Italia

Contro lo stop alle trivelle scendono in campo i caschi gialli

Intanto sulla proposta di modifica è in corso un dialogo tra Lega e Cinque Stelle. Il testo attualmente presentato dalla maggioranza prosegue il suo iter. Senza modifiche andrà in aula da martedì prossimo per la conversione insieme al resto del Dl semplificazione

Il governo procede spedito sull’emendamento “blocca-trivelle” all’interno del Dl Semplificazione. La misura prevede, come annunciato qualche giorno fa dal Mise, per un “termine massimo di tre anni”, la sospensione dei “permessi di prospezione e di ricerca già rilasciati, nonché i procedimenti per il rilascio di nuovi permessi”. Grazie a tale moratoria, sarà impedito il rilascio di circa 36 titoli attualmente pendenti, compresi i tre permessi rilasciati nel mar Ionio.

A CHE PUNTO È L’ESAME DELL’EMENDAMENTO

La proposta di modifica è passata al vaglio dell’ammissibilità per materia. Ora tocca alla commissione Bilancio rendere il parere sull’emendamento: man mano che si avrà il via libera le proposte emendative passeranno all’esame delle commissioni di merito. Ancora non è chiaro il cronoprogramma del provvedimento ma il testo completo si attende in aula per martedì 29 con votazione conclusiva il giovedì successivo. Ma non è detto che i tempi siano rispettati.

IL DIALOGO LEGA-CINQUE STELLE

Sul piatto della bilancia pende il tentativo di dialogo politico in corso in queste ore tra Lega e Cinque Stelle. Il Carroccio ha manifestato già nei giorni passati una certa “insofferenza” a votare uno stop completo alle trivelle e la quadra potrebbe finire per trovarsi su un testo diverso: la “mediazione” potrebbe essere quella di togliere la pubblica utilità solo alle nuove istanze ma di fare la moratoria su tutto il resto, quindi anche sulle istanze in corso. Verrebbero salvate le concessioni già operative. Questo significa che chi già lavora continua a lavorare, tutti quelli in attesa, chiudono.

L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI RAVENNA

Intanto sulla decisione potrebbe pesare la presa di posizione dell’amministrazione locale di Ravenna, delle forze sindacali e delle associazioni di categoria che hanno assunto una posizione forte e univoca contro il provvedimento che sospende i permessi di prospezione, ricerca e produzione di gas, firmando un documento per chiedere al Governo Conte l’istituzione un tavolo per condividere con tutti gli attori coinvolti le politiche energetiche che si intendono mettere in campo oltre a indicare con chiarezza qual è la strategia energetica nazionale.

LA PAGINA DEI LAVORATORI “INVISIBILI” DELL’OIL&GAS

Ma anche una lettera inviata da alcuni lavoratori del settore Oil & Gas che “vogliono far sentire la propria voce, perché oltre a non essere invisibili non hanno paura di difendere i nostri valori. Cultura, lavoro come strumento di emancipazione sociale, una nazione libera e indipendente, il riconoscimento dei lavoratori non come merce da sfruttare, ma uomini e donne liberi, che sostengono un paese – si legge sulla pagina di Facebook intitolata ai lavoratori invisibili dell’Oil&gas -. Forti di queste ideologie, noi ci accingiamo a contrastare pacificamente scelte scellerate, distorsioni culturali,e imposizioni politiche. Non arretreremo mai! Non è solo una protesta per salvare migliaia di posti di lavoro ma è una protesta culturale, generazionale, affinché gli la società civile aspiri a qualcosa di più per se stessa e le persone che la compongono. L’auspicio è che altri seguano il nostro esempio, unendosi a questa battaglia culturale, sottoscrivendo mozioni e appelli, ‘disturbando’ pacificamente i palazzi del potere, evidenziando che oltre a non essere invisibili noi ci mettiamo la faccia: sempre”.

LA LETTERA APERTA DEI LAVORATORI DEL SETTORE AL GOVERNO

La lettera, inviata da alcuni lavoratori del settore a giornali locali del ravennate, uno dei maggiori centri italiani del settore, trae spunto dall’iniziativa di Gianni Bessi, autore del saggio “Gas Naturale – l’energia di domani” edito da Innovative Publishing,che ha lanciato un appello ai “caschi gialli”, cioè alle migliaia di laureati, tecnici e maestranze del settore, affinché si mobilitino per bloccare lo stop al settore. “Siamo convinti che sia arrivato il momento di dire basta. Basta alla disinformazione, basta alla prevaricazione sociale da parte di alcuni esponenti politici, basta a quella rinnovata incertezza che aleggia sul nostro settore. Da anni ormai subiamo in silenzio attacchi strumentali dalle varie correnti politiche, supportati da un’opinione pubblica plagiata da teorie infondate”. “Noi lavoratori dell’oil& gas non siamo come veniamo descritti e le ‘trivelle’ non sono un mezzo spietato per creare inquinamento. Noi siamo lavoratori che lavorano per l’Italia, lavorano per dare dignità alle proprie famiglie, lavorano perché credono che un’Italia indipendente sia un’Italia più emancipata, vogliamo e crediamo che il futuro debba evolversi in una produzione sostenibile di energia e non arretreremo mai nel difendere i nostri ideali di emancipazione e cultura”. Da qui l’appello affinché il governo “abbandoni l’emendamento con il quale intende bloccare le concessioni e la ricerca di idrocarburi”, provveda “a incentiva la ricerca e la coltivazione di gas italiano” per “aumentare posti di lavoro e permettere al nostro paese di svincolarsi il più possibile dal giogo dell’importazione di materie prime”. Infine si impegni “a ricevere noi lavoratori del settore e ci spieghi quale strategia energetica intenda perseguire per il benessere dell’Italia e degli italiani”

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