Italia

Coronavirus, cosa bolle in pentola per lo sport italiano

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Ieri Giunta straordinaria del Coni. Il ministro Spadafora: ripresa del campionato di calcio il 3 maggio? Previsioni troppo ottimistiche. E ancora: entro luglio legge delega. Il rilancio del Paese anche grazie allo sport

Il rilancio del Paese dopo l’emergenza coronavirus passerà anche dallo sport. A dirlo il ministro dello Sport e delle Politiche giovanili, Vincenzo Spadafora (M5S), al termine di una giornata ricca di appuntamenti. “Dobbiamo e vogliamo essere pronti a ripartire non appena sarà possibile: per il suo ruolo e per la sua capillarità nel tessuto sociale ed economico, lo sport sarà uno dei motori che ci permetteranno di rilanciare il Paese dopo la crisi sanitaria” ha detto il ministro che ha partecipato in videoconferenza alla Giunta straordinaria del Coni per fronteggiare la complicata situazione.

Spadafora ha dichiarato di aver “avuto conferma della grande collaborazione dimostrata da parte di tutti in questo momento difficile” e ha chiesto al Coni “di raccogliere le richieste, i suggerimenti e le proposte nei prossimi giorni” in modo da potersi confrontare “presto con tutti i rappresentanti dello sport di base, come ho fatto sin dall’inizio del mio mandato e di questa emergenza”.

LA LEGGE DELEGA

Durante la Giunta di ieri Spadafora, come riportato dal presidente del Coni Giovanni Malagò, “ha voluto sottolineare il suo preciso impegno sulla legge delega sullo sport: tutti i decreti delegati saranno oggetto di un unico decreto del Governo che dovrà arrivare entro e non oltre il mese di luglio”, come da programma. Inoltre “ha ribadito il suo impegno sulla legga delega, in cui verranno chiarite e sistemate le problematiche sospese che tanto preoccupano Cio e Coni. Il ministro — ha aggiunto Malagò  ci ha spiegato che non ci sarà alcuna richiesta di proroga”.

IL RINNOVO DELLE CARICHE SPORTIVE

Messo da parte il fronte Olimpiadi di Tokyo, che sono state rimandate al 2021, e mentre l’iter della legge delega prosegue, un altro appuntamento per lo sport italiano è quello del rinnovo delle cariche, che va di pari passo con il quadriennio olimpico. “Sono completamente laico” ha commentato il numero uno del Coni al termine della Giunta e “non sono interessato a tifare da una parte o dall’altra. Sentirò cosa avrà da dire il Cio e il governo che ha emanato una legge. Non ho alcun tipo di barometro”. Sulla questione, ha chiarito, “dovrà decidere il mondo dello sport sentite anche le autorità governative”.

LA RIPRESA DEL CAMPIONATO DI CALCIO

In serata Spadafora è stato ospite della trasmissione di Rai 3 “Chi l’ha visto?” ed è intervenuto nel dibattito sulla ripresa del campionato di calcio. “Le ottimistiche previsioni che facevano pensare di poter riprendere le competizioni sportive a fine aprile o ai primi di maggio credo siano un po’ troppo ottimistiche, come del resto ci ha detto l’evoluzione dell’emergenza. Io, rispetto all’ipotesi del 3 maggio, sono molto, molto dubbioso. Di sicuro posso dire che, qualora ci dovessero essere le condizioni per riprendere in alcune circostanze le competizioni, certamente avverrà a porte chiuse” ha detto il ministro smentendo dunque l’ipotesi di poter riprendere tra poco più di un mese l’attività agonistica come aveva auspicato egli stesso nei giorni scorsi.

A oggi non è pensabile dire che a maggio si possa riprendere regolarmente con tutte le competizioni, soprattutto con gli spettatori — ha continuato Spadafora —. Sinceramente a oggi ho anche qualche dubbio rispetto alle decisioni di qualche Federazione di poter riprendere il 3 maggio: sono gli stessi scienziati a non avere certezze sull’evoluzione dell’epidemia, non è che stiamo sbandando o non è che non sappiamo cosa fare. Dobbiamo adattare le nostre decisioni alle situazioni che cambiano”.

Per quanto riguarda la possibilità che il campionato salti il ministro dello Sport è stato chiaro: “La scelta finale spetterà alla Figc, quando parlavo di previsioni ottimistiche era proprio alle previsioni del calcio di poter riprendere il 3 maggio che mi riferivo. Se poi il calcio deciderà di posticipare tutto all’estate, questo ricade nell’autonomia dello sport: a oggi la situazione è complicata, il calcio ci ha messo un po’ di tempo in più degli altri a capire l’emergenza, immagino che ora si muoverà con tutta la cautela possibile per evitare episodi”.

L’incertezza regna sovrana anche secondo Malagò. “Ho raccontato a tutti che il calendario internazionale oggi più che mai naviga a vista, sia per le grandi manifestazioni, sia per i campionati nazionali e non solo” ha detto il presidente del Coni a termine della Giunta straordinaria a cui era presente, sempre in videoconferenza, anche il presidente e amministratore delegato di Sport e Salute, Vito Cozzoli.

IL PIANO DI RILANCIO CON L’AIUTO DEI GIOVANI

Tornando alla volontà di ritagliare un ruolo importante allo sport per la ripresa del Paese post emergenza, Spadafora, in collegamento con la trasmissione “Chi l’ha visto?”, ha spiegato: “Stiamo pensando a un piano straordinario di coinvolgimento dei ragazzi, su cui metteremo decine di milioni, affinché possano rendersi utili e partecipare al momento di rilancio e rinascita del Paese: potranno offrire del tempo, anche dietro un piccolo compenso, per svolgere attività di sostegno e aiuto per chi non riuscirà subito a tornare alla vita normale. Penso ai tanti anziani che saranno quelli più esposti anche tra qualche settimana, quando si spera andremo verso la normalità”. E ancora: “Io mi sto impegnando a fare in modo che quando questo incubo finirà ci sia tanta possibilità anche attraverso i giovani e lo sport di far ripartire il nostro Paese. Oggi sono tantissimi i ragazzi che sono impegnati nelle attività sportive: a loro non era riconosciuto nelle norme precedenti alcun tipo di contributo. Noi abbiamo stabilito 600 euro netti per il mese di marzo (con il decreto ‘Cura Italia’, ndr) ma sicuramente riproporremo questa misura anche nei mesi successivi, che consentirà loro intanto di recuperare delle risorse”.

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