento delle graduatorie esistenti “nel limite massimo dell’80% delle facoltà di assunzione maturate per ciascun anno”. Già nel 2019 le amministrazioni pubbliche potranno assumere personale a tempo indeterminato nel limite di un contingente di personale che corrisponda ad una spesa pari al 100 per cento di quella relativa al personale di ruolo cessato nell’anno precedente. Dalla misura sono però esclusi i Corpi di polizia, il Corpo nazionale dei vigili del fuoco, il comparto della scuola e delle università.

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